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‘Non mi lasciare’ La conferenza stampa della nuova serie Rai Fiction

In attesa dell'arrivo della prima puntata - in programma lunedì 10 gennaio in prima serata su Rai Uno - ecco il resoconto della conferenza stampa di Non mi lasciare, nuova attesa serie in 8 episodi, targata Rai Fiction.

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non mi lasciare conferenza stampa

Si è tenuta virtualmente la conferenza stampa della nuova serie Non mi lasciare, una coproduzione Rai Fiction e Paypermoon. Presenti all’appello i due protagonisti, Vittoria Puccini e Alessandro Roia, il regista Ciro Visco, i creatori Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, il produttore Mario Mauri e il direttore di Rai Fiction Ivan Carlei.

  • Non mi lasciare andrà in onda dal 10 al 31 gennaio, per 4 serate, su Rai Uno.

Non mi lasciare | La conferenza stampa

Ed è proprio quest’ultimo ad aprire le danze, definendo il progetto «una bella sfida. Visti i numeri sui giornali, il servizio pubblico doveva affrontare il tema. Noi lo facciamo in un modo non violento, ma usando i canali della tensione».

La Ravagli aggiunge che «è una serie diversa, perché tocca un tema importante e universale. L’infanzia rappresenta l’embrione della continuità della specie umana, per questo bisogna proteggerla». Al fine di rendere giustizia a ciò che viene raccontato, gli autori si sono rivolti alla Questura di Venezia e al Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia (CNCPO).

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Come è nato il progetto

Il microfono passa quindi nelle mani di Visco, il regista, che svela cosa l’ha spinto ad appassionarsi al progetto.

Bisogna avere il coraggio anche di sporcarsi le mani. – Ciro Visco

«Il web è qualcosa di positivo, che semplifica la vita. Quando ho improvvisamente scoperto che era come un iceberg, e che sotto la superficie si nascondeva qualcosa, è partita la fascinazione. Non sapevo cosa si potesse celare e per me è stato molto difficile, ho dovuto metterci del coraggio.

Nel momento in cui ho iniziato a vedere i miei protagonisti e gli spazi vuoti venivano riempiti, sentendo il fermento intorno a me, ho preso questo argomento nascosto e gli ho dato luce. Semplificandolo per rendere meglio il messaggio: è importante prestare attenzione».

Ne è nata una favola di speranza. – Ciro Visco

I protagonisti raccontati dal cast

Dal canto suo la Puccini racconta cosa l’ha conquistata del suo personaggio, Elena Zonin: «Elena è determinata, coraggiosa, particolarmente intuitiva, capace di creare empatia con chi ha di fronte, che siano vittime o carnefici. Ma ciò che mi ha fatto innamorare del personaggio sono soprattutto le sue fragilità, le insicurezze, le paure.

Il suo essere umanamente spezzata. C’è un accadimento che riguarda il suo passato che nessuno conosce, né il pubblico né gli altri personaggi, e che le procura un fascino particolare. La rivoluzione sta nel tipo di donna raccontata, con le sue complessità e nella quale qualsiasi donna può facilmente riconoscersi».

Mentre per Roia è stata «la contemporaneità a conquistarmi, l’ho percepito come un valore aggiunto. Essere calato nell’oggi, e andare nelle profondità dell’abisso – appunto nel dark web – lega me al personaggio (Daniele Vianello, ndr.)

In più ho avuto modo di cimentarmi con la parte fisica, per cui mi sono allenato duramente ogni giorno, anche durante le pause della lavorazione».

L’unico posto dove non ho corso è l’acqua. – Alessandro Roia

Non mi lasciare | Il messaggio importante che emerge durante la conferenza stampa

Da genitori, dopo questa esperienza, la preoccupazione per i vostri figli è aumentata?

Vittoria Puccini: «Dopo aver girato la serie e aver conosciuto questo mondo, la mia preoccupazione è aumentata. Penso sia importante conoscere gli strumenti che hanno i ragazzi in più rispetto a noi, perché sono un potenziale incredibile. Internet è pieno di stimoli, ma bisogna saperlo usare in sicurezza.

È importante che il messaggio arrivi ai ragazzi, ma anche ai genitori. – Vittoria Puccini

È stata una serie psicologicamente ed emotivamente difficile, ma stimolante. Noi cerchiamo di insegnare ai nostri figli, ma anche loro ci insegnano tanto tutti i giorni. I ragazzi sono portatori di una verità e di una spontaneità che si tende a dimenticare».

Alessandro Roia: «I miei bambini sono ancora piccoli, ma certamente anche io sono preoccupato. Come dice Vittoria, è importante conoscere e non aver paura di farlo, perché può essere la soluzione a tante situazioni».

La città di Venezia

Quali sono stati un pregio e un limite del girare a Venezia?

VP: «A parte il freddo, è stato un privilegio girare e vivere a Venezia. Poi Ciro ha voluto girare in tutti i sestieri e spero che ciò contribuisca a dare la magia».

AR: «Il limite è che non c’era limite alla bellezza».

Il limite stesso è l’ingordigia. – Ciro Visco

Mario Mauri: «Venezia è decisamente una protagonista, ha un ruolo importante e spero che venga apprezzato. L’ho scelta per una ragione del cuore, che si lega alle origini e a mia madre. E per una ragione della mente, poiché volevo che Non mi lasciare fosse un prodotto internazionale, riconoscibile in tutto il mondo. Venezia è una città unica, ma conosciuta ovunque».

*Foto in evidenza di Jacopo Brogioni.

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