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Biennale del Cinema di Venezia

Un couple: un grande Wiseman nel riscatto orgoglioso della moglie dell’artista russo

Incanto estatico e meraviglia si sprigionano dall'opera più piccola ma sino ad ora più intensa ed emozionante che scaturisce dai primi giorni di Concorso di Venezia 79. Il ritorno di un autore straordinario, per la prima volta alle prese con un soggetto timidamente narrativo, che estrapola orgoglio e sentimento in una donna di grande spessore morale.

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Una delle sorprese di Venezia 79 non è tanto ritrovare in Concorso il grandissimo documentarista americano novantaduenne Frederick Wiseman, quanto osservarlo affrontare, per la prima volta lungo la sua carriera costellata di lavori straordinari, un lavoro a base narrativa.

Per quanto essa sia costituita semplicemente da un monologo e precisamente quello scritto dalla moglie dello scrittore Tolstoj.

L’orgoglio di una donna stanca di essere considerata un oggetto custodito distrattamente

Il rapporto epistolare che i coniugi Tolstoj erano soliti tenere per mantenere un matrimonio che li vedesse condividere aspetti di vita familiare anche durante le molte assenze dello scrittore, fa emergere, dal lato della moglie Sofia, devota ma anche insofferente al punto da sfoderare tutto il proprio orgoglio di donna insoddisfatta e trascurata, un’ energia che si manifesta nella solitudine a cui appare relegata, in un contesto naturale meraviglioso quanto isolato.

 

Nel manifestare i sentimenti che la animano, Sofia si trasforma poco per volta da essere supplichevole a donna in grado di rivendicare un proprio ruolo di moglie e madre che non può accettare di essere relegata a mero tassello di una vita concepita per contribuire ad assecondare i successi e le soddisfazioni del famoso ed impegnatissimo marito, che la trascura anche nei rari momenti di pausa  dedicandosi ad altre attività del tutto estranee al suo ruolo di marito.

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Un couple – la recensione

Sia che scandagli l’organizzazione della National Gallery o che si perda tra i quartieri di City Hall o tra le stanze della libreria più grande di New York, sia che si soffermi a cogliere i sentimenti contrastanti che animano la mente e l’agire di una moglie devota ma non per questo arrendevole, Wiseman attraversa la narrazione con immagini che hanno reso inimitabile, oltre che mirabile, il suo cinema tutto inquadrature veloci e insieme così precise, mirate, e contemplative.

Il diario-confessione di una moglie piegata da un marito troppo celebre ed assente, passa attraverso l’ambiente in cui la donna manifesta il suo struggimento.

E il parco floreale dell’isola francese di Belle Ile, colta nella fioritura del mese di maggio di un 2021 colpito dalla seconda ondata pandemica, consente al grande regista di cimentarsi in un esperimento narrativo che utilizza gli scritti epistolare di Sofia Tolstoj, rielaborati da Wisemann con l’attrice protagonista Natalie Boutefeu, per ribadire l’importanza di una messa in scena che non sbaglia una inquadratura.

Il grande regista rende solenne da una parte, e al tempo stesso naturale, un percorso sentimentale in cui il paesaggio sublime, selvaggio ed incantevole, si trasforma in un alleato importante per poter superare un dramma interiore. Un amico fedele e  su cui poter contare per trovare le parole più appropriate con cui affrontare un grande uomo di cultura, facendolo finalmente render partecipe e responsabile di un comportamento omissivo certamente non conforme ad un buon padre di famiglia.

il sito della Biennale

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Un couple

  • Anno: 2022
  • Durata: 63
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia/Usa
  • Regia: Frederick Wiseman