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‘Noi siamo leggenda’. Ennesimo teen drama italiano senza novità

Carmine Elia ha diretto una serie giovanile senza idee, camuffata da coming of age e con l’aggiunta di qualche superpotere, nessuno dei quali ha la forza di alzare l’interesse. Disponibile su RaiPlay e Prime Video.

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Noi siamo leggenda - Una scena con parte dei protagonisti

Noi siamo leggenda nasce da una collaborazione ambiziosa tra due colossi della produzione e distribuzione, Rai Fiction e Prime Video, affiancati dalla talentuosa Fabula Pictures, una fra le giovani società di produzione italiana più interessanti.

La serie è stata presentata con grande enfasi al Giffoni Film Festival nel luglio del 2023 e ha fatto il suo debutto in chiaro dal 22 novembre 2023 su Rai 2. Ora è disponibile sulle piattaforme RaiPlay e Prime Video. Alla regia troviamo Carmine Elia, noto per le sue precedenti realizzazioni di successo come La porta rossa (2017-2019), Mare fuori (2020) e Sopravvissuti (2022).

L’ennesimo teen drama con un forte richiamo a Mare fuori

Noi siamo leggenda si inserisce nel vasto panorama dei teen drama, evidenziando chiare influenze di Mare fuori. Carmine Elia, regista di entrambe le serie, non nega questa connessione, confermando una trama che fonde il coming of age con elementi fantasy, legati ai poteri sovrannaturali di alcuni protagonisti.

Con Mare fuori, Noi siamo leggenda ha in comune la matrice della crescita, anche se in situazione diverse. Anche lì come qui c’è l’inconsapevolezza. (Carmine Elia)

La scelta di esplorare temi già ampiamente trattati nel genere teen drama, benché comune, richiede astuzia. Questi prodotti inondano i palinsesti e le offerte streaming – ricordiamo Rumors piuttosto che Gen V. Se la serialità italiana ancora non ha affrontato l’argomento, Noi siamo leggenda sembra attingere a influenze cinematografiche come Il ragazzo invisibile (2014) di G. Salvatores e Lo chiamavano Jeeg Robot (2015) di G. Mainetti.

Noi siamo leggenda - Una scena della serie

Noi siamo leggenda – Una scena della serie

La sfida per gli autori era quella di offrire un approccio fresco e originale a una trama che, almeno sulla carta, sembra seguire linee narrative già tracciate. Gli sceneggiatori Valerio D’Annunzio e Michelangelo La Neve – quest’ultimo purtroppo deceduto prematuramente – insieme al regista Elia, sembrano aver cercato, invece, il modo più facile per distinguersi, proponendo una trama fortemente drammatica con personaggi che il pubblico già conosce e ama.

Verso un facile successo con scelte controproducenti

Nel cast, troviamo Giacomo Giorgio, Nicolas Maupas, Valentina Romani e Pia Lanciotti, tutti interpreti di Mare fuori. Maupas è anche protagonista di Un professore, serie che ha nel cast Margherita Aresti e Claudia Pandolfi. Infine, Ettore Bassi, Antonia Liskova, Gaetano Bruno e Antonio Gerardi hanno lavorato con il regista ne La porta rossa. Un cast di volti noti al pubblico aggiunge un tocco di familiarità e potenziale discussione sulla frequenza dei medesimi attori sullo schermo, generando una riflessione sulla diversità di scelta nel casting.

Sebbene siano tutti professionisti di comprovato valore artistico, la ripetizione di Maupas in un altro ruolo neoromantico potrebbe far sorgere dubbi sulla ricerca di originalità. Non c’è nulla di male nel vedere attori consolidati, ma la sensazione di déjà-vu potrebbe sminuire l’effetto desiderato. Inoltre, la sceneggiatura sembra mancare di approfondimento, consentendo ai personaggi di accettare i loro nuovi poteri con una leggerezza che sembra poco realistica.

Noi siamo leggenda - Nicolas Maupas in un momento della serie

Noi siamo leggenda – Nicolas Maupas in un momento della serie

La scoperta delle abilità sovrannaturali dei protagonisti è presentata in modo artificiale, mescolandosi in modo forzato alle loro storie drammatiche. Tutti i personaggi, senza eccezione, affrontano tragedie esistenziali e adolescenziali. I ragazzi che non hanno poteri non diventano momento di alleggerimento ma portano anche loro il fardello di qualche tregenda esistenziale-adolescenziale.

L’atmosfera creata più che a un teen drama sembra appartenere a una telenovela brasiliana degli anni Ottanta, con l’accento posto sul pathos emotivo piuttosto che sulla trama. Così, ci si ritrova anche con incongruenze che non solo non vengono corrette, ma addirittura reiterate.

Una macchina tecnica imperfetta

Questa leggerezza pervade la serie anche sotto altri aspetti. Se la fotografia riesce ad essere sufficiente, non si può dire lo stesso per il montaggio, più adatto a brevi filmati che a puntate di quasi settanta minuti. Pure la musica è dissonante: quella che si ascolta non è allineata a quella diegetica, e la colonna sonora non risulta pulita. I costumi sono modesti e le scenografie si perdono nella volontà di rendere gli ambienti claustrofobici.

Noi siamo leggenda - Un frame della serie

Noi siamo leggenda – Un frame della serie

A tenere alto il livello ci pensa il cast attoriale. Gente esperta come Bassi, Pandolfi, Liskova e Gerardi permettono al filmico di essere alleggerito e facilitano il coinvolgimento dello spettatore rispetto alla trama.

Giovani attori crescono

I protagonisti sono decisamente il cuore pulsante di Noi siamo leggenda. Massimo, interpretato da Emanuele Di Stefano, subisce la perdita della madre e la convivenza forzata con la zia, a cui è stato affidato. Scoprirà il suo potere prima della perdita della genitrice, ma ne sfrutterà le potenzialità solo successivamente, come sfogo a una rabbia repressa. Di Stefano cerca di trasmettere il dolore di Massimo anche se la rabbia del personaggio lo porta spesso a una raffigurazione esasperata.

Milo Roussel, un giovane attore alla sua seconda esperienza, interpreta Andrea, un ragazzo con una malformazione cardiaca. Roussel riesce a portare sullo schermo la vita del suo personaggio rimanendo fagocitato dalla malattia, ma in maniera comunque credibile.

Noi siamo leggenda - Marco, Andrea e Viola

Noi siamo leggenda – Marco, Andrea e Viola

Giulio Pranno veste i panni di Marco, amico di Massimo e Andrea, personaggio senza alcun potere. La sua arma è l’ironia, che il giovane attore riesce a trasmettere con efficacia. Margherita Aresti interpreta Viola, la sorella ribelle di Marco di cui si invaghisce Massimo. La sua interpretazione richiama a un personaggio simile, sempre da lei interpretato, nella serie Un professore.

Jean è raffigurato da Nicolas Maupas, il quale si ritrova con il solito personaggio con dilemmi esistenziali, romantico, tendente a subire la vita e ciò che lo circonda. Ed è questa reiterazione che rende Jean un personaggio meno distintivo. Sofya Gershevich è invece Greta, amica di Jean. La ragazza ha un superpotere che la porta a una sorta di dualità che Gershevich riesce a ben esprimere.

Giulia Lin veste i panni di Lin, giovane ragazza di origini orientali, legata agli stereotipi della ristorazione. Lin è fuori dal giro che conta, schernita dai compagni. Per questa ragione, cercherà rivalsa nel suo superpotere. Un ruolo non semplice che la giovane Giulia affronta con coraggio. Nicola, il ragazzo di cui si invaghisce Lin e fratello di Andrea, è interpretato da un Giacomo Giorgio che quasi stona per il suo apparire adulto. Giorgio si muove nella monotonia del suo personaggio, che ha davvero pochi momenti propri e che serve più a contenimento degli altri protagonisti.

Noi siamo leggenda - Giacomo Giorgio in una scena

Noi siamo leggenda – Giacomo Giorgio in una scena

Chiudono il gruppo Valentina Romani e Beatrice Vendramin. La prima è Lara, che ha in comune con Massimo l’esperienza ospedaliera a causa del ricovero di una persona cara. Lara è un personaggio che evolve nel tempo e che, inizialmente, corre il rischio di apparire trasparente. Vendramin invece è Sara, giovane ragazza sicura di sé, fidanzata con Nicola, pronta a qualunque cosa per raggiungere i suoi obiettivi. È la villain acclarata del gruppo e viene resa in maniera giustamente odiosa dalla giovane attrice milanese.

Perché vedere Noi siamo leggenda

Sebbene la trama non sia particolarmente originale e la sceneggiatura possa richiamare un melodramma dell’Ottocento, la forza della serie risiede nel suo cast. I giovani attori, alcuni con esperienza, hanno un forte seguito e i loro personaggi dal tono drammatico e romantico possono facilmente conquistare un pubblico poco esigente. Ciò soprattutto se questi sono supportati dall’esperienza di interpreti d’esperienza e di livello, che riescono a riportare anche lo spettatore più adulto a una dimensione di svago, per quanto non leggero.

La scelta di concentrarsi su una storia intensamente tragica e di giocare sul legame affettivo con i protagonisti potrebbe essere il tratto distintivo che renderà la serie memorabile. La domanda chiave resta se questa proposta sarà in grado di offrire nuovi elementi al genere o se si perderà tra le molte opzioni già disponibili.

Il successo di Noi siamo leggenda dipenderà dalla capacità di districarsi in un panorama televisivo saturo di teen drama, molti dei quali sono diventati parte integrante delle offerte streaming. Solo il tempo dirà se la serie sarà in grado di raggiungere le aspettative e lasciare un’impronta duratura.

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Noi siamo leggenda

  • Anno: 2023
  • Durata: 50’ circa per 12 episodi
  • Distribuzione: Prime Video, RayPlay
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Carmine Elia
  • Data di uscita: 22-November-2023