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Premio Ermanno Olmi

‘Alien Minds’: uno sguardo a misura di insetto

Al Premio Ermanno Olmi un esperimento documentario sulle emozioni degli insetti che ripensa il nostro modo di guardare il mondo e il nostro posto in esso

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Premiato con la Menzione Speciale alla settima edizione del Premio Ermanno Olmi, manifestazione dedicata alla promozione e alla valorizzazione di cortometraggi di giovani registi in qualche modo vicini alla lezione e alla poetica del maestro bergamasco, Alien Minds di Florian Rudolph è un esperimento documentario sul mondo emotivo degli insetti e sulle emozioni umane a loro rivolte. Un gesto filmico potente e poetico che, abbassando la macchina da presa e lo sguardo ad altezza di invertebrato, ripensa il nostro posto nel mondo riconoscendo, allo stesso tempo, il valore di una vita di cui ignoravamo l’esistenza sensibile.

Educazione emotiva

“La domanda non è, possono ragionare? E nemmeno, possono parlare? Ma, possono soffrire?”

La frase del filosofo (e pioniere dell’etica animale) Jeremy Bentham che apre il brevissimo documentario di Florian Rudolph, dedicato alla “vita interiore” degli insetti, è già di per sé una dichiarazione di intenti. Una domanda che si apre a un gesto per certi versi (ancora) rivoluzionario: la capacità di spostare il proprio sguardo verso qualcosa di ignorato o scarsamente considerato, di abbandonare una visione smaccatamente antropocentrica per ripensare il proprio posto nel mondo, mettendosi all’altezza di un Altro forse irriducibile ma la cui vita ha il medesimo valore della nostra.

Facendo propria la lezione di film recenti come Gunda di Victor Kossakovsky o Cow di Andrea Arnold, Alien Minds ci invita così a guardare con occhi nuovi e liberi da pregiudizi un oggetto che pensavamo fosse soltanto meccanismo, riflesso e movimento senz’anima, toccando, allo stesso tempo, il tema di quell’umiltà che lo stesso Olmi aveva esplorato nel corso di tutta la sua produzione cinematografica e che qui sa articolarsi in modi, tempi e forme inediti.

A Bug’s Life

È proprio questa umiltà, questa capacità di chinarsi, osservare e ascoltare, infatti, il valore aggiunto di un’opera dove il documentario si confonde con un’attitudine quasi sperimentale, mentre una messa in scena e un uso della luce in chiave esplicitamente pittorica si alternano a un interrogarsi incessante e dai risvolti poetici ed esistenziali.

Attraverso brevi quadri in movimento, impreziositi da un uso delle luci e delle ombre che scolpiscono la vita segreta di coleotteri, lepidotteri, mosconi e altri insetti (tutti omaggiati, in rigoroso ordine di apparizione, nei credits con i loro nomi scientifici), Alien Minds restituisce così una riflessione, lungi dall’essere esaustiva o risolutiva, sul nostro modo, limitato e falsato, di guardare il mondo e su ciò che, spesso non visto o ignorato, silenziosamente ci circonda. Un film che dice molto più su di noi che su quegli esseri inafferrabili che, con ingiustificato senso di superiorità, ci ostiniamo di guardare dall’alto in basso.

Alien Minds

  • Anno: 2025
  • Durata: 5'
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Germania, Svizzera
  • Regia: Florian Rudolph