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Netflix Film

‘Noise’ la recensione del nuovo thriller psicologico di Netflix

Il film che promette di fare rumore esplorando il suicidio, la memoria, le teorie di cospirazione, le malattie mentali e la depressione post-partum paterna.

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È da poco uscito su Netflix Noise, thriller psicologico belga, prodotto dalla piattaforma. Inesorabilmente si è piazzato nella classifica dei film più visti su Netflix diventando immediatamente un successo. 

Già dal titolo, il film diretto da Steffen Geypens, con protagonisti Ward Kerremans e Sallie Harmsen, prometteva di fare rumore esplorando diversi temi: il suicidio, la memoria, le teorie di cospirazione e le malattie mentali e un tema poco discusso come la depressione post-partum paterna. 

Ma andiamo con ordine.

Noise: la sinossi del thriller su Netflix

noise thriller

Mathias è un social media influencer che si è appena trasferito assieme alla moglie (Liv) e al figlio appena nato (Julius) nella sua casa d’infanzia. Riavvicinatosi al padre malato di demenza, Mathias, comincia a indagare sulla vecchia fabbrica abbandonata appartenuta al padre, che fu teatro di misteriosi incidenti.

Se inizialmente la sua investigazione è solo un mezzo per attirare più pubblico sulla sua pagina social, piano piano inizierà a diventare un’opprimente ossessione che, insieme all’insonnia causata dal pianto incessante del neonato, faranno scivolare Mathias in un vortice di follia. 

La recensione

Noise fa rumore? Sì, ma forse non nel modo in cui ci aspettiamo quando schiacciamo play.  

Noise non è un thriller a cardiopalma e nemmeno un horror alla Shining.

Fin dai primi minuti la narrazione è calma, forse troppo calma, l’esposizione è lenta, la quotidianità della famiglia ci viene presentata placidamente, accompagnandoci in quello stato di esasperazione, di fastidio che inesorabilmente colpirà il nostro protagonista.

I rumori iniziano in sordina, prima con brevi accenni: gemiti del neonato, scricchiolii della vecchia casa… fino poi ad arrivare a veri e propri pianti, fischi e all’assordante rumore di un frullatore. Ed ecco che allora riusciamo a entrare nella mente di Mathias, riusciamo a provare anche noi fastidio per il pianto del bambino, per l’occhio spalancato del pesce sul tavolo, per il viscido rumore di un kiwi ingoiato. Ecco che anche noi proviamo inquietudine guardando l’oscuro lago della villa, forse l’unica via di scampo dal rumore, un presagio di morte che aleggia fin dai primi secondi. 

noise thriller

Mathias in una scena del film.

Il film si apre poi a diverse sotto-trame, che rimangono però aperte, quasi sconclusionate. Non sono loro la parte più interessante del film e forse non vogliono esserlo. Noise non sfida lo spettatore a risolvere un misterioso caso alla Sherlock Holmes, ma anzi, lo lascia scivolare nella follia insieme al protagonista, lo accompagna attraverso suoni stridenti e gemiti del neonato, nella follia di un influencer influenzato a sua volta. Influenzato dal padre e dalla tragica morte della madre che sembra avergli lasciato un’enorme eredità psicologica sulle spalle. Il tutto diventa quindi un pretesto per andare a fondo nella psiche dell’uomo e in ciò che lo affligge, accennando a una forma di depressione post-partum paterna genetica.

Noise è un thriller visivamente ben impacchettato. La fotografia pulita, i colori ambrati e sbiaditi. Le immagini sono accostate a silenzi assordanti e a dettagli sonori, che alla fine, fanno impazzire anche lo spettatore. 

Noise, un thriller da consigliare?

Nel complesso, Noise resta sicuramente un buon thriller psicologico. Ci sono jump scares, inquadrature inquietanti che aiutano a mantenere viva l’attenzione dello spettatore.  

Le sottotrame però, lasciano molta carne al fuoco. Rimangono irrisolte, si sovrappongono le une alle altre fino a portarci a un climax che non soddisfa fino in fondo. 

Il finale lascia però tirare un bel sospiro di sollievo, con lo sguardo dei personaggi verso l’orizzonte che fa ben sperare per il loro futuro. 

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Noise

  • Anno: 2023
  • Durata: 70'
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: Thriller Psicologico
  • Nazionalita: Belgio
  • Regia: Steffen Geypens