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Addio a Sandra Milo, musa di Fellini e Pietrangeli

Si è spenta a novant'anni una delle attrici più iconiche e amate del cinema italiano

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Sorridente, elegante, ironica, spiritosa. Ricordo così Salvatrice Elena Greco, in arte Sandra Milo, per tutti la “Sandrocchia” nazionale, come la soprannominò Federico Fellini.

Tunisina di nascita (11.3.1933), da papà siciliano e madre toscana, l’avevo intervistata nel corso del “CortoDino Film Festival” del 2019 e premiata per la sua interpretazione del corto Eclisse, una rivisitazione del classico Eva contro Eva, con un finale tra il fantasy e l’horror che rimanda a Il ritratto di Dorian Gray. Come mi confidò, il suo nome d’arte nacque per caso.

Un fotografo mi fece delle foto a Villa Adriana a Tivoli. Ero coperta da alcune foglie e il direttore del settimanale le pubblicò con la scritta “la Milo di Tivoli”. Mi sembrò un bel nome e lo scelsi.”

Il suo esordio al cinema è con Lo scapolo (1955) d Antonio Pietrangeli, al fianco di Alberto Sordi. A darle la notorietà, il suo ruolo di prostituta dal cuore d’oro ne Il generale della Rovere di Rossellini, dove veste i panni di una prostituta dal cuore d’oro.

“Nel film Totò sulla luna di Steno non volli baciare Tognazzi. Ero innamorata e non volevo baciare nessun altro. Ugo si risentì e, piccato, mi rispose che si lavava i denti tre volte al giorno”.

Amata dai cineasti francesi (Molinaro, Autant- Lara, Boyer, de Broca), è diretta da Sautet nel magico Asfalto che scotta e nell’imperdibile Lo specchio a due facce di Cayatte. Recita, poi, in diverse commedie diretta da Steno, Sergio Corbucci, Zampa, Salce, Bolognini, Risi, Pompucci, Arbore.

Ma il suo nome resta inevitabilmente legato ai due registi, Pietrangeli e Fellini, che più di ogni altro hanno saputo valorizzare le sue doti di attrice delicata e sensibile.

Pietrangeli valorizzò il suo lato melanconico

Antonio Pietrangeli le affida nuovamente il ruolo di una prostituta nel sommesso Adua e le compagne (1960) e l’anno successivo in Fantasmi a Roma, quello dì Donna Flora, dama dell’Ottocento, suicida nel Tevere per una delusione d’amore.

 

Ne La visita (1963) Sandra Milo interpreta, poi, magistralmente il ruolo di Pina, una donna sola, alla soglia dei quarant’anni, alla disperata ricerca  dell’anima gemella. Scopre che l’uomo che ha risposto al suo annuncio è gretto e meschino. Amaramente, prende atto che il suo sogno d’amore, forse, non si realizzerà mai.

Fellini la incarcerò nel ruolo della maggiorata fisica, fatua e svampita

Ma a ben vedere, per tutti, la Milo è la Musa di Federico Fellini. Lei stessa, in più di un’intervista dichiarò di essere stata l’amante del maestro riminese che la rese celebre, affidandole il ruolo di Carla in 8 e 1/2 e la dirigendola, poi, nell’onirico Giulietta degli spiriti (1965).

Come è noto Sandra Milo avrebbe accettato volentieri il ruolo di Ninola, detta Gradisca in Amarcord (1973) ma, per il divieto impostole al tempo da Vargas, il marito, Fellini dovette “ripiegare” poi  su Magali Noel.

“Non sopportavo la mia voce. Appena la sentivo al cinema diventavo rossa, bianca, sudavo, mi sentivo malissimo. Era come fossi stata nuda davanti a tutti sullo schermo. Fu Pietrangeli a farmi superare questo complesso; però debbo dire che non mi sono mai vista o sentita volentieri al cinema.”

Tra le sue ultime interpretazioni, da segnalare: Il cuore altrove di Pupi Avati (2003), Happy family di Gabriele Salvatores (2010), A casa tutti bene di Gabriele Muccino (2018) e Il materiale emotivo di Sergio Castellitto (2021).

Una carriera divisa tra teatro, televisione, e spot pubblicitari, ricca di successi ma povera di riconoscimenti. Solo nel 2021 ha ottenuto un David di Donatello alla carriera e solo due i  Nastri d’argento conquistati come attrice non protagonista, per 8 e 1/2  e Giulietta degli spiriti.

Ma non mancarono i fragorosi  flop. Per la sua interpretazione in Vanina Vanini di Roberto Rossellini (1961) la critica si accanì così tanto su di lei da soprannominarla, in maniera spregiativa, “Canina Canini”.

Tanti gli aneddoti legati a Sandra Milo

Roberto Faenza mi confidò che, durante la lavorazione di Vanina Vanini, Roberto Rossellini è irremovibile e vuole girare la scena in cui migliaia di pecore invadono Piazza del Popolo a Roma. La produzione del film non ha più soldi.

“Allora il produttore del film, Moris Ergas, marito di Sandra Milo, interprete del film, dichiara che la Milo ha l’appendicite, che bisogna farla operare di urgenza e incassare il premio dell’Assicurazione. La Milo é operata, l’assicurazione paga, il film riprende, Rossellini gira la sua scena e sono tutti contenti..”

 

La filmografia di Sandra Milo. David di Donatello alla carriera

 

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