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‘El caso Padilla’, lezione di Storia sotto forma di documentario

Il documentario di Pavel Giroud è un ottimo lavoro che, partendo dall'autocritica di Heberto Padilla, descrive lo stalinismo attuato da Fidel Castro dietro la rivoluzione

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El caso Padilla

Il documentario El caso Padilla (2022) di Pavel Giroud, passato alla 17º edizione della Festa del cinema di Roma, è stata una delle sorprese della kermesse. “Piccola” opera tra le giganti presenti in questa dieci giorni festivalieri, è un bel ripasso di Storia, non soltanto di Cuba.

El caso Padilla, la trama

Nel marzo del 1971 il poeta cubano Heberto Padilla (1932-2000) fu arrestato dalla sicurezza dello Stato con l’accusa di comportamenti controrivoluzionari. Di fronte alle pressioni internazionali, il governo cubano lo ha costretto ad autoaccusarsi  nello stile stalinista.

El caso Padilla

Heberto Padilla. FOTO: FIGA FILM

El caso Padilla, come andrebbe realizzato un documentario

Recuperando, dopo che per cinquant’anni è rimasto secretato, il filmato dell’autocritica di Heberto Padilla di fronte ad alcuni compagni di partito, il regista Pavel Giroud parte da questa dichiarazione per descrivere il falso mito della Rivoluzione cubana, dove la libertà di pensiero è stata pian piano soffocata.

Heberto Padilla è l’esempio perfetto dell’intellettuale che, sperimentata la galera (e molto probabilmente le torture), decide di fare pubblica ammenda, abiurare tutti quei suoi scritti che inveivano contro il Partito di Fidel Castro e la rivoluzione, e chiedere scusa a quelle personalità che si erano già allineate e autosilenziate mentre lui le accusava di lassismo.

Quel filmato è il nucleo, dal quale il regista fa partire le varie parentesi storico-analitiche che riguardano Cuba, ma anche il mondo circostante, per creare un quadro completo dell’epoca storica in cui si sono svolti i fatti.

E se da un lato è un “biopic” su Padilla, dall’altro è anche una cronaca pungente su Fidel Castro e la sua politica. Da militante rivoluzionario che rifiuta il comunismo perché non dissimile dalla dittatura, prediligendo il socialismo, al rapido cambio ideologico che avvenne già nel 1961, quando abbraccia il comunismo russo, che gli offre quel sostentamento dopo che gli Stati Uniti hanno imposto l’embargo.

I filmati propagandistici usati ne El caso Padilla, a volte utilizzati con smaliziata ironia (la visita ufficiale di Castro in URSS, per abbracciare Nikita Krusciov) sono emblematici per decostruire il mito del Lider maximo, e far comprendere che quei decenni (ma ancora oggi) sono stati per molti intellettuali un inferno.

Pavel Giroud costruisce tutto il documentario con il Found Footage d’epoca, senza aggiungerci interventi di superstiti oppure opinionisti. Sarebbero aggiunte inutili, perché il ricco e variegato materiale parla da solo, ma anche dannose, perché un vizio di molti documentari memorialistici è quello del commento “postumo”.

Ne El caso Padilla non serve un contraddittorio, perché la disputa è già all’interno del materiale. L’espiazione di Heberto Pandilla, che parla ininterrottamente per più di due ore, madido di sudore e sfiancato, è una “squallida” indicazione del cedimento di un intellettuale che preferisce non continuare la lotta contro il sopruso, ma accettare in silenzio, e anche prediligere, la prevaricazione del Partito.

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El caso Padilla

  • Anno: 2022
  • Durata: 78 minuti
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Cuba
  • Regia: Pavel Giroud