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Florence Queer Festival

‘Really Happy Someday’ un ritratto di una voce in transizione

Identità e rinascita al Florence Queer Festival

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Presentato al Florence Queer Festival, il Really Happy Someday si impone come un viaggio profondo e autentico nella ricerca della propria voce, ricordando quanto diventare se stessi sia un atto di coraggio quotidiano.

Voci in metamorfosi

Diretto da J. Stevens e co-scritto con Breton Lalama, il film racconta la storia di Z, un attorə di teatro musicale transmascoline, la cui vita artistica viene stravolta dalla terapia ormonale. Negli ultimi dodici mesi la sua voce è cambiata drasticamente, e durante un’audizione fondamentale per il suo futuro si trova a perdere il controllo del registro, compromettendo non solo la sua carriera, ma anche la sua sicurezza interiore. A quel punto, Z intraprende un percorso di riscoperta con un vocal coach Shelly (Ali Garrison), mentre cerca di riallacciare i fili della sua identità e della sua passione.

Il tempo che canta

Una delle caratteristiche più potenti di questo film è l’autenticità con cui è mostrato il processo di transizione di Z: non si tratta di finzione, ma di una documentazione reale. Il regista Stevens e l’attore Breton Lalama hanno girato a frammenti, in brevi tranche distribuite su circa un anno, per catturare i cambiamenti fisici e vocali nel tempo. questo metodo conferisce al film un’intimità rara e coraggiosa, permettendo allo spettatore di sentire la transizione in modo vivido.

Identità, legami e verità emotiva

Z non è solo un artista, ma una persona sospesa tra ciò che era e ciò che sta diventando: il suo percorso, segnato da insicurezze e profonda vulnerabilità, rappresenta un’esplorazione intima e complessa dell’identità. La sua voce — l’elemento più intimo e simbolico della sua espressione — diventa la metafora di un cambiamento che lo costringe a mettere in discussione se stesso. Intorno a lui si muovono figure che incarnano la forza della comunità queer: l’insegnante di canto, Shelly (Ali Garrison), non è solo una guida tecnica ma una presenza empatica e solida; Santi (Xavier Lopez), il suo datore di lavoro che gli offre ascolto e comprensione. È attraverso questi legami che Z trova il coraggio di ricostruire la fiducia in se stesso.

Riscrivere se stessi

Nel contesto di un festival come il Florence Queer Festival, Really Happy Someday assume un valore particolare. Non è solo un film sulla transizione: è un film che afferma l’arte come strumento di autodeterminazione. Mostra che il processo di diventare se stessi non è solo esteriore, ma profondamente legato alla passione, alla creatività e al desiderio di realizzarsi. È una narrazione queer che non si limita alla denuncia, ma costruisce un percorso positivo e generativo.

Really Happy Someday

  • Anno: 2024
  • Durata: 90'
  • Distribuzione: Spindle Films
  • Genere: drammatico
  • Nazionalita: Canada
  • Regia: J Stevens