Sex and the city è la serie iconica basata sulla colonna giornalistica di Candace Bushnell. Arrivò su HBO nel 1998 e fu creata da Darren Star già ideatore di Beverly Hills 90210 e Merlose Place. Alla fine degli anni 90’ HBO era, dal punto di vista creativo, il miglior posto dove lavorare, lo dichiararono Darren Star e anche David Chase dopo I Soprano. Lo slogan nel 1997 era ‘It’s Not TV, It’s HBO’, ed effettivamente tutto quello che da quel momento venne prodotto era innovativo, lo è anche adesso. Completamente differente dal resto. Sex and the city è stata la secondo serie creata con questo intento, la prima è stata Oz.
Cambia la rappresentazione delle donne
Anche se la serie non ebbe il successo di critica de I Soprano, segnò uno spartiacque nel modo in cui venivano rappresentate le donne in tv. Fino a quel momento forse l’unico esempio era stato The Mary Tyler Moore Show (1970-77) creata da James Brooks e Alan Burns. Cioè la prima sitcom statunitense che per sette stagioni, ebbe come protagonista una donna in carriera, di 30 anni e single per la quale questo non era un problema.
Sex and the city fino al 2004, con 2 film, una serie spin-off (The Carrie Diaries) e una sequel arrivato alla terza stagione (And Just Like That…) iniziò a raccontare diversamente il rapporto tra le donne e il sesso. Fu liberatorio il fatto che quest’ultimo venisse declinato al femminile e le donne ne fossero protagoniste, che gli uomini fossero funzionali ma non necessari alla narrazione. La serie ha saputo catturare lo spirito di un’epoca, quella della fine degli anni ’90 e dei primi anni 2000. Quella in cui le donne stavano ridefinendo i propri ruoli sociali, posticipando il matrimonio e conquistando maggiore indipendenza economica.
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Oltre ‘Sex and the city‘
Il successo di Sex and the City ha aperto la strada a numerose serie televisive che esplorano temi simili. Cioè l’amicizia femminile, le relazioni amorose e la vita metropolitana. The Bold Type, per esempio, segue tre giovani giornaliste nella loro crescita professionale e personale presso una rivista di moda newyorkese. Il teen drama Gossip Girl, trasporta gli spettatori nelle vite della giovane élite di Manhattan. Per una prospettiva più contemporanea, Harlem offre uno sguardo autentico sulla vita di quattro trentenni afroamericane che navigano tra carriera e relazioni nella Grande Mela. Mentre Emily in Paris dello stesso creatore Darren Star romanticizza la vita parigina con costumi firmati Patricia Field.
Queste serie condividono con l’originale capolavoro HBO l’attenzione per i legami femminili autentici e la rappresentazione della donna moderna indipendente. Younger esplora il mondo dell’editoria con ironia e profondità. Insecure di Issa Rae porta una voce fresca e diversificata nel panorama televisivo. Queste mantengono la propria identità distintiva pur onorando l’eredità di Sex and the City. Dimostrano però come le storie di donne forti e determinate continuino ad essere volute da un pubblico contemporaneo.