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Il cinema di Ina Weisse e gli altri. Musica per anime inquiete

Esce in sala 'L’audizione' di Ina Weisse. Come in altri film si sceglie la musica per raccontare le relazioni umane.

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L'audizione

Dopo la partecipazione al Toronto International film Festival nel 2019 e al Bari Film Festival nel 2020, arriva in sala L’audizione. Prodotto e distribuito da PFA, il film è il risultato di una collaborazione tra Francia e Germania. La regia di Ina Weisse affronta l’esperienza musicale come sfida per superare le difficoltà dell’adolescenza e della vita adulta. L’attrice tedesca Nina Hoss e il giovane esordiente Serafin Mishiev si rivelano interpreti perfetti per questo intento. Un drammatico intreccio di personaggi investiti dall’inquietudine e dal senso di inadeguatezza. Di chiaroscuri e passioni in sordina, per usare il lessico della musica classica.

Il film di Ina Weisse è stato presentato lo scorso 21 Marzo 2022, al Cinema Intrastevere di Roma, e sarà in programmazione nelle sale italiane dal 5 Maggio 2022. Presente in conferenza stampa, oltre a Ina Weisse, Felice Laudadio – ideatore e direttore del Bari Film Festival, che ha dialogato a lungo con l’attrice, sceneggiatrice e regista tedesca e che è stato fra i principali sostenitori dell’uscita del film in Italia.

In questa occasione l’autrice ha parlato al pubblico del suo rapporto con la musica e dell’esperienza di studentessa di violino, condivisa anche con la co-sceneggiatrice del film, Daphne Charizani. Ha raccontato delle difficoltà di convincere i produttori a investire nella storia di un personaggio femminile ricco di sfaccettature e di comportamenti non sempre condivisibili. Infine ha confidato alla stampa le preoccupazioni per un cinema d’autore che trova in Europa sempre meno spazio in sala e che spesso è tagliato fuori dalle scelte delle principali piattaforme digitali e dalle reti televisive.

Nel cast, troviamo Nina Hoss, premiata come migliore attrice nel 2019 al Festival di San Sebastian e allo Stockholm Film Festival. Con lei Simon Abkarian, Jens Albinus, Ilja Monti, Serafin Mishiev.

L’audizione, di cui trovate la recensione completa qui, ci suggerisce una domanda: possiamo collocare questo film in un “filone di cinema” che intorno alla musica costruisce e analizza, passioni, personalità problematiche e protagonisti in preda al disagio esistenziale?

Musica, relazioni complesse e insicurezze. L’audizione offre tante chiavi di lettura

Da spettatori, assistiamo inermi alla disgregazione delle relazioni familiari, dovute in parte all’assenza di dialogo, ma soprattutto causata da personalità ingabbiate nella disciplina. Disciplina e aspettative dei genitori, saranno qui un tema importante… Rapporti personali, aspirazioni professionali, affetti, gelosie. La ricerca di un equilibrio precario mentre tutto sembra travolgere le vite dei personaggi. L’originalità della sceneggiatura pone al centro una protagonista tormentata sotto la sfera personale, professionale, familiare ed emotiva. Eppure il disagio, la sofferenza e le difficoltà hanno spesso avuto un peso fondamentale nel racconto di tanti titoli a tema musicale. Proviamo di seguito ad elencarne qualcuno, dal cinema mainstream a quello indie.

Musica per anime inquiete. Dal cinema mainstream all’ indie

Lezioni di piano. Regia di Jane Campion, 1993

Un dramma sentimentale premiato con la Palma d’oro al 46simo Festival di Cannes. Nel film, che si ispira alle atmosfere descritte nei romanzi delle sorelle Brontie, si raccontano le difficoltà di una madre affetta da mutismo, che giunge dalla Scozia alla Nuova Zelanda per costruirsi una nuova vita. Siamo nell’Ottocento. Sposata per procura con Stewart, un possidente terriero che non conosce, Ada arriverà nel nuovo mondo con la figlia Flora al seguito e il suo pianoforte. Ma lo strumento non è gradito dal suo nuovo marito, che si rifiuta di accoglierlo in casa. Ada, che nel piano trova rifugio e voce per esternare il suo malessere, inizialmente è inconsolabile. Il pianoforte intanto finirà nelle mani e nell’ abitazione di Baines, un uomo bianco vicino alle usanze dei Maori, che le consentirà di suonarlo e di riaverlo in cambio di una relazione. Un ricatto iniziale che diventa invece una grande storia d’amore, vincendo i costumi dell’epoca e le violente gelosie del marito di Ada. La musica in questa storia, divide, crea sgomento, avvicina e infine unisce due persone nonostante grandi avversità.

Whiplash. Regia di Damien Chazelle, 2014

In Whiplash ritroviamo il tema della disciplina. Le aspirazioni di Andrew, un giovane batterista jazz, devono fare i conti con i rigidi metodi didattici del Professor Fletcher, il dispotico insegnate della scuola di musica. Nonostante le continue umiliazioni e lo stress che il maestro impone all’allievo, il ragazzo riuscirà alla fine a trovare fiducia in se stesso, e a riconciliarsi in parte con quel modo di insegnare così intransigente. L’attore statunitense J.K. Simmon, per l’interpretazione del professore, ha ottenuto nel 2015 il Premio Oscar come Miglior attore non protagonista. La musica in questo caso è la cornice perfetta per raccontare l’ambizione umana, la competizione ossessiva, la ricerca di un riconoscimento ad ogni costo. Il rapporto maestro-allievo e il desiderio di un percorso di successo, sono temi centrali. Ci raccontano una passione difficile da sostenere, in un genere musicale esaltato dal tecnicismo e lontano da un approccio distensivo.

La pianista. Regia di Michael Haneke, 2001

Atmosfere inquietanti, relazioni perverse e solitudini. La pianista è tratto dall’omonimo romanzo di Elfriede Jelinek, scrittrice austriaca Premio Nobel per la letteratura nel 2004. Ancora un dramma ambientato in Conservatorio, con l’apparente disciplina musicale che cerca di controllare le pulsioni e le visioni distorte di una protagonista incapace di costruire un rapporto “tradizionale”. L’intelligenza e la carriera concertistica di Erika non possono lasciare spazio ai sentimenti, per incapacità e per paura. L’incontro con un giovane studente e appassionato pianista sembra mettere in discussione lo stile di vita di Erika. Ma la relazione erotica con Walter è insostenibile e non riesce ad andare oltre il rapporto morboso. Per questo film Isabelle Huppert e Benoît Magimel sono stati premiati come migliore attrice e migliore attore a Cannes. Una trama scandalosa, per l’intreccio delle vite di musicisti inquieti e tormentati.

La banda. Regia di Eran Kolirin, 2007

Commedia malinconica e a tratti corale, La Banda ci consente di viaggiare con i musicisti della storia in questo film indie presentato al 60º Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard. Amarezza, senso di colpa, nostalgia per il proprio paese d’origine. La musica che si fonde con il viaggio e tutti suoi insospettabili ed inimmaginabili imprevisti. I musicisti della Banda della Polizia di Alessandria arrivano in Israele per suonare all’ inaugurazione del Nuovo Centro di Cultura Arabo. Non troveranno nessuno ad attenderli all’aeroporto, e si troveranno successivamente in un villaggio sperduto. Saranno ospitati da alcuni abitanti locali, e l’esperienza diventerà un’occasione di confronto.

A contrapporsi, pur uniti nella passione per la musica, due modi di vivere il presente. C’è la visione del severo direttore Tewfiq, che non riesce mai a vedere il buono della vita a causa del suo tragico passato familiare. E poi c’è quella del giovane Khaled, che invece non perde occasione per divertirsi, attratto dal fascino femminile. Gli incontri casuali, non faranno altro che rendere più nette queste divisioni. La musica è ancora contenitore di vite tormentate, di approcci segnati da fallimenti passati e presenti, di occasioni perdute.

La leggenda del pianista sull’oceano. Regia di Giuseppe Tornatore, 1998

Nella fortunata trasposizione cinematografica di Novecento di Alessandro Baricco, Il pianista T.D. Lemon si rifugia nel suo ruolo di musicista fino alla rinuncia più estrema, incapace di affrontare le sfide del futuro. La regia di Giuseppe Tornatore ci consegna in effetti un personaggio da romanzo, che racchiude in sé una grande umanità. La sensazione di inadeguatezza per la vita e il cambiamento in generale sembrano esempi eccellenti di chi, come si direbbe oggi, non ha nessuna intenzione di uscire dalla propria comfort zone. Nel corso della sua lunga carriera a bordo della nave, Lemon, interpretato dall’attore Tim Roth, riuscirà a costruirsi una fama leggendaria, suonando anche con tanti musicisti di successo ospiti delle traversate.

Protagonista di questa vicenda, oltre al jazz, la leggenda di un pianista perennemente in servizio su una nave da crociera. Una nave dove probabilmente il pianista è anche nato, e che rappresenta l’unico universo possibile, nonostante la musica gli offra un futuro ricco di speranze, sulla terraferma. Eppure questo non basterà a convincere Lemon a fare un salto nel buio, andando verso l’ignoto.

Ecco che, ancora una volta, la musica accompagna le inquietudini dei personaggi di un cinema fatto di visioni e di stili molto diversi, che abbiamo provato ad unire con un filo ideale. Scommettiamo di trovare altri titoli in un prossimo futuro, proseguendo con questo filone che abbiamo chiamato, con un po’ di ironia, “Musica per anime inquiete”.

 

 

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