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Scene tratte da “Una Squadra” di Domenico Procacci

Ricordo nostalgico, ironico e umano di un'Italia che non esiste più! In sostanza l'esegesi di campioni del mondo.

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una squadra procacci

Scene tratte da “Una squadra”. Scene tratte da quattro temperamenti

Metti un’idea geniale. Quella nell’esordio di regia di Procacci di rileggere atleti del tennis come attori, vuoi per personalità, psicologia e caratteri antitetici. Metti un originale montaggio, quello di Giogiò Franchini.  E il gioco è fatto. Semplice, no? Da qui esce il ritratto di Una squadra: originale, disorganizzata, comica, scanzonata, quella che arrivò quattro volte in finale alla Coppa Davis.

Questa era la squadra di tennis più pazza del mondo che, d’altro canto, corrispondeva al paese più bello del mondo: l’Italia degli anni ’70, del boom economico, ma anche degli attentati, delle stragi e del terrorismo. Quella stessa Italia piena di contrasti e voglia di vivere che ha vinto la Coppa Davis nel ’76, grazie al “dream team” del mitico Corrado Pietrangeli come capitano e Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli.

Tennis e politica

Dato che la finale della Coppa Davis si doveva giocare a Santiago del Cile, questa scelta divenne caso politico. Fino all’ultimo i giocatori si videro costretti a dover rimandare in quanto non si poteva sostenere il regime di un paese in dittatura. Attraverso uno sport così amato come lo era il tennis all’epoca si sarebbe potuti incappare in pericoli di rapimenti o ritorsioni. Questioni di tennis e questioni politiche, “meglio rinunciare alla Coppa, che avere qualcosa da spartire con il regime di Pinochet”. Questa era una delle linee del tempo. Anche Modugno scrisse sul caso una canzone, L’insalatiera, contro la dittatura e la sterile discesa in campo. Numerose trattative con Andreotti ed altri politici sembrarono inizialmente inutili a sostegno del viaggio e della democrazia. Solo la sagacia e la diplomazia di Pietrangeli riuscì a far rivedere il contrastato rapporto tra Italia e Cile, in un territorio che doveva essere neutro: quello dello sport.

Fantasia tutta italiana: più che tennisti, divi del cinema

Fantasia e creatività italiana note al mondo. Un episodio su tutti: quello delle Superga di Panatta rubate in spogliatoio poco prima della finale. Mandate a prendere da un aereo Alitalia, grazie all’amicizia di Panatta con un negoziante di Roma che, fiero, corse a portarle in aeroporto. Cose assurde, ma in un’epoca dove tutto sembrava possibile, libero, facile ad accadere non imbrigliato in burocrazia timbri, sigilli e controcazzi. Si raccontano anche risse e dissapori, sregolatezza, seduzione e bella vita: in sostanza, l’esegesi di campioni del mondo separati in due coppie nette. Da una parte i viveurs: Panatta e Bertolucci, dall’altra i più seri sposati e morigerati: Barazzutti e Zugarelli.

Panatta: sex symbol dell’epoca

Quando scelgo qualcosa, scelgo di farlo bene. Per questo scelgo: Brut 33“. Chi si ricorda la pubblicità di Panatta in accappatoio, un must della seduzione ante litteram, dell’idea di marketing embrionale, ma efficace? Ecco in questa originale serie tv non solo si ride moltissimo, ma si esplora come prima cosa la nostalgia. Tutti coloro che hanno vissuto gli anni ruggenti per l’Italia e la sua economia, soprattutto paragonandoli ad oggi, si portino fazzolettini per raccogliere le lacrimucce che scenderanno copiose a vedere come ci si è involuti.

Prodotta da Fandango, in uscita su Sky a maggio 2022.

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Scene tratte da "Una Squadra" di Domenico Procacci

  • Anno: 2022
  • Distribuzione: sky
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Domenico Procacci
  • Data di uscita: 11-May-2022