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FAHRENHEIT 451

VIDEOCRONENBERG di Claudio Bartolini

Il cinema da leggere. Recensioni di libri di cinema. Rubrica a cura di Gianluigi Perrone

Publicato

il

VIDEOCRONENBERG

 di Claudio Bartolini

Edizioni Bietti

201 pagine

Su David Cronenberg è stato scritto tutto e il contrario di tutto. Quindi la prima domanda che ci si pone davanti al saggio realizzato per Bietti da Claudio Bartolini, Videocronenberg, è: “A che pro?”. C’è qualcos’altro da dire sul regista canadese che non possa essere stato eviscerato in qualche altro angolo della terra come studio totale sul cinema? La risposta è negli intenti. Bartolini fa uno studio duplice, il primo sulla rappresentazione virale della realtà nel cinema di Cronenberg. I virus non sono esattamente dei parassiti, in natura, ma differenziazioni evolutive. Essi rilasciano il proprio dna all’interno dell’organismo ospite e modificano la loro natura.

Questo è ciò che David Cronenberg ha un po’ fatto con il cinema, scelto come forma di espressione di un progetto filosofico più ampio, probabilmente neanche completamente consapevole, ma programmaticamente chiaro. Quindi il tema del cinema di Cronenberg all’interno del peso artistico di Cronenberg nella cultura moderna. Poi il rapporto che questa poetica ha avuto con il mondo esterno, un approccio che è diventato sempre più importante per il regista, anche per maturità personale, e che negli ultimi A Dangerous Method e Cosmopolis è divenuto più evidente. Il cinema di Cronenberg è scritto, e impresso rigidamente nel suo dna di filosofo, perchè questo è, ma ha anche un’interessante natura, ovvero quella di un’evoluzione imperterrita, che però non si plasma nelle proprie carni, come poteva sembra inizialmente, ma cambia stato, si sublima e diventa altro.

Qualcuno dice che a Cronenberg si potrebbe chiedere il senso della vita potendo tranquillamente credere alla sua risposta. Il cinema di Cronenberg è chiaro, lampante e atavico, ma allo stesso mistero di un mistero insolcabile, non emulabile e inenarrabile, come la natura di Dio.

Gianluigi Perrone

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