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Greta Gerwig mette fine alle polemiche sugli Oscar per “Barbie”

In una recente intervista al Time, Greta Gerwig ha messo la parola fine sul dibattito che si era creato dall'assenza del suo nome e quello di Margot Robbie nel listino dei candidati ai Premi Oscar 2024, nelle categorie Miglior Regista e Miglior Attrice Protagonista. Oltre a questo, ha fornito alcune anticipazioni sui prossimi film in lavorazione, tra cui due tratti da "Le Cronache di Narnia"

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A seguito del polverone alzato dalle candidature ai premi Oscar 2024 per l’esclusione di Greta Gerwig e Margot Robbie (quantomeno nelle categorie di Miglior Regista e Miglior Attrice Protagonista), la prima ha definitivamente messo fine alla discussione.  

Già Robbie, la star del film campione d’incassi Barbie, si era esposta in precedenza, notando molto diplomaticamente che il 2023 era stato in generale un anno prospero per il cinema, nonostante l’importanza quasi ‘storica’ del suo film, e rimarcando che comunque esso aveva significativamente ottenuto otto nominations per gli Academy Awards.  

“Non c’è modo di sentirsi tristi quando sai di essere così fortunata […] Ovviamente penso che Greta dovrebbe essere nominata come regista, perché quello che ha fatto succede una volta in carriera, una volta nella vita […] Ma è stato un anno incredibile per tutti i film. […] (è stato) più che elettrizzante aver ricevuto otto candidature agli Academy Awards, è fuori di testa.”

Ora Greta Gerwig, una delle “donne dell’anno” elette dal Time, ha dichiarato alla rivista statunitense di essere comunque entusiasta per la candidatura del suo film nella categoria Miglior Sceneggiatura Non Originale, nonostante l’assenza del suo nome tra i migliori registi. Ricordiamo, infatti, che la sceneggiatura di Barbie è firmata anche da lei, congiuntamente al marito Noah Baumbach, e che a tutti gli effetti potrebbe quindi vincere l’ambito premio. A proposito di questo, Gerwig ha raccontato un simpatico aneddoto, che esprime un equivoco che si sta verificando frequentemente riguardo questa vicenda:  

“Un’amica di mia madre mi ha detto: «Non ci posso credere che non sei stata nominata». Le ho detto: «Ma in realtà si. Ho ricevuto una candidatura agli Oscar.»”

La polemica, infatti, aveva riguardato il mancato riconoscimento delle due donne simbolo del film sulla bambola Mattel, Margot Robbie e Greta Gerwig, secondo alcuni come a confermare tacitamente il sistema patriarcale che esso intendeva criticare e smascherare. A supporto di ciò, le dichiarazioni del ‘Ken’ Ryan Gosling:  

“Sono estremamente onorato di essere stato nominato dai miei colleghi affianco a straordinari artisti in un anno ricco di grandi film […] Ma non c’è Ken senza Barbie, così come non ci sarebbe nessun film di Barbie senza Greta Gerwig e Margot Robbie, due delle figure responsabili di questo film storico e celebrato da tutto il mondo.”

Entrambe, però, risultano essere candidate: certo, non per i premi più personalistici, ma comunque per i loro lavori da co-sceneggiatrice per la prima e produttrice per la seconda (nella categoria Miglior Film). Tra le altre cose, oltre a quelle già citate, anche le altre nominations (per Miglior Scenografia, Miglior Costumi e Miglior Canzone Originale) sono tutte rivolte a donne, tranne che per quanto riguarda la canzone “I’m Just Ken”, scritta da Mark Ronson e Andrew Wyatt, papabile vincitrice insieme a “What Was I Made For?”, di Billie Eilish e Finneas.

In particolare, America Ferrera, interprete nel film di un celebre monologo sulle pressioni che sono costrette a subire le donne nella società contemporanea, concorre al premio per la Miglior Attrice Non Protagonista (nonostante anche lei si sia accodata al disappunto di Gosling riguardo l’assenza di Robbie e Gerwig).  

Nell’intervista al Time, però, la regista di Piccole Donne e Lady Bird ha cercato di andare oltre tale questione mediatica, principalmente alimentata dagli spettatori, parlando dell’importanza del genere a Hollywood («voglio essere in grado di fare un lavoro che sia indiscutibile nei termini del lavoro stesso. Non voglio che ci sia un asterisco accanto al mio nome») e di progetti futuri.  

Ha in lavorazione, infatti, due film per Netflix su “Le Cronache di Narnia”, tratti dalla saga omonima di C.S. Lewis, di cui aveva già stilato una bozza prima di girare Barbie. Il CEO di Netflix Ted Sarandos ha assicurato i fan dell’originale letterario che i film non si discosteranno molto dai mondi del libro, ma punteranno a espanderli. Gerwig si è detta entusiasta di poter lavorare su un soggetto simile, essendo da sempre affascinata dalla scrittura «euforicamente onirica» di Lewis. 

“È collegato al folklore e alle storie di fate dell’Inghilterra, ma è una combinazione di diverse tradizioni”, ha detto. “Da bambino, accetti l’intera cosa: che ti trovi in questa terra di Narnia, ci sono fauni e poi arriva Babbo Natale. Non ti viene nemmeno in mente che non sia schematica. Sono interessata ad abbracciare il paradosso dei mondi che Lewis ha creato, perché è ciò che li rende così affascinanti.”

 

Fonti: Variety, Time 

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