Dopo diversi anni dedicati prevalentemente al cinema documentario, Sergei Loznitsa torna alla “finzione” con Due Procuratori, un thriller storico ambientato nell’Unione Sovietica degli anni Trenta. Il regista ucraino, noto per il suo sguardo rigoroso e analitico sui sistemi di potere, prosegue così la sua riflessione sull’autoritarismo, sui suoi meccanismi e sulle conseguenze umane che ne derivano.
Il film segna il primo lungometraggio di finzione di Loznitsa dal 2018, anno di uscita di Donbass, e conferma il suo interesse per i momenti più oscuri della storia europea. In un periodo storico segnato da nuove preoccupazioni per la tenuta delle democrazie, Due Procuratori si inserisce in un dibattito più ampio sulla fragilità delle istituzioni e sulla responsabilità individuale.
Una storia di coscienza e coraggio nel cuore delle purghe staliniane
Ambientato nel 1937, durante il periodo delle grandi purghe staliniane, Due Procuratori racconta la vicenda del giovane procuratore Alexander Kornyev. Dopo aver ricevuto una lettera di un detenuto ingiustamente accusato, Kornyev decide di indagare, sfidando apertamente il sistema repressivo del regime sovietico.
Il protagonista è rappresentato come un bolscevico idealista, convinto che la giustizia e la legalità possano ancora trovare spazio all’interno dello Stato. Tuttavia, il suo percorso lo conduce gradualmente a scoprire la natura profondamente corrotta e violenta delle istituzioni. Il viaggio verso Mosca, simbolo del potere centrale, diventa anche un viaggio interiore, in cui il protagonista è costretto a confrontarsi con il regime totalitarista in cui vive.
Importante è, inoltre, la presenza dell’NKVD, la polizia segreta, che incombe nella narrazione, rafforzandone il clima di paura nazionale.
La spaventosa attualità acclamata dalla critica
Fin dalla sua presentazione a Cannes, Due Procuratori ha ricevuto recensioni generalmente positive, venendo apprezzato per la sua precisione storica e per l’approccio rigoroso alla materia. La pellicola è stata poi proiettata nei festival cinematografici di Toronto e New York. Critici come David Katz ne hanno sottolineato la natura fortemente dialogica, capace di creare un’atmosfera densa e inquietante, anche a costo di risultare impegnativa per alcuni spettatori.
Il cast è composto da Aleksandr Kuznetsov, Alexander Filippenko e Anatoli Beliy, mentre la distribuzione è a cura di Janus Films, con l’uscita prevista per il 20 marzo a New York City e il 27 a Los Angeles. Mentre in Italia sarà distribuito da Lucky Red, disponibile nelle sale proprio da oggi.
Oltre al suo valore artistico, Due Procuratori si distingue per la sua attualità. Il film invita a riflettere sui rischi dell’autoritarismo, sulla manipolazione della giustizia e sull’importanza del dissenso. In un’epoca segnata da tensioni politiche e sociali, l’opera di Loznitsa si propone come un monito e un richiamo alla responsabilità individuale.