Fish River Anthology (Mereneläviä) è un cortometraggio finlandese diretto da Veera Lamminpää, presentato al Pianeta Mare Film Festival di Napoli (7-11 Ottobre 2025). Giunto alla sua quarta edizione, il festival accoglie ormai da anni opere provenienti da tutto il mondo con l’0biettivo di ispirare il pubblico a diventare protagonista del cambiamento, promuovendo pratiche volte a mitigare gli effetti del cambiamento climatico e a tutelare l’acqua, il mare, la natura e la pacifica convivenza tra le specie.
Il cortometraggi viene presentato l’ 8 Ottobre presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, all’interno della sezione dedicata ai corti. Come si legge sul sito del festival, questa sezione rappresenta una “selezione delle migliori opere sul rapporto tra gli esseri umani e il mare, la biodiversità, l’impatto dei cambiamenti climatici.”. Il festival ospita cortometraggi di vario genere: documentari, opere sperimentali, di finzione e animazione.
Fish River Anthology ha già partecipato a numerosi festival e ricevuto riconoscimenti, tra cui il Tampere Film Festival, il Molodist Kyiv International Film Festival e il prestigioso Jussi Award, uno dei principali premi cinematografici finlandesi.
Trama e contesto
In un supermercato ormai vicino all’orario di chiusura, alcuni clienti attendono il proprio turno davanti al banco del pesce. In questa atmosfera fatta di silenzi e sguardi impazienti i pesci diventano protagonisti: l’attesa snervante lascia spazio alle loro brevi riflessioni…cantate.
Tecnica particolare
Fish River Anthology adotta la particolare tecnica dello stop-motion, una delle forme di animazione più affascinanti e versatili, che accompagnano da sempre le opere cinematografiche più disparate, da King Kong(1933) a film più recenti come Coraline e la porta magica (2009). La tecnica è stata resa celebre sopratutto da capolavori come The Nightmare Before Christmas di Henry Selick e dalle opere prodotte dallo studio britannico Aardman Animation, come la serie di Wallace & Gromit. Un altro esempio straordinario è Pinocchio di Guillermo del Toro (2022), vincitore dell’Oscar come miglior film d’animazione.
Nel caso di Fish River Anthology, i movimenti dei pesci risultano sorprendentemente fluidi, nonostante la natura della tecnica. I colori sono vividi, quasi in contrasto con i toni funerei che attraversano il film, ma l’opera riesce comunque a mantenere una coerenza anche nei momenti più leggeri.
Esplorando un microcosmo
Questa coerenza stilistica e narrativa è frutto dell’ottimo lavoro di Veera Lamminpää, che oltre a curare la regia, ha firmato anche sceneggiatura, montaggio, produzione e animazioni. La sua visione permea ogni aspetto dell’opera. La scelta stessa della stop-motion, che conferisce al film un afflato artigianale e materico, non si riduce a un mero esercizio estetico, ma diventa uno strumento utile a dar forma a un microcosmo raramente rappresentato.
L’artigianalità riscontrata e la volontà di attuare queste scelte al fine di rappresentare al meglio la vicenda ricordano l’approccio di Alain Ughetto in Manodopera (Interdit aux chiens et aux Italiens, 2022). In entrambi i casi, ci troviamo di fronte a un microcosmo messo in primo piano (nel caso di Ughetto, una comunità di migranti dal nord Italia alla Francia). Si tratta di questioni sociali spesso ignorate, difficili da mantenere centrali nella narrazione, a meno che non siano raccontate con la stessa cura e attenzione ai dettagli che caratterizzano questi due autori. In entrambi i casi, l’approfondimenti e la qualità artigianale dell’animazione sono essenziali per dare forma a storie che, altrimenti, rischierebbero di passare in secondo piano.