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Middle East Now

‘Little Syria’: l’esilio non ha passaporto

Il documentario che demolisce la retorica dell'accoglienza è l'appuntamento cruciale del Middle East Now Festival

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L’avevamo dimenticata, o forse l’avevamo solo messa a tacere. Ora, la Siria torna a raccontare e a raccontarsi con il Middle East Now Festival, e lo fa con un’autorità brutale grazie a Little Syria.

Little Syria: la guerra che insegue

Reem ,Mohammed e Yasser sono sopravvissuti all’inferno della guerra civile siriana, ma il loro viaggio è tutt’altro che finito. Attraverso un arco narrativo che si estende per oltre vent’anni, la co-regista Reem Karssli si unisce al fratello Mohammed e al fidanzato Yasser in un esilio europeo che è contemporaneamente salvezza e prigione emotiva. L’Europa li accoglie per poi, con lo stesso gesto, respingerli nel limbo dell’identità smarrita.

Dalla rivolta all’oblio

‘Little Syria’

Per comprendere la forza di Little Syria è cruciale riavvolgere il nastro al 2011, quando la Siria esplose in una delle rivolte più drammatiche del mondo arabo. Quello che nacque come un movimento civile per la libertà contro il regime di Bashar al-Assad si trasformò presto in una guerra brutale, seminando migliaia di civili imprigionati, torturati o costretti all’esilio. Città come Homs, Aleppo e Damasco sono diventate i simboli di una nazione spezzata tra l’ideale della speranza e la realtà della distruzione. Oggi, mentre la Siria è un mosaico di rovine e le famiglie dei dispersi continuano a cercare verità, Little Syria si inserisce in questo scenario come atto di memoria collettiva, un gesto che restituisce umanità e volto a ciò che la grande storia tende a cancellare.

Little Syria: lo sguardo etico

Lo sguardo di Little Syria è un deliberato atto politico-formale. Le registe, Mădălina Roșca e Reem Karssli, impongono una disciplina della lentezza, rigettando il voyeurismo del “cinema della tragedia” in favore di una messa in scena etica. La macchina da presa non cerca lo shock, ma si ritrae con discrezione, fissando i soggetti e delegando la narrazione alla micro-gestualità, alle pause silenziose e a quegli sguardi che non trovano più corrispondenza in un orizzonte politico o geografico. È un cinema che accoglie la frattura esistenziale dei protagonisti, anziché tentare di suturarla con false risoluzioni narrative. L’immagine diviene così l’unico spazio etico dove il trauma può manifestarsi. In questo senso, Little Syria non si limita a documentare la catastrofe: la attraversa. E nel farlo, obbliga il pubblico a un esercizio di testimonianza difficile: restare presenti di fronte all’assenza.

Little Syria

La storia che si ripete

Nell’ultima sezione, Little Syria alza il tiro e allarga chirurgicamente il suo sguardo, specchiandosi nel presente geopolitico. Le immagini dei rifugiati ucraini, accolti in Europa con un’urgenza emotiva e logistica senza precedenti, sono un contrappunto silente e necessario alla memoria siriana. Il film non esprime giudizi, ma pone un interrogativo morale alla coscienza europea: perché alcuni drammi ci appaiono più vicini, e altri rimangono confinati nel silenzio?

Mădălina Roșca e Reem Karssli mettono in dialogo due esodi apparentemente distanti, dimostrando come la guerra, al di là delle latitudini e delle nazionalità, produca la stessa identica vertigine di perdita. È in questa giustapposizione formale che il film trova la sua universalità: nel volto di ogni cittadino ucraino si riflette quello di Reem vent’anni prima. La conclusione è lapidaria: l’esilio non ha passaporto, e ogni rifugio, per quanto disperatamente necessario, è solo una forma transitoria e provvisoria di umanità.

Produzione e distribuzione

Little Syria nasce da una collaborazione internazionale. Prodotto da Paul Arne Wagner e Mădălina Roșca, il film è una coproduzione tra Portogallo, Romania e Germania. È realizzata con il sostegno di Passport Productions e della ONG culturale Make a Point. Una rete indipendente che ha scelto di raccontare la Siria lontano dai grandi circuiti mediatici, dando voce diretta ai protagonisti della diaspora. Attualmente il documentario è distribuito principalmente nel circuito dei festival internazionali. Presentato in anteprima al CPH:DOX, è ora in altre rassegne dedicate ai diritti umani e al cinema del reale.

Little Syria: il trailer

 

Little Syria

  • Anno: 2025
  • Durata: 90'
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Portogallo, Romania, Germania
  • Regia: Mădălina Roșca e Reem Karssli