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FilmMaker Festival

‘Il Passaggio’: l’appendice urbana di Milano

Quest’anno, il Filmmaker Festival pone l’accento sull’opera documentaristica di Santostasi.

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Il Passaggio si presenta al FilmMaker Festival 2025 come un cortometraggio-documentario sospeso sul limite tra osservazione e riflessione. 

Giovanni Santostasi, cineasta e artista visivo, prosegue la sua ricerca sui territori periferici e sulle dinamiche che legano individuo, ambiente e temporalità. Dopo progetti come La collina (2025) e l’installazione VR Quarto Paesaggio, il regista sceglie l’ultimo passaggio a livello attivo di Milano per mettere a nudo la corsa incessante della metropoli.  

Tradizione o Futuro?

Il Passaggio mette in scena una Milano sospesa in quella che è la sua materia viva. 

C’è l’attraversamento ferroviario di via San Cristoforo e i resti della Cascina Campagnola. Persone attendono senza volerlo, osservando ciò che li circonda. In lontananza, si intravede la proiezione futura, fatta di progetti architettonici che levigano ogni imperfezione.

Si osserva la città che mentre cambia, riecheggia delle delicate note urbane come Berlin: Die Sinfonie der Großstadt di Walter Ruttmann, a cui il cortometraggio sembra legarsi per la capacità di trasformare un luogo reale in un organismo pulsante, fatto di ritmi, attese e micro-movimenti che diventano racconto. Ma a differenza della celebrazione modernista del film del ’27, qui la città è colta nel suo momento di esitazione, come se l’ultimo passaggio a livello fosse un battito che rischia di scomparire.  Al che si avverte un’idea di “limbo urbano”, similmente a Stalker di Tarkovskij, non per eventi o toni fantascientifici, ma per il modo in cui un territorio marginale diventa una soglia mentale. 

È curioso come la città costruita dall’uomo possa diventare un simulacro della propria identità (si pensi alla sequenza in cui Deckard percorre le strade della città sotto gli enormi schermi pubblicitari in Blade Runner). 

Un futuro che avanza e, nel suo farsi perfetto, rischia di cancellare la memoria imperfetta che lo ha preceduto. 

Esistenze in corsa 

Gli unici volti della pellicola sono quelli delle persone reali che attraversano la città: individui colti nel vivo della loro quotidianità, ragazzini che controllano il cellulare mentre aspettano che il treno passi. Piccoli frammenti di umanità che non recitano ma semplicemente accadono.

È una coralità spontanea in cui nessuno interpreta un ruolo. Ma è proprio la verità dei gesti che diventa il motore del racconto, rivelando un’autenticità che nessun attore potrebbe riprodurre. 

Reticoli di realtà

Santostasi costruisce un ritmo visivo che alterna osservazioni urbane lente e piani sequenza fluidi, con una fotografia dai colori spenti e desaturati, capace di restituire un’atmosfera concreta e urbana senza artifici luminosi. Osservare la città attraverso sequenze lunghe e ininterrotte permette allo spettatore di percepirne ogni piccolo dettaglio, rendendolo partecipe della vita quotidiana, come in Antonioni (L’avventura e La notte).

A un certo punto, il montaggio introduce un passaggio percettivo sottile: il punto di vista sembra ancora agganciato alla realtà urbana, ma lo spettatore si trova davanti a una fotografia o a un’immagine costruita. Il contrasto è immediato: colori più saturi, composizione nitida, figure umane come ritagli fotografici inseriti in un paesaggio digitale richiamano i rendering architettonici, creando un senso di artificio controllato.
La macchina da presa attraversa questi spazi ideali in un movimento contemplativo che mantiene il ritmo del corto, fino a rivelare la natura artificiale della scena e a sottolineare la distanza tra percezione e progetto, tra esperienza concreta e visione pianificata della città. 

Sospeso. Ma il passo va fatto.

Il Passaggio esplora questa tensione tra osservazione e azione: si può parlare, progettare, sognare, ma ciò che è davvero difficile è tradurre tutto in movimento concreto. Il treno che non passa e i passanti immobili diventano simboli di una società che tende a rimandare e aspettare. 

Santostasi stimola a considerare sul rapporto tra l’essere umano e il tempo, la città e il futuro. Allo stesso modo, la città di Milano sembra sospesa tra il presente “imperfetto” e un futuro progettato e ordinato, rischiando di perdere la memoria e l’autenticità di ciò che era prima. 

Non è solo un documentario urbano, ma una riflessione sul rapporto con il futuro, sulle possibilità che si lasciano sfuggire e sull’importanza di trasformare le idee in azioni concrete, prima che il tempo passi. 

Il Passaggio

  • Anno: 2025
  • Durata: 24’
  • Distribuzione: NABA, L’Altauro
  • Genere: Documentario, Etnologico, Sociale
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Giovanni Santostasi
  • Data di uscita: 19-November-2025