Dal 12 al 19 ottobre 2025, Lugano torna a essere il cuore pulsante del cinema che racconta, denuncia e riflette: il Film Festival Diritti Umani Lugano (FFDUL) celebra la sua dodicesima edizione, confermandosi come uno spazio di incontro tra arte, impegno civile e sguardo critico sul mondo.
Ma già da sabato 11 ottobre, il Prefestival accende l’atmosfera con un appuntamento speciale allo spazio FuoriLuga di Porza.
Sabato 11 ottobre: musica, convivialità e cinema palestinese
In attesa dell’inizio ufficiale del Festival, OltreFestival dedica il pomeriggio ai diritti umani con un evento gratuito e aperto a tutti, che unisce musica dal vivo, momenti di socialità e cinema d’autore.
Dalle 18:00, lo spazio FuoriLuga (via Mulino 8, Porza) ospita una selezione di cortometraggi del Nazra Palestine Short Film Festival, una rassegna itinerante sostenuta da associazioni, collettivi e volontari che, proprio in ottobre, fa tappa nella vicina Italia.
Questi film brevi – intensi e profondamente umani – raccontano la complessità della questione palestinese con uno sguardo autentico e plurale, restituendo voci e volti spesso dimenticati. In caso di pioggia, l’evento sarà spostato allo Spazio L’Ove di Viganello (via Luganetto).
Domenica 12 ottobre: si apre ufficialmente il FFDUL 2025
La giornata di domenica 12 ottobre segna l’avvio ufficiale del Festival, con una programmazione intensa e ricca di emozioni.
Alle 15:00, al Cinema Corso di Lugano, il pubblico potrà assistere alla prima svizzera di My Dear Théo di Alisa Kovalenko (Polonia, Repubblica Ceca, Ucraina, 2025).
Il film – in versione originale con sottotitoli in italiano e inglese – è un racconto intimo e potente della guerra in Ucraina, visto attraverso gli occhi di una regista-madre diventata soldatessa.
Strutturato come una lettera d’amore al figlio, il film intreccia il linguaggio del diario personale con quello del documentario di guerra, offrendo uno sguardo profondo sulla resilienza e l’umanità che sopravvivono nel caos del conflitto.
Cinema per i più giovani: Wadjda – La bicicletta verde
Sempre alle 15:00, ma al Cinema Iride, torna l’attesa collaborazione con il Cinema dei Ragazzi.
Il pubblico potrà riscoprire Wadjda – La bicicletta verde, il film di Haifaa Al-Mansour che da anni ispira giovani spettatori con la sua storia di libertà e determinazione.
Questa proiezione, aperta a tutte le età, rappresenta uno dei momenti più amati del Festival, grazie alla sua capacità di unire generazioni diverse attorno al linguaggio universale del cinema.
L’inaugurazione ufficiale e il saluto delle autorità
Alle 18:00, all’Ex Asilo Ciani, si terrà l’aperitivo inaugurale e il saluto delle autorità, occasione per festeggiare insieme l’apertura di una nuova edizione del FFDUL.
Un momento di incontro e condivisione, in cui il Festival rinnova il proprio impegno a promuovere il dialogo e la riflessione sui diritti umani attraverso le immagini in movimento.
Serata di apertura: Promis le ciel e musica dal vivo
La serata torna al Cinema Corso, dove sarà proiettato Promis le ciel di Erige Sehiri (Francia, Tunisia, Qatar, 2025 | 95 min | VO con sottotitoli in italiano e inglese).
Il film racconta la storia di Marie, pastora ivoriana in Tunisia che accoglie due donne migranti, Naney e Jolie, in cerca di un futuro migliore.
L’arrivo di una bambina orfana metterà alla prova la loro solidarietà in un contesto sociale fragile, rivelando legami di cura, forza e vulnerabilità.
Prima della proiezione, il pubblico potrà assistere a un frammento dello spettacolo Bello sarebbe… ovvero insolite parole d’auguri di e con Stefania Mariani, accompagnata dalle musiche dal vivo di Amanda Nesa.
Durante la serata, sono previsti i saluti di benvenuto e la presentazione della giuria internazionale del FFDUL 2025, composta da:
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Laila Alonso Huarte, co-direttrice editoriale del FIFDH di Ginevra
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Catălin Cristuțiu, montatore cinematografico
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Alin Tasciyan, giornalista e membro della European Film Academy e della FIPRESCI
Un festival che continua a crescere
Con questa dodicesima edizione, il Film Festival Diritti Umani Lugano conferma la sua identità di spazio libero e necessario, dove il cinema diventa voce per chi non ne ha.
Un invito, ancora una volta, a guardare il mondo con occhi diversi.