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IN SALA

Amiche da morire

Il film racconta una storia che si svolge d’estate su un’isoletta del sud Italia. In questa realtà, divisa tra modernità e retrogrado tradizionalismo, si snodano le vite di tre donne, che malgrado le notevoli diversità si trovano costrette a far fronte comune per salvarsi la pelle. ..

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Anno: 2013

Nazionalità: Italia

Durata: 103′

Genere: Commedia

Regia: Giorgia Farina

Distribuzione: 01 Distribution

Uscita: 7/03/2013

 

La commedia all’italiana spesso e volentieri ha trattato temi soprattutto maschili, relegando le abitanti dell’altro sesso a ruoli secondari in molti capolavori.

A rompere le righe, in riguardo, a suo tempo ci fu un film come La ragazza con la pistola di Mario Monicelli, dove Monica Vitti in versione sicula lasciava il segno per una vendetta d’amore. Oggi, seguendo quella lezione, l’esordiente Giorgia Farina porta in scena una commedia agrodolce dal respiro europeo, dove a troneggiare sulla trama sono tre protagoniste assurde quanto simpatiche.

In un’isola del sud Italia vive questo trio di donne: la prostituta Gilda (Claudia Gerini), la moglie da manuale Olivia (Cristiana Capotondi) e la zitella, con nomea di iettatrice, Crocetta (Sabrina Impacciatore), che molto presto avranno a che fare con qualcosa che le legherà per sempre. Infatti, complice un complicato caso di rapine, le nostre si troveranno coinvolte in un giro di tragicomici sotterfugi, tutto pur di star lontano dalle indagini del ridicolo commissario Nico Malachia (Vinicio Marchioni).

Col nostro cinema attuale non si sa mai che punto di vista prendere, tant’è che alle prime immagini Amiche da morire sembra la solita solfa a sfondo siculo, che tenta il colpo di far ridere rimanendo sul sociale, un po’ come nello stile di Pietro Germi tanto per esemplificare. Ma nulla di più sbagliato, perché più la trama va avanti più l’esordio della Farina si fa simpaticamente accattivante, col suo assurdo modo di voler narrare una storia di omicidi a tinte colorate.

Va poi aggiunta a questa miscela di risate e senso della regia anche la partecipazione di tre protagoniste all’altezza della situazione; un’ilare Gerini, come al solito bella e brava, una comicissima Impacciatore e una Capotondi con accento siciliano che più azzarda con la pronuncia più si fa assurdamente comica. Comprimario d’eccezione un Marchioni macchiettistico, lontano dai suoi fasti drammatici e molto vicino alla delineazione di un personaggio comico memore di un Lino Banfi qualsiasi.

Insomma, Amiche da morire è con tutta sincerità una bella sorpresa tutta da vedere, che affianca del sano intrattenimento ad idee originali.

Certo non è né Germi né Monicelli, e con tutta sincerità neanche vuole esserlo, ma il film della Farina offre qualcosa di diverso di cui la nostra commedia ha sinceramente bisogno al giorno d’oggi, come le figure forti di queste tre protagoniste femminili.

Mirko Lomuscio