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I film horror più spaventosi del 2023: tra saghe, riferimenti e novità
Un excursus nel riutilizzo contemporaneo degli stilemi del cinema horror.
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8 mesi agoon
Il 2023 é stato per il cinema hollywoodiano l’anno dei revival. Tra i vari generi quello che più di tutti si é servito di questo ritorno di fiamma é stato l’horror. Recuperando icone di genere ha dato vita a nuovi spaventosi film assolutamente da vedere.
«Questo è il momento in cui il presunto cadavere si rianima per un ultimo spavento!» – Randy Meeks, Scream (Wes Craven, 1996)
Scream 6, il film horror del 2023
Negli ultimi anni, il cinema hollywoodiano ha fatto di ripetibilità, serialità e revival i tratti caratteristici dell’industria e del linguaggio cinematografico americano. In particolare, l’horror ha espresso, più di ogni altro genere, la tendenza a guardarsi indietro e a recuperare gli spaventi e gli orrori del passato per aggiornarli, riscriverli e adattarli alla contemporaneità.
Sono stati numerosi i titoli realizzati per risvegliare l’interesse di una fanbase solida in grado di riempire le sale, ma ciò non significa che non siano state messe in atto delle sfide interessanti e variegate secondo tale prospettiva. Se si fa riferimento alla rifondazione di un franchise non possono non venire in mente le operazioni che hanno portato al reboot della saga di Scream a opera di Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, oppure a quello della saga di Halloween orchestrato da uno dei registi simbolo di questa tendenza cinematografica, David Gordon Green, di cui si tratterà più avanti.
Tuttavia, a queste operazioni di matrice industriale si associano anche prodotti che hanno un assetto più autoriale come Suspiria (2018) di Luca Guadagnino oppure Nosferatu (2024) di Robert Eggers. Non bisogna, poi, dimenticare un’ulteriore tendenza: quella del recupero di linguaggi, codici estetici e strutture narrative che appartengono a un cinema del passato. Come esempio principe basta ricordare il lavoro svolto da Ti West nella trilogia di X, una serie di film che riportano sia narrativamente che filologicamente al New Horror anni ’70, al cinema classico hollywoodiano tra le due guerre e agli slasher di serie b degli anni ’80.
Tuttavia, per descrivere con maggiore accuratezza questa pratica, è utile analizzare tre film usciti tutti nel 2023, anno che più di altri ha regalato opere che hanno messo in luce l’aspetto della riproducibilità dell’horror contemporaneo. In particolare, si prenderanno in considerazione L’esorcista – Il credente (The Exorcist: Believer, David Gordon Green) Renfield (Chris McKay) e Late Night with the Devil – In onda con il diavolo (Late Night With the Devil, Cameron e Colin Cairnes).
L’esorcista – Il credente: tra i film horror più spaventosi del 2023
Il nuovo capitolo del franchise “L’esorcista”: tra i film horror più spaventosi del 2023
L’esorcista – Il credente si presenta come un sequel ufficiale del capolavoro di William Friedkin datato 1973. Il film horror del 2023 è stato prodotto da Jason Blum, figura chiava del cinema horror odierno, ed è stato scritto e diretto da David Gordon Green. Quest’ultimo ha cominciato a muovere i suoi primi passi nel circuito del cinema indipendente per poi passare, come da prassi, al cinema di budget medio-alto. Il suo nome è associato in particolare alla nuova trilogia di Halloween, che riprende le fila della spaventosa opera originale di John Carpenter.
Stavolta però, ha deciso di misurarsi con L’esorcista (The Exorcist, William Friedkin, 1973), forse l’horror più conosciuto di sempre e di certo il caposaldo assoluto del cinema di possessione demoniaca.
L’esorcista: il franchise ritorna con un “doppio” esorcismo
Angela (Lidya Jewett), insieme alla sua amica Katherine (Olivia O’Neill), decide di compiere un rito magico proibito per entrare in contatto con sua madre morta durante il terremoto di Haiti del 2010. Purtroppo, però, le due ragazze attirano un’entità maligna che si impossessa di loro. A questo punto, i genitori decideranno di chiedere aiuto ad una certa Chris MacNeil (Ellen Burstyn), madre di Regan, oggetto di un altro celebre caso di possessione demoniaca risalente a molti anni prima.
L’esorcismo ai giorni nostri
In relazione al discorso introduttivo, L’esorcista – Il credente si presenta come un progetto che riparte chiaramente dall’opera originale di Friedkin, ma Green non ha l’intenzione di confrontarsi con l’originale. Sarebbe stata un’operazione probabilmente persa in partenza e forse anche per questo il film horror del 2023 è andato incontro a una stroncatura quasi unanime della critica. Al regista, però, interessa portare l’esorcismo cinematografico che affonda le sue radici nel film del ’73 al giorno d’oggi, o meglio, nel cinema d’oggi.
Infatti, come sostiene Emanuele Di Nicola nel testo Nuovo cinema horror, il film di Green riprende i segni dell’opera originale e li fa confluire nella cineletteratura orrorifica di oggi, che si è trasformata in un bagaglio di codici estetici e linguistici che sono parte integrante della cultura di gran parte del pubblico e del regista stesso. Il terrore del film di William Friedkin nasceva dal (neo)realismo con cui il regista di Chicago costruiva la vicenda narrata. In quest’opera, invece, lo spavento e la paura sono generati dalla moltiplicazione degli esorcismi e dal mix di immaginari, religioni e superstizioni che li corroborano.
Ellen Burstyn: il fil rouge de “L’esorcista”
A differenza di quanto vedremo nei film successivi, tuttavia, il collegamento fra L’esorcista – Il credente e L’esorcista, fra opera “replicata” e opera originale, è abbastanza esplicito e segue una logica industriale chiara. Si tratta, nonostante le differenze appena esposte, di un semplice sequel.
Ciò si può affermare grazie alla presenza di Ellen Burstyn, la straordinaria attrice protagonista della pellicola del ’73. In questo film torna per interpretare ancora una volta Chris MacNeil, la mamma di Regan (Linda Blair). È lei la figura che richiama l’opera originale e che colloca L’esorcista – Il credente nello stesso universo narrativo, spazzando via i dubbi riguardo al suo statuto di reboot oppure di “cripto-remake”, un film che riprende un classico senza farne menzione, magari approfittando della giovane età del suo pubblico.
Renfield: il film horror del 2023 che richiama Dracula
Renfield, film di Chris McKay su soggetto di Robert Kirkman (scrittore della serie a fumetti di The Walking Dead), vede come protagonista proprio Renfield, il celebre servitore del Conte Dracula.
Robert Montague Renfield in un gruppo di auto-coscienza
Nella New Orleans contemporanea Renfield (Nicholas Hoult), il tormentato assistente del Conte Dracula, è costretto a eseguire gli ordini del suo padrone nonostante la sua riluttanza. Dopo secoli passati ad accontentare il noto vampiro, ora ha l’esigenza di cambiare vita.
Il Dark Universe
La Universal Pictures si inserisce in questo discorso attraverso la fallita istituzione del cosiddetto “Dark Universe” con il film Dracula Untold (Gary Shore, 2014). Sulla scia del successo del MCU costruito dai Marvel Studios, la Universal decide di creare un universo condiviso che ha come protagonisti i classici “Mostri della Universal”, tra cui figura anche il Conte Dracula. Il revival di un orrore proveniente da un cinema del passato si presenta ancora una volta nell’horror contemporaneo, ma in questo caso non si fa riferimento a un film o a una saga (come abbiamo visto con L’esorcista – Il credente e i nuovi Scream o Halloween), bensì a dei personaggi. Ma a questo torneremo fra poco.
Facciamo un passo indietro tornando a parlare del fallimento che si è rivelato essere il “Dark Universe” in seguito ai flop sia commerciali che di critica del già citato Dracula Untold e de La Mummia (The Mummy, Alex Kurtzman, 2017). Quest’ultimo avrebbe dovuto far ripartire l’universo narrativo dopo il reboot precedente, ma così non è stato: il film è stato un ulteriore insuccesso che ha messo fine al progetto a lungo termine della Universal.
A questo punto, sopraggiunge l’ipotesi di realizzare Renfield, una commedia horror nata nel 2023 dalla penna fumettistica di Robert Kirkman con la sceneggiatura di Ryan Ridley. Dopo un lungo iter produttivo, la regia è stata assegnata a Chris McKay mentre Nicholas Hoult (interprete di Thomas Hutter nell’ultimo Nosferatu) e Nicolas Cage sono stati scritturati come protagonisti.
La rinascita di un mito (minore)
Come accennato prima, l’intento di quest’operazione è il revival non di un film horror del passato, ma di un personaggio facente parte dell’immaginario collettivo orrorifico del nostro tempo. Tuttavia, la differenza principale con i film precedenti della Universal è che in quest’opera si mette al centro non il Conte Dracula, figura cardine della cultura letteraria e di quella cinematografica occidentali, ma un personaggio minore a lui legato: il povero Renfield.
Scegliere come protagonista il folle schiavo di Dracula e inserirlo nell’America odierna consente subito di comprendere che si tratta di un film che innesta i toni della commedia in un’atmosfera profondamente autoironica e divertente (come dimostra Cage nel ruolo del Conte). Tale scelta permette di aggiungere un altro tassello alla disamina in corso. Ormai, pur di resuscitare un passato cinematografico e letterario, l’industria hollywoodiana riprende anche personaggi secondari di grandi classici donando loro una nuova vita attraverso l’ironia, la beffa e la comicità.
Late Night with the Devil: tra i film horror da vedere assolutamente
Veniamo infine a un film che consente di porre l’accento sulla pratica di revival più interessante all’interno delle tendenze del cinema horror contemporaneo: Late Night with the Devil – In onda con il diavolo di Cameron e Colin Cairnes.
Il male dilaga in tv
Nella notte di Halloween del 1977 va in onda un episodio speciale sull’occulto dello show televisivo condotto da Jack Delroy (David Dastmalchian), celebre presentatore televisivo ormai nella fase calante della sua carriera. Ma ciò che avrebbe dovuto essere semplice intrattenimento si tramuta in orrore puro: il male si libera e dilaga attraverso i tubi catodici di tutti gli Stati Uniti.
Il revival del linguaggio
Il film con protagonista David Dastmalchian – presentato in anteprima mondiale al South by Southwest il 10 marzo 2023 e che in Italia uscirà solo nel novembre del 2024 su Prime Video – permette di riprendere il discorso relativo alla trilogia X di Ti West avviato nell’introduzione.
A differenza dei film prima descritti, Late Night with the Devil – In onda con il diavolo piuttosto che riprendere un personaggio o un testo filmico del passato, ne ripropone un linguaggio. Tuttavia, mentre Ti West modifica lo stile, i codici e le strutture della trilogia in base agli stilemi selezionati dal linguaggio cinematografico del passato (con un intento riflessivo e non solo citazionista), i Cairnes realizzano un tipico horror basato sul dispositivo narrativo del found footage. Quest’ultimo, nonostante abbia fra i suoi antesignani Cannibal Holocaust (1980) di Ruggero Deodato e sia esploso definitivamente nel 1999 con The Blair Witch Project – Il mistero della strega di Blair (Daniel Myrick, Eduardo Sánchez), è un dispositivo narrativo adottato dall’horror soprattutto in tempi recenti.
Infatti, in Late Night with the Devil ciò che appartiene al passato e che rivive non è il linguaggio del film ma quello del filmato ritrovato (un episodio di un tipico late night americano degli anni ’70) all’interno della diegesi. Il revival infatti, non riguarda un film o un personaggio, bensì un intero codice stilistico e linguistico che attira con profondo interesse il pubblico di oggi. Basti pensare alla mania per gli anni ’80 esplosa con Stranger Things (Duffer Brothers, 2016-) e che procede ancora con successo. Tuttavia, il film dei Cairnes permette di andare ancora più a fondo.
L’orrore nasce nel passato
L’horror è un racconto fantastico, una sorta di fiaba nera. Negli ultimi anni, però, come tanto cinema contemporaneo è andato incontro alla richiesta del realismo che il pubblico sembra cercare nelle storie, da cui nasce anche la tendenza a spiegare tutto, senza lasciare alcuna zona grigia (in questo senso è paradigmatica la scelta di Green di umanizzare Michael Myers in Halloween Ends).
Dunque, il modo in cui l’horror ha deciso di reinterpretare queste esigenze rispettando le caratteristiche che gli sono più consone è proprio la riscoperta del passato e dei suoi linguaggi. Late Night with the Devil riprende un codice visivo specifico, quello del late night anni ’70, e lo utilizza come fonte dell’orrore. Il fiabesco “C’era una volta” che introduceva lo spettatore in un tempo e in uno spazio indefiniti in cui esistono creature fantastiche è stato sostituito da un passato che, al contrario, è storicamente definito e presenta canoni estetici e linguistici propri. Come considerato sopra, ad esempio, Renfield e Dracula diventano personaggi da commedia e non da film dell’orrore se inseriti nella contemporaneità.
La paura, lo spavento e il male nascono da un passato che è contemporaneamente uno spazio sia realistico che immaginario. L’orrore è l’elemento fantastico che si inserisce in un contesto specifico e codificato, a patto che quest’ultimo sia abbastanza lontano dall’oggi per poterlo adombrare di leggenda e magia. Ecco, così, spiegata anche l’ossessione per il found footage e il ritrovamento di qualcosa che sia “realmente” accaduto in passato.
Late Night with the Devil sembra ricordarci che tutto cambia – i mezzi, i linguaggi, i canoni culturali -, ma a spaventare di più è sempre ciò che viene da lontano, dal mistero, dall’inspiegabile. Per questo motivo l’horror contemporaneo ha bisogno del revival, del risveglio di qualcosa di antico ma che sia riconoscibile a tal punto da permettere all’orrore di sabotare le sue coordinate divenute ormai una certezza per lo spettatore.