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‘La mia notte con Maud’. L’amore e il suo doppio

Éric Rohmer riflette sull' amore e i suoi aspetti. Amore platonico e sensuale tormentano un uomo cattolico e le sue certezze

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La mia notte con Maud è un film del 1969 di Éric Rohmer. Fa parte del ciclo dei Sei racconti morali, dello stesso cineasta; il soggetto è ispirato a una storia che Rohmer scrisse durante l’occupazione.
Nonostante fosse già pronta la sceneggiatura, attese due anni prima di girarlo, per avere nel cast Jean-Louis Trintignant.
La mia notte con Maud fu presentato al Festival di Cannes ed ebbe la nomination agli Oscar come miglior film straniero.
Ora disponibile su MUBI.

‘La mia notte con Maud’. La trama

Jean-Louis, col passato da dongiovanni, è ora un cattolico praticante, deciso a sposare la donna che ama davvero. Quest’ultima potrebbe essere Françoise, incontrata in chiesa. Una notte, tramite un amico, si ritrova a casa di Maud, donna dalla grande sensualità e indipendenza. Questo incontro potrebbe distruggere le cattoliche intenzioni di Jean-Louis.

‘La mia notte con Maud’. L’amore e il suo doppio

Éric Rohmer mette in scena l’eterno contrasto tra l’amore platonico e quello sensuale, tra il matrimonio e una sessualità più aperta. Questo dualismo è rappresentato dalle due donne nel film.
Da una parte Françoise, che sembra rispondere a tutti i criteri che cerca Jean-Louis nella donna da sposare: cristiana come lui, timida e riservata.
Dall’altra, Maud, sensuale, piena di iniziativa, capace di mettere Jean-Louis in difficoltà, nonostante il suo passato da libertino.
Figure di donna che sembrerebbero rispondere ai cliché, ma Rohmer riesce in breve tempo a ribaltarle entrambe, rifuggendo dalla banalità. Emergono così personaggi vivi, colmi di desideri e disillusioni.
I sentimenti sembrano accentuati dall’austera fotografia in bianco e nero, che ben si sposa con le sequenze della messa.


Inquadrature statiche per un film basato sulla parola e la discussione filosofica: lo spettatore si ritrova incapace di fuggire dalle riflessioni dei personaggi. Si discute di Pascal, dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo e della scommessa su Dio.
Proprio quest’ultimo concetto viene richiamato diverse volte, intrecciando destino, religione e rapporti umani.
Il destino ha un ruolo di rilievo all’interno del film, e ci dimostra come l’improbabile, se dovesse accadere, possa aprire a possibilità impensabili.

Parole al vento

La regia di Éric Rohmer si mette al servizio della storia e dei dialoghi, senza mai oscurarli. Anche gli ambienti di scena sono al servizio della parola, molto minimalisti.
Parola che risulta spesso falsa. I personaggi dicono e affermano molto, dando agli altri una certa immagine di sé che, in poco tempo, viene poi smentita dalle azioni compiute.
Jean-Louis è protagonista di uno sdoppiamento ben definito. Da una parte l’uomo che si sente al sicuro abbracciando il cattolicesimo, che si vergogna dei suoi rapporti passati e delle sua azioni impure. Dall’altra l’uomo che reputa l’esistenza troppo corta per non concedersene i piaceri, fermamente convinto che perdere un’occasione sia come perdere frammenti di vita.

Tutte queste ambivalenze vengono sintetizzate alla perfezione da Rohmer nelle sequenze finali, che aprono a un futuro incerto, forgiato da un passato pieno di disillusioni e rimpianti.

‘La mia notte con Maud’. Il trailer

 

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La mia notte con Maud

  • Anno: 1969
  • Durata: 110 minuti
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Éric Rohmer
  • Data di uscita: 04-June-1969