2000 metri ad Andriivka il documentario di Mstyslav Chernov, autore premio Oscar e voce autorevole del giornalismo di guerra contemporaneo. Dopo il successo internazionale di 20 Days in Mariupol, Chernov torna a raccontare il conflitto russo-ucraino con un’opera ancora più personale e lacerante. Questa volta lo sguardo si sposta dai civili ai soldati ucraini: uomini che combattono ogni giorno nelle trincee, costretti a prendere decisioni impossibili mentre difendono ogni centimetro della propria terra.
Un viaggio sul fronte ucraino durante la controffensiva del 2023
Ambientato nel cuore di una controffensiva fallimentare del 2023, 2000 metri ad Andriivka segue Chernov e il collega dell’Associated Press Alex Babenko al fianco di una brigata ucraina impegnata in una missione estrema: liberare il villaggio di Andriivka, occupato dalle forze russe. Per farlo, i soldati devono attraversare circa un miglio di una foresta pesantemente fortificata, dove ogni avanzamento comporta un rischio mortale. I 2000 metri del titolo diventano così una misura concreta e simbolica del sacrificio umano. Il film alterna riprese originali sul campo, intensi video provenienti dalle bodycam dell’esercito ucraino e momenti di riflessione che spezzano l’azione, costruendo un racconto teso, immersivo e di fortissimo impatto emotivo.
Perché ‘2000 metri ad Andriivka’ è un documentario da non perdere al cinema
La forza di 2000 metri ad Andriivka risiede nella sua intimità struggente. Più i soldati avanzano attraverso una patria devastata, più emerge una consapevolezza inquietante: cioè che per molti di loro, questa guerra potrebbe non finire mai. Lo spettatore avrà la consapevolezza di ciò che effettivamente non è mai cambiato e che è solo peggiorato. Chernov restituisce questa sensazione senza filtri né retorica, mostra il costo umano, psicologico e morale del conflitto. Evento speciale al cinema il 19, 20 e 21 gennaio 2026, grazie a Wanted Cinema, 2000 metri ad Andriivka è una visione imprescindibile per chi vuole comprendere la guerra oltre la superficie delle notizie e vivere il cinema come testimonianza reale del nostro tempo.