Nelle sale italiane da giovedì 12 febbraio 2026, distribuito da Eagle Pictures, Crime 101 – La strada del crimine mescola tante suggestioni, appartenenenti a vari generi tra cui il crime, l’heist movie e il noir. Ovviamente, non mancano scene d’azione degne della migliore tradizione, tra inseguimenti e sparatorie. In cabina di regia – anche sceneggiatore – Bart Layton confeziona un buon prodotto di intrattenimento, al quale però avrebbe giovato una maggiore asciuttezza. Le due ore e venti cominciano a farsi sentire prima del finale, andando a condizionare quanto costruito sin lì.
Protagonisti della pellicola, ritroviamo sul grande schermo insieme niente meno che Hulk-Mark Ruffalo e Thor-Chris Hemsworth, stavolta schierati su fronti opposti della barricata. Al loro fianco, Halle Berry, Nick Nolte, Monica Barbaro e il sempre sorprendente Barry Keoghan, in una versione biondo platino da antologia.
Crime 101 – La strada del crimine | La trama
Davis (Hemsworth) ha intrapreso la criminalità in giovane età, dopo essere passato da una casa all’altra. L’unica compagnia di cui ha bisogno – ma con la quale non sempre si trova a suo agio – è la sua, sebbene ogni tanto tenti di avvicinarsi ad altri esseri umani. Con delle ferite profonde mai rimarginate, l’uomo si mantiene attraverso colpi e furti di alto livello, orgnaizzati insieme a un veterano di nome Money (Nolte).
Fate un respiro profondo.
Scaltro, preciso, sfuggente, Davis usa le armi ma non la violenza. Su quello non si transige. Lo sa bene il detective (Ruffalo) che è sulle sue tracce e che sta rischiando tutto pur di catturarlo. Sullo sfondo, nel frattempo, comincia a delinearsi uno schema, in cui saranno coinvolti anche un’assicuratrice, Sharon (Berry), stanca di essere messa da parte e un giovane sbandato, Ormon, (Keoghan), usato come una pedina a sua insaputa.

La difficoltà di adattare Don Winslow
Alla base di Crime 101 – La strada del crimine, troviamo l’omonimo racconto di Don Winslow, autore apprezzato ma non semplicissimo da trasporre sullo schermo, per via delle numerose suggestioni presenti nella sue opere. Rendere in immagini una certa atmosfera e personaggi pieni di sfaccettature, spesso, appare un’impresa impossibile, nonostante l’impegno e la passione dietro al progetto. In questo caso, possiamo considerare l’operazione riuscita a metà: il clima teso, i fantasmi del passato, la sensazione di una tragicità incombente emergono pienamente nel corso della narrazione. A non convincere del tutto, invece, è una scrittura non così pregnante, quanto piuttosto ordinaria, almeno negli scambi tra un personaggio e l’altro.
Ha avuto la sua fetta di sogno americano?

Peccato, soprattutto perché ciascuno di loro appare portatore di valori e riflessioni importanti. Se Davis e Ormon mostrano caratteristiche comuni, vittime di un passato che li ha segnati per sempre e ne ha determinato il futuro, lo stesso detective ha dovuto rinunciare ai sogni di un tempo e accettare ciò che il destino gli ha riservato. Le seconde possibilità esistono, forse, per tutti, ma non sempre è facile e possibile accoglierle. Crime 101 – La strada del crimine lancia, alla fine, un messaggio scontato ma comunque apprezzabile.
*Sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.