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‘Come eravamo’ quando l’amore incontra la storia

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Uscito nel 1973 e diretto da Syndney Pollack, Come eravamo (The Way We Were) è un film che si può collocare nel genere delle storie d’amore ambientate su uno sfondo di grandi avvenimenti storici come La mia Africa e Havana diretti dallo stesso regista. Premiato con due Premi Oscar – per la miglior canzone originale e la miglior colonna sonora di Marvin Hamlisch – il film è diventato un vero cult anche grazie al suo tema musicale indimenticabile. A rendere il tutto ancora più iconico contribuisce la coppia protagonista: Barbra Streisand e Robert Redford, nei panni di due personaggi opposti e complementari, Katie Morosky e Hubbell Gardiner, simboli di un amore intenso ma fragile, messo alla prova dal tempo e dalle idee.

Due anime a confronto

La pellicola vede come protagonisti Hubbel Gardinel (Robert Redford) un ricco e brillante studente universitario, col talento per la scrittura e amante del divertimento, e Katie Morosky (Barbra Streisand), una studentessa impegnata politicamente e incapace di prendere la vita alla leggera. I due si incontrano al college negli anni Trenta, si innamorano nonostante le profonde differenze caratteriali e ideologiche, e cercano di costruire una vita insieme. Ma il loro legame, fatto di passione e incomprensioni, viene progressivamente eroso dalle scelte personali, dai compromessi e dal peso delle convinzioni individuali.

Come eravamo non racconta solo un amore che nasce e finisce, ma il modo in cui le persone cambiano — e restano fedeli a se stesse — nel corso del tempo.

L’America che cambia

Il film è profondamente radicato nel clima politico degli Stati Uniti tra gli anni Trenta e Cinquanta: dalla Grande Depressione al maccartismo. Le tensioni ideologiche non fanno solo da sfondo, ma penetrano nella vita privata dei protagonisti, mostrando come la Storia influenzi le relazioni personali. L’impegno politico di Katie e l’ambiguità di Hubbell riflettono un’America divisa tra ideali progressisti e paura del cambiamento, rendendo il film una testimonianza emotiva di un’epoca inquieta.

Eleganza invisibile

La regia di Sydney Pollack si contraddistingue per la sua raffinatezza e la non invadenza. Si prediligono primi piani e silenzi, lasciando spazio alle emozioni più che agli eventi. La fotografia calda e leggermente nostalgica avvolge il racconto in un’aura di memoria, mentre la colonna sonora di Marvin Hamlisch, premiata e indimenticabile, diventa la vera voce del ricordo, capace di evocare malinconia e dolcezza con poche note.

Identità, carattere e conflitto

Katie Morosky è uno dei personaggi femminili più complessi del cinema romantico: determinata, scomoda, spesso difficile da amare, ma profondamente coerente. Hubbell Gardiner, al contrario, incarna il fascino dell’indecisione: talento, bellezza e una certa fragilità morale. Streisand e Redford danno vita a una chimica intensa proprio perché fondata sul contrasto, rendendo credibile un amore che vive di attrazione e incomprensione.

L’amore secondo Pollack

Sydney Pollack evita ogni facile idealizzazione. Il suo sguardo è lucido e maturo: l’amore non viene presentato come forza onnipotente, ma come esperienza profonda che può non bastare. Il regista suggerisce che crescere significa anche accettare la perdita, e che ricordare “come eravamo” è spesso l’unico modo per dare senso a ciò che non ha avuto un lieto fine.

La nostalgia che resta

Come eravamo è un film che non consola, ma accompagna. Non promette eternità, ma verità emotiva. È il racconto di un amore giusto nel momento sbagliato, o forse di due persone giuste ma incompatibili. Ancora oggi commuove perché parla a chiunque abbia amato davvero e abbia dovuto fare i conti con il tempo, con le scelte e con la memoria. E in quel ricordo, dolce e doloroso insieme, il film continua a vivere. Oggi disponibile su Prime video attraverso l’attivazione della prova gratuita.

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