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‘Most Dangerous Game’ su Prime Video, la caccia all’uomo è di nuovo in vendita

Nel film di Phil Abraham, nato dall'adattamento di una serie tv, Liam Hemsworth impersona una disperato che concorda con l'ambiguo Christoph Waltz di diventare la preda umana di una caccia. Poca cattiveria, modesta originalità, molta adrenalina

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Most Dangerous Game, immagine promozionale con Dodge su un terrazzo e un uomo con coltello alle sue spalle

È una serie tv che voleva essere un film. O un film che voleva essere una serie tv. Fate un po’ voi, ma la genesi di Most Dangerous Game è piuttosto singolare. Ad aprile 2020, su Quibi, piattaforma streaming specializzata in serie dalla durata massima di dieci minuti, Most Dangerous Game esordisce col primo di 15 episodi della durata di 7-8 minuti ognuno. Seguono riconoscimenti vari e la decisione di assemblare un film per la regia del veterano Phil Abraham, ora disponibile su Prime Video.

Se il soggetto della caccia all’uomo si predispone, per statuto, a sfornare colpi di scena à gogo, una sorpresa, poi, arriva anche nella vicenda produttiva: Quibi chiude e la compagnia americana che ne acquisisce la library, Roku, rilancia immediatamente l’ipotesi di una serie.

Ci dovrebbe essere, quindi, Most Dangerous Game 2 a episodi, e la notizia è buona sia per chi abbia apprezzato la prima e autoconclusa parte della storia, sia per chi, assuefatto a Squid Game di Netflix, ami i giochi cinematografici di sopravvivenza. Per gioco, allora, aggiorniamo l’incipit: la serie che voleva essere un film e che tornò serie.

La trama e il trailer

Il protagonista di Most Dangerous Game si chiama Dodge (Liam Hemsworth). Curioso che in inglese dodge voglia dire schivare, scansarsi, sfuggire. Perché in questo caso, più che il classico omen nomen, il nome del protagonista è già la sinossi del film: un uomo costretto a scappare. Bello, atletico e di successo, Dodge vede le proprie fortune rovesciarsi per un investimento poco fortunato in un edificio di Detroit, nel quale aveva convinto anche l’amico Looger a capitalizzare. La moglie Val (Sarah Gardon) è incinta e nonostante i due siano partiti dal nulla, indebitandosi in passato fino a 200.000 dollari e riuscendo a risalire la china, questa volta il futuro papà non sa come fare per sbarcare il lunario.

Ma i mali non vengono mai da soli. Dopo una serie di ricorrenti mal di testa, dalle analisi che seguono a un ricovero per svenimento, Dodge scopre di avere un cancro inoperabile al cervello. Nemmeno i soldi per curarsi, avendo rinunciato all’assicurazione medica per stringere la cinghia. Un’infermiera che gli lascia il bigliettino di una compagnia che tratta “assicurazioni per coloro che non possono pagare assicurazioni”, così l’uomo entra in contatto con Miles (Christoph Waltz). Businessman dall’aria polita e dalla supponibile doppiezza, ha perfettamente inteso la situazione di Dodge:

Sei il primo malato terminale che abbiamo trovato che sia in forma abbastanza da poter correre. Sei solo una brava persona con delle pessime carte.

La proposta dell’affabile impresario: se Dodge accetterà di diventare la preda umana per un gruppo di perversi cacciatori nell’arco di 24 ore, la compagnia di Miles accrediterà ogni ora somme crescenti sul conto di famiglia, fino a un totale di 24 milioni di dollari.

Mosst Dangerous Game: Christoph Waltz nei panni dell'ambiguo uomo d'affari Miles

Most Dangerous Game: Christoph Waltz nei panni dell’ambiguo uomo d’affari Miles

Provare (a restar vivi) per credere. Poche regole, un tubetto di antidolorifici e un cellulare, col quale controllare gli accrediti e dal quale essere tracciato. Get rich or die tryin’: che la caccia abbia inizio.

Un’idea seriale di killing

L’idea, un po’ sadica, della preda umana nel contesto di un killing game organizzato è stata già sviluppata nella narrazione cinematografica: in salse diverse, che inevitabilmente virano al rosso sangue. Non è raro che alla macchina della violenza si sovrapponga il voyeurismo che trasforma la caccia in show: è il caso recente della saga di Hunger Games con Jennifer Lawrence, ma anche di precedenti come L’implacabile (1987) con Arnold Schwarzenegger o Contenders – Serie 7 (2001) di Daniel Minahan. Qualcosa del genere succede anche in Rollerball (1975) di Norman Jewison, in cui emerge un altro aspetto caratteristico del filone: l’idea di concedere uno sfogo aggressivo ma controllato per contenere gli impulsi alla ferocia della comunità. Nello stile, a ben vedere, recentemente praticato da La notte del giudizio e relativi sequel.

La notte del giudizio: un giovane al centro, circondato da persone mascherate

La notte del giudizio (The Purge, 2013, di James Monaco): un’immagine dal film

Né mancano antenati, persino omonimi (Most Dangerous Game del 1932, di Irving Pichel e Ernest B. Schoedsack) o italiani (Ti ho cercata in tutti i necrologi, 2013, con Giancarlo Giannini; La decima vittima, 1965, di Elio Petri). Come inquadrare, allora, Most Dangerous Game di Phil Abraham se il sentiero della battuta di caccia umana è stato già così spesso battuto?

Cacciati e cacciatori

Nel film di Phil Abraham la “salsa” è quella del desperate man, con nulla da perdere a causa della malattia mortale e disposto a tutto per assicurare un futuro alla propria famiglia. Non sarebbe, tuttavia, uno spunto attivabile se al profilo del cacciato non si aggiungesse l’identikit specifico dei cacciatori: uomini e donne danarosi, annoiati, in cerca di esperienze forti, anche morbose. Quanto suona bene raccontato in punta al sorrisino untuoso di Waltz, quando Miles lo spiega a Dodge:

La maggior parte di questi cacciatori ha già ottenuto tutto ciò che la vita può offrire. Lanciamo loro una sfida (…) Soddisfiamo la loro necessità di competere.

Se l’idea di costringere un disperato a un’impresa mortale non suppone chissà quale finezza psicologica, è però interessante rilevare come sempre più spesso, nel corso del gioco, l’uomo d’affari tenga a rimarcare un ulteriore risvolto. La sua compagnia riaccende anche per l’uomo alla canna del gas il desiderio di vivere, gli inietta l’adrenalina della lotta, ne riqualifica la stessa esistenza con un’esperienza eccitante: “cacciamo esseri umani disperati, senza un barlume di speranza. Offriamo ottimismo”.

Dodge (Liam Hemsworth) punta la pistola

Dodge (Liam Hemwsorth), già ammaccato durante la caccia, punta la pistola

È come se avessero sdoppiato in cacciato e cacciatore il Michael Douglas di The Game (1997) di David Fincher: povero disperato, ricco annoiato. E analisi drammaturgiche a parte, certo in Most Dangerous Game non ci si annoia.

Come uscire vivi dal film

Questa la chiave del film: gli spettatori dello show non sono personaggi della storia, bensì siamo noi. Most Dangerous Game sa bene di essere follemente improbabile e di offrire null’altro che la sua “esperienza eccitante”. Senza troppe complicazioni psicologiche, che stavano invece bene a Fincher. Tanto è vero che, sadicamente, chi guarda il film spera che passino velocemente le scene di piagnisteo di Dodge, tipo “sono malato e al verde”. Meglio le scene di caccia. Che poi arrivano, e provano a rilanciarsi con cambi di location – treno, stadio, chiesa, battello, ecc. – come fossero scenari di un videogame.

Most Dangerous Game: Dodge sotto attacco dietro un vetro

Most Dangerous Game: Dodge sotto attacco dietro un vetro

Non c’è nulla da lamentare, pertanto, né sull’idea poco innovativa, né sulla totale piattezza drammatica. Anzi. Pensando al precedente forse per eccellenza, il nipponico Battle Royal (2000, di Kinji Fukasaku), dispiace semmai che non se ne abbia la stessa crudeltà. Personaggi come l’elegante hunter che si aggiusta il ciuffo ingellato (Aaron Poole) o l’amico di Dodge fuoriuscito da un buddy movie (Zach Cherry), fanno capire che Most Dangerous Game manca della spietatezza che avrebbe incattivito il soggetto e reso disturbante la storia. Ma compriamo lo stesso. Solo se vende Christoph Waltz – non a caso, plausibile protagonista della serie bis – e se la regola del gioco è chiara: adrenalina, e nulla più.

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Most Dangerous Game

  • Anno: 2020
  • Durata: 127'
  • Distribuzione: Prime Video
  • Genere: Azione
  • Nazionalita: Stati Uniti
  • Regia: Phil Abraham
  • Data di uscita: 01-October-2021