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Prime Video Film

‘Beast’ su Prime Video: la recensione del film con Idris Elba

Un viaggio, concreto e metaforico, di una famiglia alla ricerca dell'unità perduta

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Beast di Baltasar Kormákur è un film del 2022, attualmente di tendenza su Prime Video, che vede nel ruolo di protagonista l’attore Idris Elba. Qui interpreta Nate, un medico padre di famiglia, che decide di intraprendere un viaggio in Africa con le sue due figlie, Meredith e Nora, ed il migliore amico di vecchia data.

Più che concreto, però, ben presto, il viaggio diventa allegoria di un percorso interiore, fortemente necessario. Da compiere insieme, all’insegna della ricerca di un’intesa famigliare ormai perduta.

Beast: viaggio concreto e viaggio umano

Il viaggio dentro il cuore dell’Africa intrapreso da Nate e le sue due figlie riserverà, nel corso del film, sorprese e avvenimenti al limite del tragico. La trama si dipana tramite una lunga catena di shock, dovuti principalmente ad un’esposizione estrema al pericolo. Padre e figlie non si trovano, infatti, nella società civilizzata nella quale chiedere aiuto di fronte ad un ipotetico pericolo sarebbe sicuramente cosa più semplice. Si trovano nella savana: attorno a loro solo natura e animali selvaggi.

La natura è imponente, gli animali (i leoni) sono particolarmente avversi agli uomini: col passare dei minuti ci si accorge quindi che lo sconvolgimento che abita la savana non è altro che il rispecchiamento della confusione generale che regna, da anni, nella famiglia di Nate.

Il nodo irrisolto è la morte della moglie del medico e madre delle sue figlie, avvenuta in un passato piuttosto recente. In questo momento la storia personale s’intreccia con la trama del film: la famiglia di Nate sta scoprendo l’Africa attraverso un safari, nello stesso modo in cui è impegnata nella riscoperta della propria storia personale. Con un riferimento particolare ai silenzi e ricordi che hanno segnato tale rapporto. Nate si trova in Africa con le sue figlie per capire il momento esatto in cui il suo ruolo di padre ha vacillato e per farlo ha bisogno più che mai di sentire la moglie vicino. Proprio qui, infatti, anni prima, il protagonista ha conosciuto la donna che sarebbe diventata la sua compagna di vita.

“Io ho mancato nei confronti delle ragazze, siamo qui per questo”.

Tra incomprensioni e ricordi: la relazione tra padre e figlia

All’apparenza – e lo spettatore è portato a crederlo per buona parte del film – Nate e Meredith sono molto diversi. Il primo un medico e la seconda una grande appassionata di fotografia (proprio come la madre). Un approccio scientifico da una parte, artistico dall’altro.

Quando la natura insorge e le prime potenziali vittime sono proprio Nate e le sue figlie, però, qualcosa comincia a cambiare. Tra i pericoli più spaventosi della savana, accade l’insperato: padre e figlie collaborano per salvare la propria vita affrontando nella praticità il dolore sepolto e mai esplicitato incastrato tra gli anni e vuoti da colmare. Riaffiorano fragilità, paure, desideri ed anche timori. Davanti all’eventualità di perdere un proprio caro, isolati dal resto del mondo, Meredith e Nate riescono finalmente a dirsi “ti voglio bene”.

È un processo graduale di avvicinamento e allontanamento, di rabbia e delusione; ma soprattutto di cura. Le stesse ferite che i leoni cercano di infliggere, in parte riuscendovi, ai tre protagonisti, sono le ferite che hanno segnato la relazione tra padre e figlie nel passato. Imparare a prendersi cura vicendevolmente di queste aiuterà la famiglia a ritrovarsi, là dove si era persa. Ed il fatto che i protagonisti si trovino dispersi in una zona della savana non sottoposta a vigilanza, non è di certo una coincidenza: Nate, Meredith e Nora sono ancora degli sconosciuti, ben lontani da un legame stretto di amore condiviso.

La dimensione temporale del film risulta dunque abitare su due piani: presente e passato, ma anche tempo emotivo e tempo concreto. I due piani devono necessariamente coesistere, se si vuole garantire coerenza narrativa alla trama. È questo il binomio centrale del film, che porta alla luce eventi e ricordi, capaci di animare la pellicola stessa, oltre a permettere la sua stessa esistenza.

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L’amore prima di tutto

L’amore può trionfare solo quando padre e figlia si trovano alla fine di un percorso di ricerca e scoperta dell’altro, che si è rivelato autentico, seppur travagliato.

È un amore che non può che emergere con violenza, nella forma di estrema protezione davanti ad un pericolo percepito come mortale. È l’ultimo scontro con i leoni. Il conflitto uomo-leone sarebbe perso in partenza per il primo, ma a rendere più forte Nate – in uno sforzo quasi sovrumano e possibile solo al cinema – c’è l’amore per le sue figlie. In questo senso, lo scontro è pari: la forza di un leone s’impossessa di Nate e lo conduce all’azione.

Finalmente fuori dalla savana, la famiglia, riunita, può conservare dentro di sé un ricordo positivo della madre, senza più provare rabbia o rancore. E farvi ritorno – in Africa – ma senza più trovare una natura ostile. Ancora una volta, dunque, interiorità ed esteriorità coincidono, in una scelta di regia che denota un’intelligenza emotiva particolarmente acuta.

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Beast

  • Anno: 2022
  • Durata: 93'
  • Distribuzione: Prime Video
  • Genere: Thriller/Avventura/Drammatico
  • Nazionalita: Stati Uniti
  • Regia: Baltasar Kormákur