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‘Minsk’ al Festival dei Diritti Umani di Lugano 2022

Minsk di Boris Guts: un film in bilico tra dramma familiare e dramma sociale

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Minsk

Il regista, produttore e sceneggiatore russo Boris Guts, ha convinto il pubblico al Festival dei Diritti Umani di Lugano Edizione 2022 con Minsk, a sua ultima opera dove le ambientazioni fanno da sfondo al tema pregnante dei diritti umani.

Minsk La trama

Pasha e Yulia sono una giovane coppia appena sposata con un mutuo da pagare e tanti sogni nel cassetto. Fra cui quello di costruirsi una famiglia. É il 9 agosto 2020 e Alexander Lukashenko viene eletto per la sesta volta consecutiva. La rivoluzione irrompe nella vita della giovane coppia che dovrà vedersela con la Riot Police Bielorussa, che agisce con metodi ortodossi e violenti.

Sempre in bilico fra dramma familiare e dramma sociale, il film si interroga e ci interroga su uno dei momenti cardine della storia di un popolo. Lo fa con una sceneggiatura lontana da sentimentalismi e da pruderie con una fotografia che riflette e rispecchia il clima di terrore fisico e psicologico che si respira durante quasi tutto il film.

Il cineasta evidenzia da un lato il crollo di una utopia sociale fatta di sogni e speranze e dall’altro l’importanza di ripartire dalla famiglia, proprio come ci viene mostrato nella scena iniziale. Pasha e Yulia attraversano momenti d’amore e momenti di terrore in mezzo a una sommossa che sembra non avere cedimenti o stanchezza. Mentre la politica di repressione rievoca le pagine più oscure del passato.

Minsk e la distribuzione in Russia

Guts non fa sconti e nessuno e mostra i metodi repressivi di Lukashenko fra lo scoppio delle proteste della popolazione. Scale, corridoi, urla, interrogatori per un crescendo di tensione che i due giovani, dopo due coccole sotto le coperte, si trovano a dover affrontare loro malgrado.

Minsk

Minsk – immagine dai materiali stampa

Girato in una unica ripresa dall’inizio alla fine, il film sembra che non verrà distribuito in Russia. Nonostante sia stata chiesta autorizzazione al Ministero della Cultura e questa sia stata concessa. Sono le sale cinematografiche che rifiutano di proiettarlo, ha spiegato il regista in una intervista. E ha aggiunto che probabilmente il certificato per la proiezione è stato rilasciato perché nessuno ha visto il film. Guts ha spiegato anche che per dare corpo e anima ai due personaggi principali della storia, Pasha e Yulia, si è ispirato a se stesso e alla moglie Anastasia.

Come attrice principale ho scelto Nastya Shemyakina, perché anche lei sorride come mia moglie e mi ha ricordato alcune sue particolarità”.

A chi ha chiesto al cineasta cosa volesse dirci con la sua opera, lui ha semplicemente aggiunto che il compito del cinema é quello di porre domande e non di dare risposte.

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