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Jake Gyllenhaal, attore di ampia versatilità: retrospettiva sulla sua carriera

La carriera del protagonista di Dpnnie Darko e del recente serial Presunto innocente

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Se pensiamo a Jake Gyllenhaal rievochiamo alcuni film impressi nella memoria cinematografica degli anni Duemila, come Donnie Darko (2001) oppure I Segreti di Brokeback Mountain (2005), ma non solo. Parliamo di un attore americano particolarmente incisivo, con il grande talento della versatilità e capacità di interpretare una vasta gamma di personaggi complessi.

Ma vediamo insieme come tutto è iniziato e cosa lo ha portato al successo, meritatissimo, che oggi lo accompagna.

Una retrospettiva: i primi anni e il debutto

L’esordio cinematografico di Jake Gyllenhaal

Jake Gyllenhaal ha iniziato la sua carriera da bambino, apparendo nel film City Slickers (1991) quando aveva solo 11 anni.
Altri piccoli ma cruciali ruoli giovanili negli anni ’90 sono stati quello di Edward in A Dangerous Woman (1993) e di Jake (Blue Kahan) in Homegrown-I piantasoldi (1998). Esordi “in famiglia” per così dire. Infatti entrambi i film con la regia del padre, Stephen Gyllenhaal, vedono anche la partecipazione di sua sorella Maggie Gyllenhaal.

La svolta di Jake Gyllenhaal

Rimaniamo sempre negli anni ’90, precisamente alla fine, quando ottiene il suo primo ruolo da protagonista in October Sky (1999), dove ha interpretato Homer Hickam, un giovane appassionato di razzi. Questo ruolo ha messo in luce il suo talento, aprendogli la strada a progetti più importanti.

Parliamo infatti del film che lo ha forse reso più celebre in assoluto: Donnie Darko (2001). Approdiamo così negli anni Duemila e da qui la sua carriera attoriale prenderà una esponenziale impennata. Con Donnie Darko, film cult diretto da Richard Kelly (da poco restaurato e tornato in sala per tre giorni a inizio mese), Gyllenhaal si consacra così come attore di talento nel ruolo di un adolescente problematico con visioni apocalittiche portandolo a  guadagnarsi un folto seguito di culto e ottime critiche.

Varietà di ruoli

L’anno successivo a Donnie Darko arriva subitaneo The Good Girl (2002). In questo dramma recita al fianco di Jennifer Aniston, interpretando un giovane depresso coinvolto in una relazione complicata.
Lo stesso anno, in uscita con Moonlight Mile (2002), interpreta un giovane in lutto per la morte della fidanzata. Un dramma familiare che lo vede affiancare attori del calibro di Dustin Hoffman e Susan Sarandon.
Poi arriva la pietra miliare di The Day After Tomorrow (2004), blockbuster apocalittico con cui Gyllenhaal aumenterà ulteriormente la sua visibilità a livello internazionale.
Come se non bastasse, ecco giungere un altro anno di importante e grande successo con I Segreti di Brokeback Mountain (2005). Si può tranquillamente affermare che, dopo Donnie Darko, e anche per la prima volta da Donnie Darko (se vogliamo considerarlo “solo” un esordio), Brokeback Mountain è stato uno dei ruoli più significativi della sua carriera. Ha interpretato Jack Twist, un cowboy che si innamora di Ennis del Mar, il personaggio di Heath Ledger. Il film, acclamatissimo, rende a Gyllenhaal la nomination per un Oscar come Miglior Attore Non Protagonista. Qui una analisi del film disponibile su Mubi.
Ma il 2005 è anche l’anno di Jarhead, diretto da Sam Mendes, in cui interpreta un Marine nel Golfo Persico. Al suo fianco anche Peter Sarsgaard e Jhon Krasinski. Questa parte è il preludio e la dimostrazione della sua capacità di assumere ruoli fisicamente e psicologicamente impegnativi.
Successivamente, nel 2007, escono altri due film: Zodiac e Rendition. Il primo è un thriller di David Fincher, dove interpreta un vignettista ossessionato dal catturare il serial killer Zodiac. La sua performance è stata molto apprezzata. Nel secondo, un dramma politico sul tema della tortura e della detenzione, interpreta un agente della CIA. Anche qui è inserito in un cast stellare: Reese Witherspoon, Meryl Streep, Alan Arkin e ancora Peter Sarsgaard .
Infine, nel 2009 lo vediamo recitare in un remake di un film danese Brothers, al fianco di Tobey Maguire e Natalie Portman.

Anni 2010 – Ruoli maturi e riconoscimenti

Il 2010 per Gyllenhaal si apre con un grande film d’avventura della Disney: Prince of Persia-Le sabbie del Tempo, basato sull’omonimo videogioco. Si ritrova protagonista di un grandissimo kolossal dysneyano immancabilmente pieno di effetti speciali e attori famosissimi come Ben Kingsley.

Seguiranno poi:

Love & Other Drugs (2010). Commedia romantica con Anne Hathaway, dove mostra un suo lato più “leggero” rispetto ai film passati e comunque sempre molto affascinante.

Source Code (2011). Thriller di fantascienza. Ricopre il ruolo di un soldato coinvolto in una missione per prevenire un attacco terroristico.
End of Watch-Tolleranza zero (2012). Los Angeles, due poliziotti amici che condividono tutto. Un film poliziesco crudo e realistico che ha ricevuto ottime recensioni.

Punto su quei personaggi che mostrano al pubblico chiaramente che va bene esplorare i propri aspetti più complessi, anche i lati più oscuri. Per essere gioiosi ed emanare luce bisogna prima conoscere bene le proprie ombre. Ne sono convinto: per questo attraverso i miei personaggi cerco di esplorare la corrente dell’inconscio.

Prisoners (2013). Insieme a Hugh Jackman in questo thriller oscuro, interpreta un detective determinato a risolvere il caso del rapimento di due bambine.
Enemy (2013). Alla regia Denis Villeneuve che si è liberamente ispirato al romanzo di Saramago L’uomo duplicato (2002). Il ruolo del professore di storia ossessionato da un attore  suo sosia, gli fa guadagnare il Premio Miglior Attore dell’Anno al Central Ohio Film Critics Association
Nightcrawler -Lo sciacallo (2014). Uno dei suoi ruoli più acclamati. Anche qui un poliziesco sempre ambientato a Los Angeles, ma dove si cala nei panni di un giornalista, Lou Bloom, reporter freelance disposto a tutto pur di ottenere notizie sensazionali. Questo ruolo gli è valso una nomination ai Golden Globe e diversi premi vinti (quindici diverse vittorie in festival importanti in giro per il mondo).
Southpaw – L’ultima sfida (2015). Arriva il momento della trasformazione fisica più dura. Gyllenhaal si trasforma per il ruolo di un pugile, il campione di pesi massimi Billy Hope, in cerca di redenzione.
Ma il 2015 è anche l’anno in cui gli viene riconosciuto al Dubai International Film Fest il Premio come Star Internazionale dell’Anno.
– Nel 2016 approda su Netflix Nocturnal Animals (Animali Notturni), che lo vede co-protagonista accanto a Amy Adams. Si tratta di un thriller psicologico: una mercante d’arte riceve un manoscritto dall’ex marito (Edward) dedicato a lei, ma con un contenuto inquietante. Diretto da Tom Ford.
Stronger (2017) diretto da David Gordon Green. Gyllenhaal si cimenta con un altro ruolo fisicamente provante. La storia narra di un uomo (Jeff Bauman proprio per questo film) che perde l’utilizzo delle gambe durante l’attentato alla Maratona di Boston del 2013. La sua performance è stata elogiata per la sua profondità emotiva nel rappresentare così intimamente la battaglia del protagonista per tornare a camminare. Infatti, proprio per questo film si è aggiudicato il  Premio come Attore dell’Anno 2017 (Hollywood Film Awards).

Recenti successi e progetti futuri di Jake Gyllenhaal

Velvet Buzzsaw (2019). Approdiamo nel mondo dell’arte contemporanea in cui Gyllenhaal interpreta un temuto critico d’arte. Camuffato con spessi occhiali da vista e un giudizio severissimo, il regista Dan Gilroy porta Gyllenhaal e Jhon Malkovich insieme a lui, su un filo sottile tra l’horror e il satirico.
Spider-Man: Far From Home (2019). Con questo film si amplia la sua popolarità tra il pubblico giovane, interpretando il villain Mysterio dell’universo cinematografico Marvel.
The Guilty (2021). Un thriller (uscito anche questo su Netflix) dove Gyllenhaal è un operatore del 911 coinvolto in una chiamata d’emergenza che nasconde un segreto oscuro.
Ambulance (2022). Uno dei protagonisti di questo action-thriller diretto da Michael Bay.
– Strange World- Un mondo misterioso (2022). Film Disney a cui Jake presta la voce doppiando il protagonista Searcher Clade.
– In The Covenant (2023) diretto da Guy Ritchie, è un sergente americano delle forze speciali che, durante la guerra in Afghanistan, recluta un’interprete che vuole vendicarsi dai talebani e con cui stringe un forte legame.
– Infine abbiamo Road House, disponibile su Prime Video, è un film del 2024 diretto da Doug Liman. La pellicola è il remake del film Il duro del Road House (1989), diretto da Rowdy Herrington. Film su un buttafuori che si inimica la malavita locale. Qui la recensione.
Cosa aspettarsi ora? Da poco è sbarcata su Apple TV+ una miniserie prodotta da J.J.Abrams, Presunto Innocente, di cui abbiamo parlato in questo articolo. Basata sull’omonimo bestseller di Scott Turow, vede al centro un vice procuratore che prova a scagionare sé stesso dalle accuse di omicidio di una donna dalla quale era ossessionato.
Attualmente l’attore sta girando un film con la regia della sorella Maggie Gyllenhaal. Si tratta de La moglie di Frankenstein (The Bride), un horror con Christian Bale nei panni del mostro e un altrettanto cast stellare: ci saranno anche Penelope Cruz, Peter Sarsgaard e Annette Bening. Chi interpreterà Jake ancora non lo sappiamo!
In fase di post-produzione invece un film thriller dal titolo In the Grey in uscita nel 2025 con Rosamund Pike e che vede alla regia Guy Ritchie.
Più di un anno fa rilasciò una dettagliata intervista alla rivista Forbes Italia in cui parlava di sé e dei suoi film: Jake Gyllenhaal racconta a Forbes i suoi progetti

Considerazioni finali

Jake Gyllenhaal, sebbene sia nato in un ambiente famigliare hollywoodiano, si è forgiato una carriera impressionante grazie alla sua capacità di interpretare ruoli complessi e diversificati. È noto per il suo impegno fisico e psicologico per i personaggi che interpreta. Questa lungo percorso di successo gli ha anche permesso di non limitarsi al ruolo di attore, ma anche di produttore di molti dei film a cui ha preso parte. Tutt’ora ha in produzione diverse opere.

In un’ intervista al settimanale Grazia ha inoltre dichiarato:

Sono grato per la mia carriera e so che i film mi hanno cambiato la vita, aiutandomi nei momenti difficili e facendomi provare forti emozioni. Il mio sogno era contribuire alle grandi narrazioni. Recitare è stata la prima porta aperta: l’ho attraversata con gioia e finora mi ha regalato esperienze incredibili. Da chi vorrei essere diretto oggi? Da Paolo Sorrentino e da Alice Rohrwacher.

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