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IN SALA

La mafia uccide solo d’estate

“La mafia uccide solo d’estate” appare come un racconto di formazione in cui il piccolo protagonista, interpretato da un bravissimo Alex Bisconti, attraversa con le sue età e i suoi occhi, sempre curiosi, fatti tristemente noti della nostra storia contemporanea

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il

 

Anno: 2013

Distribuzione: 01 Distribution 

Durata: 90′

Genere: Drammatico

Nazionalità: Italia

Regia: Pierfrancesco Diliberto

Data di uscita: 28 Novembre 2013

 

Nell’omertà di una città stuprata dalle organizzazioni criminali nasce Arturo e la prima parola che pronuncia è quella che tutta la gente che gli sta intorno non dice mai: Mafia.

Arturo nasce in una realtà fatta di silenzi, omicidi e stragi, ma nonostante questo il suo cuore rimane puro e pronto ad innamorarsi di Flora e a infatuarsi del personaggio di Andreotti.

La mafia uccide solo d’estate appare come un racconto di formazione in cui il piccolo protagonista, interpretato da un bravissimo Alex Bisconti, attraversa con le sue età e i suoi occhi, sempre curiosi, fatti tristemente noti della nostra storia contemporanea.

L’opera prima della iena Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto, parte con un’ironia che a poco a poco, con l’andare avanti della pellicola e della realtà narrata, scema e sparisce nel momento in cui la cronologia dei fatti arriva a raccontare eventi sui quali ogni commento sarebbe sprecato innanzi all’orrore dell’accaduto. Da viale Lazio, Salvo Lima, Boris Giuliano, fino ad arrivare a Falcone e Borsellino, non tralasciando la figura di Totò Riina presa in giro non poco per la sua proverbiale ignoranza, Pif ripercorre con i suoi occhi, presi in prestito dall’eterno bambino Arturo, la realtà durissima della sua città e dell’Italia.

La voice over dello stesso cineasta, anche interprete della versione adulta del protagonista, accompagna lo spettatore per tutta l’intensa narrazione, che subisce un salto di registro nel momento in cui per un lasso di tempo si incentra sulla storia d’amore tra Arturo e Flora (Cristiana Capotondi).

Dopo una serie di collaborazioni con alcuni tra i più grandi italici cineasti come Zeffirelli e Giordana (con cui lavorò in I cento Passi), Pif esordisce come regista sul grande schermo ponendosi ad honorem nel paradiso nel cinema impegnato e non tralasciando nel suo La mafia uccide d’estate il lungo lavoro d’inchiesta sui generis che ha caratterizzato e che caratterizza la sua carriera televisiva.

L’opera prima di Diliberto dà un nuova visione, estremamente personale, a fatti letti e riletti senza mai, però, cadere nel qualunquismo dell’opinione o nella ghigliottina dell’impotenza.

Sandra Martone

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