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Anticipazioni

Mohammad Rasoulof: La sentenza a pochi giorni dalla presentazione del suo prossimo film

Il regista iraniano è stato sentenziato a otto anni di carcere e giorni di fustigazione a distanza di pochi giorni dall’inaugurazione del suo nuovo lungometraggio, presentato al Festival di Cannes.

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A seguito delle accuse, si sospetta che l’Iran abbia sentenziato Mohammad Rasoulof nella speranza che il suo ultimo progetto, The Seed of the Sacred Fig (2024) venga ritirato dalla competizione del Festival di Cannes.

Il regista si è scontrato con il governo teocratico per anni, e c’è qualche indicazione che la tempistica di questa sentenza estremamente dura sia una coercizione studiata, volta a rimuovere il lungometraggio dal Festival.

Risulta lampante capire perché il regime autoritario abbia ‘paura’ dell’ultimo lavoro di Rasoulof. Infatti, il film parla di un giudice della Corte rivoluzionaria di Teheran che si occupa delle ricadute delle proteste a livello nazionale che hanno travolto il paese negli ultimi anni, e, in particolare, egli soccombe alla paranoia quando la sua pistola scompare.

There is no Evil

Le altre sentenze di Mohammad Rasoulof

Dal 2002 sino ad oggi, il regista – 51 enne – è stato colpito da diverse sentenze limitanti. Rasoulof, infatti, è stato inizialmente arrestato nel 2010 per aver presumibilmente filmato delle sequenze senza un valido permesso: un atto che gli è costato un’ulteriore accusa di sei anni in carcere, successivamente ridotta ad uno. Di seguito, dopo essere tornato da un viaggio estero nel 2017, le autorità Iraniane ne hanno confiscato il passaporto, impedendogli così ogni possibile spostamento al di fuori del paese natale.

Altre condanne sono state rinviate a causa della pandemia, quando l’Iran ha rilasciato oltre 50.000 prigionieri per prevenire la diffusione del virus.

Con A Man of Integrity (2017), che ha vinto il primo premio in Un Certain Regard, ha ricevuto un’ulteriore accusa per aver minato la sicurezza nazionale dell’Iran. Tuttavia, ha ricevuto un grande sostegno da altri registi, come Asghar Farhadi e Jafar Panahi. Quando non gli fu permesso di lasciare l’Iran per anni, una coalizione di registi ha chiesto al governo di permettergli di partecipare a Cannes nel 2023, dove è stato invitato a partecipare alla giuria Un Certain Regard.

Uno dei suoi lavori più recenti, There Is No Evil (2020), sulla pena capitale in Iran, ha vinto l’Orso d’oro a Berlino: l’intera pellicola è stata girata in segreto.

Secondo il giornalista iraniano Mansour Jahani, quest’ultima sentenza – particolarmente dura – contro Rasoulof dovrebbe essere “eseguita presto”. Tuttavia, attualmente Mohammad non è ancora in prigione. Dunque, restiamo in attesa di una testimonianza da parte del Festival di Cannes, nella speranza che la libertà di Mohammad Rasoulof non venga nuovamente stroncata.

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