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Vision2030

‘Tutta mia la città’ di Matteo dell’Angelo

Un documentario che mostra la Roma dei senzatetto.

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Tutta la mia città, documentario di Matteo dell’Angelo, che dà voce, e sguardo, ad una Roma dei senzatetto, è in concorso al Festival del cinema sostenibile di NotoFestival del cinema sostenibile di Noto.

Roma, primavera 2020. La capitale italiana è vuota per il lockdown, sembra una città fantasma. Alcuni senzatetto sono rimasti tra gli unici abitanti di quelle strade deserte. Storie molto diverse tra loro hanno portato i protagonisti del documentario a trovarsi nella condizione di homeless, persone la cui esistenza scorre parallela alla nostra anche se spesso si fatica a vederla e comprenderla.

Il sottomondo dei senzatetto

Il documentario girato da Matteo dell’Angelo è molto interessante e ha più di un merito. Certamente il primo è quello di portare alla luce il mondo dei senzatetto, dei poveri, un mondo che spesso risulta essere, per citare un noto romanzo americano, una sorta di underworld, uno dei tanti sottomondi troppo spesso ignorati nel problematico “cosmo” sociale della penisola.

Se da un lato è vero che il periodo del lockdown ha attivato una rete di solidarietà senza precedenti, è altrettanto vero che il nostro paese è pervaso intrinsecamente di una morale piccolo borghese sgradevolmente individualista e che il nostro sistema economico è per sua natura ostile nei confronti di chi vive in una condizione di povertà. Una povertà che proprio quella piccola borghesia – cedendo al compromesso cinico e diabolico del consumismo e del capitalismo infetto non solo governa la società, ma che drammaticamente ne rappresenta la caratteristica peculiare – ha contribuito a creare. 

L’importanza del racconto

Non solo raccontare le storie di chi in questa società vive, senza avere colpe, segregato nell’ombra, è un atto di civiltà, ma è anche un atto di grande consapevolezza cinematografica. Perché – come la storia del nostro cinema ci ha insegnato – il primo scopo della macchina da presa è mostrare quello che nella vita di tutti i giorni non riusciamo o non vogliamo vedere. E allora anche la cornice di Roma risulta coerente, non solo in quanto capitale d’Italia, ma anche e soprattutto in qualità di capitale del cinema italiano, e ancora di più capitale del neorealismo. Come ne Il mondo sommerso di J.G. Ballard, nelle metropoli irriconoscibili e precipitate in un’atmosfera primordiale, i “nuovi abitanti” della città eterna diventano sopravvissuti di una civiltà scomparsa.

Affatto ballardiano nel suo utilizzare sempre gli stessi “pattern” visivi, privo di spunti particolarmente illuminati nell’impostazione estetica, ma forte di una vocazione etica sincera, il lavoro firmato da Matteo dell’Angelo è un affresco commosso, commovente e necessario di una realtà umana con cui vale la pena confrontarsi.

Edizione 2024

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Tutta la mia città

  • Regia: Matteo dell'Angelo