Gigi Proietti. Archeologia della risata è il testo curato da Paola Dei e Franco Mariotti dedicato a Gigi Proietti.
Edito da Sillabe, il libro è disponibile sul sito della casa editrice o nelle principali librerie.
“Nun me fido di chi non sa ride” – Gigi Proietti
Un volto tanto amato dal pubblico sin dai suoi esordi negli anni ‘60, che sapeva trasmettere emozioni solo al suo apparire.
Magistrali le sue interpretazioni in varietà quali Il circolo Pickwick, o ancora A me gli occhi, please o in fiction come il Maresciallo Rocca.
Icona di un’epoca con il suo Mandrake nel film cult Febbre da cavallo.
Gigi Proietti. Archeologia della risata
In questo volume, a cura di Paola Dei, dell’Associazione Culturale Centro Studi di Psicologia dell’Arte e Psicoterapie Espressive APS e Franco Mariotti, sono raccolte le testimonianze di chi lo ha conosciuto e apprezzato; oltre a critici, accademici, estimatori. A corredo dei testi, i disegni realizzati da artisti dell’Associazione ALI.
È un saggio essenziale, oltre che interessante, quello di Archeologia della risata. Essenziale perché fornisce al lettore i titoli di tutte le opere teatrali, televisive e cinematografiche a cui Gigi Proietti ha partecipato. Dai grandi classici, come Febbre da Cavallo di Steno, ai ruoli ne Il Premio di Alessandro Gassman o Pinocchio di Matteo Garrone.
Spesso, con parole semplici, proprio i suoi colleghi, molti dei quali grandi amici come Gassman, danno testimonianza di un uomo e di un attore generoso, sensibile e accogliente.
Ricco di ritratti, tra cui anche uno della stessa Paola Dei, Gigi Proietti. Archeologia della risata, ricostruisce il passato che portò Gigi ad essere Gigi Proietti. Sì, perché dietro le barzellette, gli sketch e le fiction, ci sono stati un lungo studio e una lunga gavetta in cui il nostro Mattatore della risata ha potuto soddisfare il suo interesse per la cultura.
Arrivato negli anni ’60 al teatro di Giancarlo Cobelli, Proietti scoprì la scrittura e Shakespeare. Due passioni che lo avvicinarono al Teatro 101 dove studiò, tra gli altri, Brecht, Moravia, Picasso, Corrado Augias e dove trovò la miccia che accese il suo talento nell’ “incontro” con Petrolini. Una folgorazione che lo incoraggiò nella sua arte e negli quegli aspetti che lo avrebbero reso famoso.
Gigi Proietti. Archeologia della risata : ricordi e pensieri
I ricordi di amici come Alessandro Gassman, che parla dell’usanza di suo padre Vittorio di invitare spesso l’amico Gigi per recitare insieme in un teatro casalingo; le giornate sul set con Vanzina o con Montesano; gli affettuosi pensieri di Pino Quartullo o la poesia di Favino. Tante le parole spese e tanta la commozione.
Tra le tante, la bella storia di Ugo Baistrocchi, sceneggiatore e montatore, sul Jingle interpretato da Proietti ne Il circolo Pickwick (disponibile -e da non perdere- su RaiPlay).
Baistrocchi spiega il personaggio del Jingle, affermando: «Proietti è geniale nella sua interpretazione, in grado di indurre, non solo i personaggi nello sceneggiato ma anche gli spettatori, a vedere come uno straordinario gioco di destrezza un semplice agitarsi di indici». Lo sceneggiato Il circolodel Pickwick è essenziale per conoscere il clima culturale da cui GigiProietti proveniva. Le parole di Baistrocchi sono invece la conferma della capacità con cui il Mattatore ha sempre saputo osservare, studiare e riportare, sul palco o sullo schermo, la quotidianità.