In questi primi giorni del nuovo anno arriva una bella notizia: a San Giovanni Teduccio, storico quartiere di Napoli, riapre il Supercinema, un luogo che ha fatto sognare diverse generazioni, per poi chiudere i cancelli più di quarant’anni fa.
Le sale cinematografiche in Italia
Un fatto locale che potrebbe avere, ce lo auguriamo, una ricaduta nazionale. La situazione delle sale cinematografiche in Italia è davvero allarmante, dal 2019 hanno cessato l’attività circa 700 cinema e, nonostante un lieve miglioramento nel 2025, le sale con un solo schermo continuano ad avere una vita molto difficile per l’alto costo di gestione.
La chiusura delle sale non riguarda solo il settore cinematografico, ma è un dato preoccupante che riguarda l’intera società, come viene sottolineano da Silvano Curcio in Fantasmi urbaniche definisce la sala come uno spazio di presidio culturale, ruolo assunto appunto dal Supercinema di San Giovanni Teduccio, chiuso nel 1982, dopo essere stato per anni luogo di ritrovo di giovani e meno giovani.
Il Supercinema: dall’abbandono alla rinascita
Un luogo simbolo della vita di San Giovanni Teduccio. Tra gli anni Cinquanta e Settanta era un punto di incontro per il quartiere operaio, segnato dalla presenza della Cirio, delle officine e del polo industriale di Pietrarsa. Con la deindustrializzazione, anche il cinema ha chiuso, lasciando dietro di sé uno spazio vuoto e silenzioso.
“Sono di questo quartiere, sono di San Giovanni a Teduccio. Quando ero un piccolo scugnizzo c’entravo in questo posto. L’ho visto. Era un luogo fantasma. Venivamo a giocare con i miei amici”.
Racconta Francesco Di Leva che, insieme ad Adriano Pantaleo e una decina di volontari del collettivo Nest, dopo un lunghissimo iter burocratico, hanno vinto il bando per la gestione dello spazio.
Il Supercinema prenderà il nome di Supernest per diventare il protagonista di un progetto per la realizzazione di tre sale cinematografiche e la nascita di uno spazio culturale e artistico. Il Collettivo Nest si è posto l’ambizioso obiettivo di tramutare quel luogo, a lungo abbandonato, in una casa culturale aperta a tutti. Così facendo si spera di creare una vera interconnessione tra artisti, cittadini e Istituzioni, come l’Università, allo scopo, appunto di quel presidio culturale che si accennava all’inizio.
Un percorso appena iniziato e che non avrà certo vita facile, ma che è stato accolto con grande entusiasmo dagli abitanti di San Giovanni Teduccio che non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno al Collettivo Nest che ha avviato una campagna di crowdfunding sulla Piattaforma Produzioni Dal Basso.