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Interviews

‘Amare e perdere’ intervista ad Emine Meyrem

Il ritratto di Afife e il percorso di un’attrice tra teatro, cinema e televisione

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Da pochi giorni è disponibile su Netflix Amare e perdere, la nuova serie turca diretta da Selim Demirdelen e Kurtcebe Turgul. Protagonista è Emine Meyrem, attrice bilingue con una solida formazione tra Bruxelles e Parigi. La sua carriera conta già importanti riconoscimenti, tra cui il premio vinto al Festival di New Delhi per il film Sonar. Nella serie Meyrem interpreta Afife.

In questa intervista l’attrice ci racconta qualcosa di più di sé e del suo personaggio.

Le tematiche al centro della serie 

Questa è una serie che mette al centro problematiche frequenti attraverso una storia d’amore tra due persone molto diverse. Ci parli di questa storia e del tuo personaggio.

È una storia d’amore impossibile tra una donna molto indipendente, una sceneggiatrice, e un usuraio. Attraverso questo incontro lei scopre di avere un debito, perché sua madre si è indebitata con questi usurai. Tutta la serie è costruita sulla sua lotta per cercare di saldare questo debito, ma nel frattempo nasce l’incontro tra questi due personaggi che non c’entrano niente l’uno con l’altro. Attraverso loro scopriamo due lati diversi della Turchia e due famiglie completamente opposte.

Afife è un personaggio diverso, che non siamo abituati a vedere nelle serie turche. È una donna indipendente, non sposata, che ha la passione per la scrittura e allo stesso tempo gestisce una trattoria. La vediamo evolversi nel corso della serie: nelle prime puntate è molto iperattiva, lotta per sopravvivere in questo mondo e l’incontro con Kemal le farà scoprire delle cose di sé stessa. Attraverso la storia d’amore di questi due personaggi cadono i loro muri.

L’originalità di questo personaggio 

È effettivamente un personaggio diverso rispetto alle fiction che vediamo solitamente in televisione. Afife è lo stereotipo della donna contemporanea: lotta per la sua famiglia e lo fa con la sua indipendenza. Credi che questo personaggio restituisca le tensioni che attraversano le donne nella realtà odierna, dal momento che si tratta di situazioni molto frequenti oggi?

Sì, assolutamente. Penso che Afife sia un personaggio molto realistico, così come tutta la serie, e non assomiglia alle favole che siamo abituati a vedere. Nella lotta di Afife molte donne possono riconoscersi in lei.
Soprattutto in Turchia ci sono tante donne impegnate nella lotta per i diritti delle donne. Lei è anche un’attivista per i diritti degli animali e in Turchia succedono cose tremende, soprattutto in questo periodo. Le donne stanno perdendo i loro diritti, la giustizia non è a loro favore e anche gli animali vengono trattati malissimo. Quindi mostrare un personaggio che lotta per queste cause è una scelta molto forte.

A te cosa ha attratto di questa storia?

Io mi sono subito innamorata sia della storia che del personaggio. Dietro questa creazione c’è un grandissimo autore Kurtcebe Turgul, che ha aperto una via al cinema d’autore ed è riuscito a mettere insieme il cinema popolare e quello d’autore. È una persona che racconta benissimo le storie e Afife è un po’ il suo alter ego: attraverso il mio personaggio lui afferma tante cose e questo mi ha attratto tantissimo.

Io ho rifiutato tanti ruoli in Turchia, sono molto selettiva perché non erano personaggi che avevo voglia di difendere. Questa storia invece, quando sono stata chiamata dall’autore, mi ha conquistata subito per quello che vuole raccontare e per come rappresenta la donna.

Quindi per questa serie sei stata scelta senza fare il provino?

Avevo fatto un provino per lui nel 2017 per un ruolo da protagonista: sembrava fatta, poi lui ha scelto un’altra attrice bravissima. Ho capito la sua scelta e, due anni fa, mi ha chiamata per dirmi: “Sette anni fa non abbiamo lavorato insieme, ma ti penso e ho un ruolo scritto per te”. Quando ho letto la descrizione del personaggio ero veramente sorpresa. Anche con la mia agente, leggendolo, ci dicevamo: “Questa sei tu”. Addirittura io sono Ariete come Afife.

Il confronto con una grande star

Ti vediamo al fianco di un attore molto conosciuto in Turchia, İbrahim Çelikkol. Com’è stato lavorare con lui?

Veniamo da due mondi diversi, esattamente come i personaggi che interpretiamo, e non abbiamo lo stesso approccio al mestiere. Lui è una grande star in Turchia, il pubblico lo conosce da sempre. Io invece sono meno conosciuta, non corrispondo ai canoni di bellezza, non sono rifatta. Il pubblico è abituato a vederlo con ragazze molto giovani e anche questa è stata una scelta coraggiosa di Yavuz Turgul: non solo raccontare un personaggio come Afife, ma scegliere un’attrice sconosciuta, non rifatta e di una certa età. È un doppio atto di coraggio. Per me è stata la prima volta davanti a un attore di questo tipo, non avendo mai lavorato con una grande star prima.

Il successo della serie

La serie è nella top 10 sulla piattaforma. Che sensazioni provi nel rivederti su Netflix, visto che è la tua prima volta?

Non è la prima volta che interpreto un personaggio, ma è la prima volta che vengo vista da un pubblico così ampio ed è tutto nuovo per me. Per ora continuo la mia vita: non riesco ancora a capire bene cosa è cambiato e cosa cambierà davvero. La serie è uscita da poco, lo diranno i prossimi giorni. Nel frattempo continuo a cucinare, stendere i panni e prendere la metropolitana per spostarmi (ride).
Spero che si aprano altre porte e di lavorare con altri grandi autori, ma tante volte nella mia carriera mi sono detta “Con questa è fatta” e poi non succedeva niente. Il nostro mestiere è un mistero: può succedere di tutto, ma può anche non succedere nulla. L’importante è rimanere solidi nella vita privata, nelle amicizie e avere una famiglia solida. Questa è la cosa più importante.

Il cinema italiano e lo sguardo femminile

Ti piacerebbe lavorare con registi italiani?

Certo, mi piacerebbe molto lavorare con registe donne, perché secondo me abbiamo visto abbastanza il mondo attraverso lo sguardo degli uomini. Anche se adoro molti autori italiani, ho voglia di lavorare con donne. Quando vado al cinema e vedo un film raccontato attraverso lo sguardo femminile, per me è bellissimo.

Adoro Alice Rohrwacher.