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‘Lettera a Franco’ il film di Alejandro Amenábar in uscita con Movies Inspired

Il film, diretto da Alejandro Amenábar, uscirà il 26 maggio 2022 distribuito da Movies Inspired

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Uscirà il 26 maggio il film di Alejandro Amenábar Lettera a Franco. La distribuzione è di Movies Inspired.

La sinossi del film Lettera a Franco

Spagna. Estate 1936. Il famoso scrittore Miguel de Unamuno decide di sostenere pubblicamente la ribellione militare, che promette di portare ordine nella disastrosa situazione del paese. Il governo repubblicano lo rimuove immediatamente dalla carica di rettore dell’Università di Salamanca. Nel frattempo, il generale Franco invia le sue truppe al fronte ribelle, mietendo i primi successi, con la segreta speranza di assumere il pieno comando della guerra.

La deriva sanguinosa del conflitto e l’arresto di alcuni dei suoi compagni fanno sì che Unamuno metta in discussione la sua posizione iniziale e rivaluti i suoi principi.

Quando Franco trasferisce il suo quartier generale a Salamanca e viene nominato capo dello Stato nazionalista, il filosofo si reca al suo palazzo per chiedere clemenza.

La locandina

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Altre informazioni sul film Lettera a Franco

Il film, come detto, è diretto da Alejandro Amenábar. Tra i protagonisti ci sono Karra Elejalde, Eduard Fernández, Santi Prego.

Il film, il cui titolo originale è Mientres dure la guerra, uscirà il 26 maggio grazie a Movies Inspired.

Chi era Miguel de Unamuno

Miguel de Unamuno fu una delle personalità più importanti della letteratura, della cultura e della politica spagnole del XX Secolo. Nacque a Bilbao nel 1864 durante la Guerra Carlista, evento che ebbe un notevole impatto su di lui. Nel 1900, a 36 anni, divenne il rettore più giovane del paese. La sua vita fu segnata da un’intensa attività accademica, politica e creativa, e da un’incessante lotta interiore con sé stesso.

La scelta del regista

«A una prima impressione, mi sembrava che Karra e Unamuno non si assomigliassero né fisicamente, né anagraficamente, né per temperamento. Non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro. Unamuno aveva slanci di passione intensi, come quelli che vediamo nel film, nonostante tutti sostengano che fosse un tipo piuttosto freddo. Karra è l’opposto, un pezzo di pane che abbraccia tutti in continuazione. Ricordo che prima di iniziare il film, per placare i miei dubbi, mi ha detto: ‘Tu dimentichi che sono un attore, ragazzo mio’. Per la maggior parte del tempo, il suo lavoro è stato molto contenuto, quasi minimalista: lasciava che il personaggio mettesse a nudo la sua anima e uscisse fuori solo in determinati momenti. Ha portato tutta la sua umanità ed empatia e, soprattutto, è uno di quegli attori che trasmette un senso di verità assoluta quando parla, qualunque cosa dica. La sceneggiatura contiene vari discorsi, non volevamo che costituissero un limite, rendendo il film troppo forzato o solenne. La sequenza finale prende vita quando Karra parla come se si rivolgesse davvero al pubblico di adesso, a ciascuno di noi. E lo fa in modo apparentemente improvvisato, come faceva Unamuno stesso».

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