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L’ascia della crisi, il bullismo horror e lo squalo delle paludi in dvd

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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Tra pellicole provenienti dalla ricca filmografia del tedesco Uwe Boll e zombie movie del calibro di Gangsters, guns and zombies (2012) e World of the dead-The zombie diaries (2011), è evidente che l’etichetta One Movie, da sempre, presti una certa attenzione al lancio in terra italiana, nell’ambito dell’home video digitale, di inediti appartenenti alla cinematografia di genere indipendente e, in particolare, horror.

Non a caso, provvede ad arricchire il suo già ricco catalogo dvd con Axed (2012), axedche, diretto dal Ryan Lee Driscoll il cui curriculum include il montaggio del dimenticato Funny man (1994) di Simon Sprackling, dalla sua accattivante fascetta lascia immediatamente intuire a cosa andiamo incontro.

Con un ottimo Jonathan Hansler nei panni del protagonista, infatti, attinge in parte da Shining (1980), in parte da Un giorno di ordinaria follia (1993) per inscenare le conseguenze dell’improvviso ed inaspettato licenziamento di un padre di famiglia, il quale rivela le sue tutt’altro che positive intenzione soltanto dopo essersi recato insieme a moglie, figlio e figlia in una casa in mezzo ai boschi per trascorrere un week-end di relax.

Destinato, ovviamente, a trasformarsi in un week-end di paura, dal momento che l’uomo, oltre ad accusare di tradimento la consorte, porta allo scoperto qualcuno che nasconde nel posto; man mano che la tensione sale fotogramma dopo fotogramma, trascinando progressivamente lo spettatore in un involucro di pazzia, e che sia l’affilatissima ascia che un forcone non esitano a colpire per fornire l’indispensabile spruzzata di splatter… Con il solo fine di fornire una allegoria in salsa orrorifica relativa alle conseguenze distruttive della crisi economica nei confronti di una fondamentale istituzione come la famiglia.

Rimanendo nell’ambito di orrori da schermo di taglio realistico, è sempre One Movie a lanciare su disco Prank (2013),prank lungometraggio d’esordio di Yiuwing Lam, la cui affascinante locandina potrebbe spingere erroneamente a pensare che si tratti dell’ennesimo elaborato con protagonista un pagliaccio assassino alla Pennywise di IT (1990).

Con la frase di lancio “Per qualcuno era divertente. Per loro non lo era più”, invece, la circa ora e venti di visione inscena la reazione di tre giovani amici che, dinanzi all’ennesimo torto subito dal bullo del college, durante l’estate del loro ultimo anno scolastico decidono di rapirlo e di filmarsi mentre si prendono finalmente beffa di lui.

Quindi, è la camera di ripresa in continuo movimento tipica della tecnica del POV ad immortalare il loro operato, destinato a sfociare in tragedia quando la vittima del loro scherzo finisce uccisa da un colpo sparato da una pistola che credevano scarica.

Nel corso di un dramma a tinte thriller che, come c’era da aspettarsi, riserva ben altri colpi di scena e risvolti inaspettati, prima di approdare alla conclusione.

Ma la label pensa inoltre a soddisfare gli amanti dell’eco-vengeance (sottogenere riguardante killer_sharki film con animali assassini) diffondendo Killer shark (2011), che, conosciuto dalle nostre parti anche con il titolo originale Swamp shark, diverte già a partire dalla maniera in cui lo squalo del titolo sfugge al gruppo di bracconieri che cercano di trafugarlo, per poi disperdersi nelle paludi della Louisiana, dove da anni vengono disperse scorie radioattive.

Del resto, con il pesciolone che assume dimensioni inimmaginabili e la festa dedicata alla caccia all’alligatore pronta a trasformarsi nel suo terreno di caccia, è lo specialista G.E. Furst – autore di Lake placid 3-Calma apparente (2010) e di Ghost shark (2013) – a trovarsi al timone di regia del bagno di sangue ai danni di pescatori e bagnanti.

E, se il Robert Davi de I Goonies (1985) e 007-Vendetta privata (1989) fa da volto di spicco del cast nel ruolo dello sceriffo, è la Kristy Swanson di Dovevi essere morta (1986) e Buffy-L’ammazzavampiri (1992) a dare la caccia al predatore acquatico.

All’interno di un’operazione che, guardando in un certo senso a Piranha 3D (2010) di Alexandre Aja e sfruttando una struttura da slasher, non rientra tra le peggiori del filone… per merito, in particolar modo, del buon ritmo manifestato nell’orchestrare lo spargimento di cadaveri.

 

Francesco Lomuscio

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