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ROME INDEPENDENT FILM FESTIVAL

‘Corsa abusiva’ Un viaggio metropolitano che convince

Un film coraggioso, con un cast ben assortito, fatto da giovani interpreti e attori già affermati.

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Corsa abusiva

Corsa Abusiva, il primo lungometraggio diretto da Andrea Bifulco, è stato presentato in anteprima alla 21esima Edizione del RIFF (Roma Indipendent Film Fstival. Il film è interpretato da Gennaro Maresca, Vincenzo Antonucci, Alba Giaquinto, Agostino Chiummariello e Adriana Serrapica.

Un viaggio metropolitano al confine tra salvezza e dannazione.

Il protagonista di questo film è un uomo comune, vittima, consapevole o meno, della sua stessa quotidianità. Francesco, per gli amici Checco, sacrifica le giornate per provvedere ai bisogni della sua famiglia. A un certo punto si perde, lasciandosi rapire dai bassifondi di una Napoli insolita, dal sapore noir.

La trama di Corsa abusiva

Checco è un tassista abusivo napoletano che lavora tutte le ore del giorno e della notte. Il lavoro lo allontana dalla moglie Manuela, e dalla figlia Sofia. La situazione precipita, quando Checco inizia una pericolosa collaborazione con uno spacciatore, Tony, che lo trascina in certi affari loschi.

Locandina Corsa Abusiva_15 ottobre 2022

Una storia umana

Corsa abusiva inizia con una suggestiva panoramica sul golfo di Napoli. Lo spettatore, però, non deve farsi ingannare. Non è il solito film sulla criminalità della città partenopea. E probabilmente il lungometraggio poteva essere girato in qualsiasi altro luogo.

Non c’è dubbio che Napoli, con le sue bellezze, la sua cultura e il suo folclore; entra – con discrezione – nella vicenda del film, ma ciò non avviene mai in modo convenzionale.

Andrea Bifulco dirige il suo primo film, scritto insieme a Carlo Frigenti e Valentina Capasso, raccontando una storia umana senza fronzoli. Rappresenta una vicenda ridotta all’osso, dove emerge il labile confine tra luce e ombra, realtà e allucinazione. I personaggi sono entità fragili pronti a frantumarsi in mille pezzi, come avviene per Checco e Tony.

Entrambi i personaggi, interpretati da due bravissimi attori, Gennaro Maresca (Gomorra La Serie) e Vincenzo Antonucci (La santa piccola) non sono contrapposti, nonostante il loro scontro finale sia inevitabile. Checco e Tony vivono lo stesso universo che li pervade da una forte solitudine. Ciò trasforma tutti i personaggi del film in una sorta di fantasmi persi in un vortice misterioso e reale.

CorsaAbusiva_still1

Il sacrificio del lavoro in Corsa abusiva

Checco ha reso la sua automobile un taxi abusivo e passa giorno e notte scorrazzando gente per la città, per sbarcare il lunario. Una vita di sacrificio con il solo obiettivo di soddisfare i bisogni della famiglia, tanto vicina, quanto lontana.

La prima parte di Corsa abusiva mostra il suo protagonista indaffarato nel lavoro. Non mancano spunti comici, come il maccheronico inglese utilizzato per attirare i turisti. La vicinanza della macchina da presa a Checco e un montaggio veloce, curato da Alberto Mancini, però, sottolineano la fatica e la sofferenza.

I guadagni a fine giornata sono davvero miseri ed ecco che entra in scena Tony, che permette a Checco di fare soldi facili. I due iniziano a girare per la città spacciando droga, prima, e ammazzando su commissione, dopo.  Così la routine viene frantumata e tutto ciò travolge Checco, allontanandolo definitivamente dalla sua famiglia.

Una Napoli livida e scura

Corsa abusiva nasce come un cortometraggio horror”.

Con queste parole, Andrea Bifulco, racconta la genesi del film. L’idea originaria è stata poi ampliata in un lungometraggio di 93 minuti, ma nel tessuto narrativo e visivo del film è rimasta qualche traccia.

Corsa abusiva è un viaggio metropolitano tra le vie di una Napoli livida, insolitamente piovosa e scura. Il regista sfrutta al meglio questa ambientazione, riuscendo a essere realista e visionario, quasi magico.

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Realtà e allucinazioni

Il film contiene non pochi riferimenti alla realtà. La disoccupazione e la passione sfegatata che lega ogni napoletano alla squadra di calcio. Nonostante ciò, è arduo definire Corsa abusiva un film realistico, perché si percepisce un sentore fantomatico, una forza oscura che dilania il suo protagonista.

Ciò è reso visivamente con l’uso intelligente degli strumenti tecnici, come la luce particolare prodotta dai led interni nell’automobile di Checco. Un tocco che ha una doppia valenza: se da un lato serve per caratterizzare il protagonista, dall’altro contribuisce ad esaltare le sue allucinazioni.

Visioni e ossessioni che nascono nella mente di Checco, attraverso l’uso della ketamina, ma che in un certo modo erano già presenti in lui. La droga, dunque, diventa un pretesto per uscire dalla sua quotidianità, conducendo lo spettatore nell’intimità di un personaggio che sente molto vicino.

Un’opera prima coraggiosa

Il film è interamente girato nel taxi di Checco e solo in poche occasioni lo vediamo insieme alla famiglia e mai in un ambiente domestico. La sua casa è l’automobile, dove dà sfogo anche alle sue fantasie erotiche.

L’instancabile lavoratore diventa un fantasma tormentato da se stesso e dall’ossessione per Viola, una giovane che diventa l’unico appiglio nella sua immensa solitudine. La ragazza è reale; però nella mente di Checco diventa un’allucinazione, una visione, che riesce ad essere sia spettrale che erotica. Viola, interpretata da Alba Giaquinto, alimenta quella forza misteriosa che spingerà Checco verso un tragico finale.

Corsa abusiva è un’ottima opera prima, capace di interloquire con più generi, rappresentando una vicenda sempre coerente. Un film coraggioso, con un cast ben assortito, fatto da giovani interpreti e attori già affermati. Un plauso speciale va ad Agostino Chiummariello (Mare Fuori), che riesce magistralmente a dar vita al personaggio dell’avvocato, trovando un perfetto equilibrio tra il grottesco, l’ironia e il cinismo.

  • Il film è una produzione Alchemia Pictures, E.S.T. Economics System And Techniques S.r.l.

Corsa abusiva – Trailer – YouTube

 

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Corsa abusiva

  • Anno: 2022
  • Durata: 93 min.
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Andrea Bifulco