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Limited edition per Ghost Dog – Il codice del samurai

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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Grazie alla start-up attuata da CG Entertainment (www.cgtv.it) ha la sua limited edition Ghost Dog – Il codice del samurai, diretto nel 1999 da Jim Jarmusch. Una limited edition che, inserita in slipcase cartonato, include il film sia in 4K Ultra HD che su supporto blu-ray. Un film singolare nella filmografia del noto autore indipendente, riconosciuto per il suo estro creativo votato ad un cinema minimale e profondamente filosofico. Il film attraverso cui, alle soglie del nuovo millennio, decise di immergere la propria capacità narrativa in una storia noir. Una storia mirata a rievocare un contesto degno del francese Jean-Pierre Melville immergendolo nella pura filosofia orientale.

Una storia di cui è protagonista un grande Forest Whitaker nei panni di un individuo che vive al di là della legge. Ma per conto della malavita e per qualcuno cui deve più di un favore.

In quanto venne raccolto quindi in gioventù dal piccolo gangster italoamericano Louie, ovvero John Tormey, che gli salvò la vita. Evento che lo ha portato ad essere il sicario invisibile Ghost Dog, promettendogli di essergli fedele in qualsiasi occasione. Il tutto seguendo un proprio codice morale legato al mondo dei samurai e rimanendo nascosto agli occhi di chiunque. Fino al momento in cui, affidatogli l’ennesimo incarico, finisce nel mezzo dei guai, trovandosi contro gli uomini del potente boss Ray Vargo, interpretato da Henry Silva. E l’unico modo per trovare una via d’uscita sarà per lui il solo metodo che conosce: quello degli antichi assassini orientali.

Quindi, con Ghost Dog – Il codice del samurai Jarmusch confeziona un’opera dai risvolti action atta a miscelare cultura dagli occhi a mandorla e filosofia all black. Trascinando lo spettatore tra le righe di uno script che sembra venire dal Sol Levante. Mentre a scandire il tutto è una colonna sonora a suon di rap curata dall’esperto in materia RZA, qui presente anche in un piccolo ruolo. Ciò che poi affascina dell’insieme è la capacità di Jarmusch di confezionare cinema d’intrattenimento esclusivamente scavando nella profondità psicologica dei suoi personaggi. Tutti volti assortiti a dovere in una causa che dà ottimi frutti. Con inclusi nel mucchio Cliff Gorman, Victor Argo, Richard Portnow e il già citato Silva.

Quest’ultimo indimenticato interprete di cult italiani quali Il boss e La mala ordina di Fernando Di Leo.

Un nome, il suo, che lega dunque Ghost Dog – Il codice del samurai anche alla celluloide tricolore anni Settanta di genere. Senza considerare i solidi riferimenti a Rashomon di Akira Kurosawa e Frank Costello faccia d’angelo del sopra menzionato Melville. Al servizio di un lungometraggio respirante pura internazionalità, che sia essa europea o, appunto, orientale. Testimonianza ulteriore della dote jarmuschiana di spiazzare, stavolta attraverso un titolo di cui questa edizione home video è particolarmente degna di nota. Corredata di un booklet a cura di Elisa Baldini e accompagnata da diversi contenuti speciali. Da cinque minuti di scene tagliate a ventuno di estratto Ghost Dog – The Odyssey, più due trailer.

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