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‘Squid Game’: i destini scritti nei nomi dei suoi protagonisti

Ora che 'Squid Game' è giunta al termine, rivediamo il tema della storia attraverso il significato dei nomi dei personaggi

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Ora che 'Squid Game' è giunta al termine, rivediamo il tema della storia attraverso il significato dei nomi dei personaggi

Chi non ha mai sentito nominare Squid Game? Sì, proprio la serie sudcoreana di Netflix creata da Hwang Dong-hyuk, che in pochissimo tempo ha stabilito diversi record di ascolti, diventando un fenomeno globale. Per citare qualche numero: la prima stagione ha raggiunto 265.2 milioni di visualizzazioni nei primi 91 giorni, mentre la seconda stagione ha totalizzato 192.6 milioni di visualizzazioni nello stesso lasso di tempo. La terza stagione ha continuato il successo, con 46.3 milioni di visualizzazioni solo nella prima settimana.

Il successo di Squid Game va sicuramente attribuito alla trama intrigante, che critica apertamente la perdita di empatia della società moderna, ma anche alla notevole profondità dei personaggi. Ognuno di loro incarna un ideale, un simbolo, una mentalità che arricchisce il senso della storia, a partire dai loro nomi. I nomi coreani hanno spesso significati letterali e traducibili, che non sono sempre immediatamente evidenti, poiché la stessa sillaba può essere scritta con diversi caratteri, ognuno con un proprio significato. Quindi, dopo qualche ricerca, vi presentiamo un’analisi dei personaggi di Squid Game, partendo dal significato del loro nome.

Squid Game: materialismo vs altruismo

Squid Game racconta la storia di centinaia di persone disperate e indebitate, che accettano di partecipare a un misterioso gioco di sopravvivenza per vincere un’ingente somma di denaro. I giocatori vengono portati su un’isola segreta e sottoposti a una serie di giochi infantili, ma con la letale conseguenza della morte per chi perde. Il protagonista, Seong Gi-hun, un uomo sommerso dai debiti, si ritrova coinvolto in questa lotta per la sopravvivenza, dove alleanze e tradimenti sono all’ordine del giorno e la morale viene messa a dura prova. La serie esplora temi come la lotta di classe, le disuguaglianze sociali e la disperazione umana, mentre ricchi spettatori scommettono sui giocatori per puro divertimento.

Giocatore 456, dalla disperazione alla determinazione

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Partiamo con il protagonista di Squid Game, il giocatore 456, Seong Gi-hun, interpretato da Lee Jung-jae. Il suo nome si può tradurre con il significato di “rettitudine e merito”, riflettendo la sua bussola morale in tutta la serie. Inizialmente, Seong Gi-hun è un giocatore d’azzardo divorziato e in difficoltà, che partecipa al mortale Squid Game per vincere denaro e mantenere sua figlia, con la quale ha un rapporto burrascoso. Ricordando la sua passione per le scommesse sulle corse dei cavalli, si potrebbe pensare che il suo nome sia fuori luogo. Al contrario, durante il corso della storia, vediamo come Gi-hun diventi più empatico e rispettoso verso la vita stessa. Pur di preservare i propri valori, l’uomo arriva persino a togliersi la vita.

Gi-hun simboleggia la speranza di un mondo più gentile e altruista, dove le persone si sostengono a vicenda nonostante le proprie differenze (etiche, culturali, sociali, ecc…). Il punto massimo di questo personaggio è ovviamente il suo sacrificio finale, che ha lo scopo di lasciare spazio ad una nuova vita, una pura ed innocente. E chissà, magari è anche l’inizio di un cambiamento dopo tutto il dolore a cui abbiamo assistito.

Giocatore 001, l’inizio (e la fine) di Squid Game

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Uno degli antagonisti più famosi della serie è l’anziano Oh Il-nam, colui che ha dato inizio al ciclo di giochi mortali, interpretato da Oh Yeong-su. Affetto da un tumore cerebrale, il giocatore 001 ha ingannato noi spettatori infiltrandosi tra i giocatori e prendendo parte ai giochi. Dopo aver offerto la sua amicizia a Gi-hun, l’anziano signore si è divertito a vedere in prima persona gli effetti della propria spietata macchina assassina. Il significato del suo nome è stato un utile suggerimento per chi, guardando la serie, ha sempre dubitato della sua innocenza. Oh Il-nam può essere infatti tradotto con “primo uomo”, strizzando l’occhio alla sua identità di creatore degli Squid Games.

Il giocatore 001 simboleggia alcune idee chiave: la sua ricchezza e il suo potere, la natura dell’umanità e, infine, il creatore del gioco stesso. È un uomo che dalla sua ha sempre avuto il potere del denaro e che non ha paura di utilizzarlo a suo piacimento. Il suo personaggio, incapace di accettare la propria morte, sviluppa questa noia esistenziale (intesa come malessere interiore, connesso a una prolungata condizione di uniformità e monotonia) che lo porta a calpestare i sentimenti altrui pur di placare la propria impazienza. Oh Il-nam riflette una visione cinica della natura umana, suggerendo che le persone siano intrinsecamente egoiste e guidate dall’interesse personale.

Giocatrice 067, perseverare per proteggere chi amiamo

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Jung Ho-yeon interpreta il ruolo della giovane Kang Sae-byeok, una profuga nordcoreana che tenta di vincere il sostanzioso montepremi per migliorare le condizioni di vita di ciò che resta della sua famiglia. La ragazza fuggì dal paese con i suoi genitori e il fratello minore, ma purtroppo suo padre venne ucciso e sua madre catturata. Per sopravvivere, iniziò a lavorare con il gangster Jang Deok-su, ma decise di diventare indipendente, creando ostilità tra di loro. In seguito, Sae-byeok prese parte agli Squid Games per competere per il montepremi, che avrebbe dovuto usare per pagare un intermediario che portasse sua madre in Corea del Sud e far uscire suo fratello dall’orfanotrofio.

Il nome di Sae-byeok significa “nuova alba” o “alba” e rappresenta le radici nordcoreane del personaggio, che ha dovuto lottare e affrontare diversi pericoli pur di proteggere la sua famiglia. Gli ideali che incarna sono la speranza, la resilienza e la sopravvivenza. Si può dire che, dopo la sua morte per mano di Sang-woo, i temi rappresentati da Sae-byeok siano diventati parte integrante della morale di Gi-hun, facendolo diventare l’uomo che vediamo nel finale della terza stagione.

Giocatore 218, il potere della redenzione

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Interpretato da Park Hae-soo, Sang-woo è un personaggio sfaccettato, con più aspetti, più ambizioni, più dissidi interiori. Brillante migliore amico d’infanzia di Seong Gi-hun, si è laureato con lode alla Seoul National University. Ex leader d’investimento, ha perso tutto a causa di frodi e investimenti falliti, arrivando a ipotecare la casa della madre. Disperato, ha tentato il suicidio, ma poi ha deciso di partecipare agli Squid Games. Dopo il primo round voleva abbandonare, ma è tornato quando ha scoperto il ricco premio in palio.

Sang-woo incarna l’intelligenza, l’ambizione e la volontà di compromettere la propria morale per perseguire la sopravvivenza e la vittoria. Eppure, durante il corso della serie, vediamo il suo vero io: un uomo fragile, spaventato, che pur di ottenere il montepremi è disposto a distruggersi per sempre. La sua mente geniale sopprime la sua bontà d’animo in continuazione, costringendolo a prendere scelte egoistiche e razionali. Alla fine, però, non riesce a sostenere il dolore e il peso psicologico delle sue scelte, arrivando a sacrificarsi per il suo migliore amico, ma non prima di chiedergli di prendersi cura di sua madre una volta uscito. Questo ultimo gesto estremo richiama il significato del suo nome, “aiuto reciproco”. Il significato suggerisce anche la sua predisposizione alla mentalità del “io aiuto te, tu aiuti me.”

Giocatore 199, in Squid Game non c’è spazio per l’altruismo

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Interpretato da Anupam Tripathi, Ali Abdul, o giocatore 199, è un immigrato pakistano con una famiglia da mantenere. Partecipa agli Squid Games per garantire un futuro alla moglie e al figlio piccolo. Durante i giochi stringe amicizia con Gi-hun e forma un’alleanza con altri giocatori, superando con successo alcune prove. Viene però eliminato nella quarta partita, tradito da Sang-woo che gli ruba le biglie con l’inganno.

Anche se non è coreano, il nome di Ali ha un significato, che si traduce in “Servo dell’Altissimo”. Ali è un personaggio docile e innocuo, un alleato fedele che aiuta Gi-hun senza battere ciglio. Questa sua predisposizione a fidarsi degli altri può essere rivista nel suo nome, riferendosi alla sua continua sottomissione a prescindere dalle gerarchie sociali che incontra. Persino con Sang-woo, il genio della SNU, Ali finisce per farsi ingannare, seguendo gli “ordini” del suo “capo”.

Giocatore 212, una Donna con la “D” maiuscola

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Interpretata da Kim Joo-ryoung, Han Min-nyeo è una concorrente che partecipa al gioco per debiti, ma il suo carattere imprevedibile e la sua tendenza a manipolare gli altri giocatori la rendono un personaggio memorabile. Potenzialmente madre, entra nello Squid Game in cerca di riscatto. Durante i giochi si lega a diversi concorrenti, spesso finendo tradita. Dopo una breve relazione sessuale con Jang Deok-su e l’ingresso nella sua squadra, viene abbandonata da lui e si unisce al gruppo di Gi-hun. Inizialmente si pensa sia stata eliminata, ma si scopre che si è solo seduta fuori dal gioco delle biglie perché senza partner. Alla fine, si vendica di Deok-su durante il gioco del Ponte dei vetri, trascinandolo con sé in un omicidio-suicidio.

Il nome di Mi-nyeo significa “bella donna” e può essere ricondotto alla sua natura di donna seducente e manipolatrice. Mi-nyeo abbraccia la propria femminilità completamente e la sfrutta per muoversi all’interno dei giochi, cercando di ottenere posizioni vantaggiose senza muovere un dito. Anche il suo gesto estremo sul Ponte dei vetri richiama questa sua caratteristica, che però la dipinge non più come partner abusata e sottomessa, ma bensì come donna determinata e attiva nelle sue scelte. Durante l’arco di sviluppo del suo personaggio, vediamo come finalmente riprenda possesso del suo corpo, non lasciando che siano gli uomini a dettare il proprio valore, ma imponendosi come una persona sullo stesso piano degli altri, indipendentemente dal proprio sesso.

Giocatore 101, la violenza come arma a doppio taglio

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Jang Deok-su, ex gangster gravemente indebitato interpretato da Heo Sung-tae, entra nello Squid Game con un atteggiamento aggressivo e dominante. Fin dall’inizio recluta una squadra e guida una rivolta notturna che provoca la morte di 27 giocatori. Ha una breve relazione sessuale con Han Mi-nyeo, ma la tradisce scegliendo compagni più forti per il Tiro alla fune. La sua brutalità lo accompagna fino al gioco del Ponte di vetro, dove viene ucciso in un omicidio-suicidio proprio da Mi-nyeo, da lui precedentemente abbandonata.

Il suo nome si può tradurre con “attivo, senza paura”, che rappresenta la sua brutalità, la sua mancanza di scrupoli e la volontà di sopravvivere a tutti i costi. Nonostante la sua posizione da antagonista nella gerarchia della serie, Deok-su non ha la stessa rilevanza di Il-nam. Seppur tradendo i propri compagni, Deok-su rimane sempre fedele a se stesso, atteggiandosi a persona solenne e violenta pur di nascondere il proprio terrore. L’unico momento in cui lo vediamo per quello che è, ovvero vulnerabile e spaventato, è quando finalmente si trova faccia a faccia con Mi-nyeo, nei suoi ultimi attimi di confusione prima di essere ucciso. Il suo personaggio è simile a Im Jeong-dae, noto anche come giocatore 100 (terza stagione), che abbraccia il suo stesso sistema di predominanza sui più deboli. Al contrario di Daek-su, però, il giocatore 100 è un codardo, conscio della propria debolezza fisica e mosso dal proprio egoismo.

Giocatore 333, un cuore che marcisce

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Lee Myung-gi, intepretato da Im Si-wan, è un uomo in fuga per frode che partecipa agli Squid Games per guadagnare soldi. È coraggioso e intelligente, ma spesso guidato dall’avidità e dalla paura. Nonostante protegga la sua fidanzata incinta Jun-hee, compie scelte discutibili che mettono a rischio altre persone. Alla fine, il suo desiderio di sicurezza lo porta a comportarsi in modo paranoico, mostrando rimorso ma anche grande conflitto interiore tra amore ed egoismo. Eppure, fino alla fine si lascia guidare dalle proprie insicurezze, paure e dalla sua avidità.

Il nome Myung-gi è composto da due sillabe: “Myung”, che può significare “brillante, luminoso, famoso”, e “gi”, ovvero “fondamento, base, principio”. Quindi, il nome potrebbe essere interpretato come “fondamento luminoso” o “principio brillante”.  Il riferimento è chiaro: la mostruosa razionalità di Myung-gi è basata sui suoi principi, alla base di una mentalità egoista, fredda e fragile. Egli è incapace di provare pietà o compassione verso gli altri, nemmeno se si tratta di sua figlia. Accecato dalla gelosia, Myung-gi si sfoga tramite parole buttate all’aria. L’unico modo per confortarlo è attraverso godimenti terreni e piaceri dei sensi.

Giocatore 222, una giovane madre che sa amare

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Kim Jun-hee, intepretata da Jo Yuri, è una ragazza dolce e premurosa. Cerca di essere il più possibile indipendente, ma la sua gravidanza avanzata la rende inevitabilmente bisognosa di supporto. Ha un rapporto complicato con Lee Myung-gi, il suo ex fidanzato e padre della bambina, che l’aveva convinta a investire in una criptovaluta rivelatasi poi una truffa. Dopo il disastro, Myung-gi è sparito per sei mesi per sfuggire a persone che volevano ucciderlo, evitando anche di contattare Jun-hee nel tentativo di proteggerla, temendo che potessero usarla per trovarlo.

Il suo nome ha molti significati. “Jun” può significare “talentuosa” o “bella”, mentre “hee”, “splendente”, “luminosa” o “gioia”. Insomma, tutte le qualità che lei possiede e che poi erediterà la bambina. Jun-hee è un personaggio che incarna un evidente parallelo con Sae-byeok, ma che, al contrario di resilienza e determinazione, rappresenta una sfumatura più tenera e si concentra sull’amore materno.

Giocatore 120, il profumo della libertà

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Cho Hyun-ju, intepretata da Park Sung-hoon è una donna transgender leale e coraggiosa, sempre pronta a proteggere gli amici conosciuti durante i giochi. Ex militare, è disciplinata e abile nel combattimento, e affronta senza paura chi minaccia lei o gli altri. Nonostante la sua forza, è timida e insicura, segnata dalle difficoltà affrontate dopo la transizione. Con determinazione, cerca di superare gli stereotipi e affermare se stessa. Il suo sogno è quello di trasferirsi in Thailandia dove potrà finalmente vivere serenamente.

Il suo nome generalmente significa qualcosa come “valore, virtù” o “brillante, intelligente, nobile”, combinato con “residenza, dimora” o “bene, prosperità”. Quindi, può essere interpretato come “residenza della virtù” o “bene prezioso”. Hyun-ju è una combattente, che pensa sempre al bene degli altri prima che al proprio. Incarna la solidarietà e la fiducia nel prossimo, valori che Gi-hun perde alla fine della seconda stagione e che ritrova quando l’amica muore.

Il detective dell’isola che non c’è

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Intepretato da Wi Ha-joon, Hwang Jun-ho è un detective che si infiltra negli Squid Games sotto falsa identità per indagare sulla scomparsa del fratello, che sospetta abbia partecipato ai giochi. Riesce a farsi passare prima per lavoratore, poi per manager e infine per cameriere. Scopre con shock che il fratello non solo ha partecipato, ma ha vinto l’edizione del 2015 ed è diventato il Front Man. Poco dopo questa scoperta, viene colpito alla spalla proprio da lui e precipita in mare. Per il resto della serie cerca l’isola per mare con l’aiuto di una squadra di pescatori. Quando finalmente la trova, soccorre la figlia di Jun-hee e la adotta.

Jun-ho si può tradurre con “talentuoso”, “brillante” e “bello”, riferito al suo ruolo di detective determinato e astuto all’interno della serie. Nonostante l’intento fosse quello, i numerosi meme su Internet, che lo prendono in giro per averci messo più di una stagione per ritrovare l’isola, danno al suo nome un tocco più ironico.

Front Man, il riflesso di Gi-hun in Squid Game

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Hwang In-ho (Lee Byung-hun), noto come il Front Man, è il supervisore degli Squid Games e fratello del detective Hwang Jun-ho. Dopo aver vinto il 28° gioco nel 2015 (numero 132), è diventato il capo dello staff e controlla tutte le classi delle guardie. Osserva i giochi tramite dei monitor, interviene quando le regole vengono infrante e comunica con i VIP e con l’organizzazione per garantire il corretto svolgimento della competizione.

In-ho si traduce approssimativamente come “benevolenza, uomo, speranza” e incarna ciò che Gi-hun sarebbe potuto diventare se avesse perso speranza nell’umanità. Il significato del suo nome è un diretto riferimento ai valori che l’uomo riacquisisce alla fine della terza stagione, vedendo il sacrificio di Gi-hun. La sua convinzione che gli uomini siano tutti egoisti e crudeli vacilla nel vedere il coraggio e la potenza della morale del protagonista.

Squid Game

  • Anno: 2021
  • Durata: 3 stagioni
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: thriller, drammatico
  • Nazionalita: Corea del Sud
  • Regia: Hwang Dong-hyuk