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FESTIVAL DI CINEMA

‘Bliss’ (Glück) l’amore al femminile di Henrika Kull

Una storia d'emancipazione ancora prima di una storia d'amore è quella presentata dalla tedesca Henrika Kull nel film oggi in programma alla Berlinale Summer Special

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Debutta il Summer Special del Festival di Berlino e iniziano a conoscersi i primi titoli. Da oggi in programma Bliss (Glück) , il film di Henrika Kull.

Bliss (Glück): di cosa parla

Maria, un’italiana sui vent’anni,  sicura di sé, è nuova nel bordello di Berlino dove Sascha lavora da molto tempo. Con i suoi tatuaggi, i suoi piercing e la sua inclinazione a scrivere poesie  durante le pause, è molto diversa dalle altre. Le due donne, però, sono immediatamente attratte tra loro. Maria tiene i suoi soldi in un armadietto della biblioteca statale di Berlino. Sascha ha un figlio di 11 anni che vive con suo padre. Quando porta Maria a una festa di paese e la presenta come sua nuova ragazza, Sascha sfoggia i modi assertivi e anticonformisti della città. Per la prima volta cerca di essere fedele a ciò che è veramente.

Bliss (Glück) è il secondo lungometraggio di Henrika Kull

Girato con precisione e leggerezza di tocco, il secondo lungometraggio di Henrika Kull racconta una storia d’amore ambientata in un luogo dove il corpo femminile è una merce. E ritrae due carismatiche lavoratrici del sesso che riescono ad affascinare lo spettatore tanto quanto tutti quelli che le circondano.

La regista tedesca Henrika Kull è esplosa dopo il suo esordio con Jibril, presentato in anteprima mondiale alla Berlinale nel 2018. Ora è tornata nella stessa sezione con Bliss, la storia di un  incontro improbabile e dell’amore  tra due prostitute. Alla fine si può considerare un dramma mirabilmente autentico che tratta di identità e autodeterminazione, del fatto di essere padroni della propria anima e del proprio corpo, e della ricerca della felicità.

La regia e le riprese

La Kull ha girato Bliss (Glück) in un bordello vero, con prostitute vere; il che conferisce al film un’ammirevole autenticità. Il luogo è, infatti, percepito quasi come un rifugio rispetto al mondo esterno, un posto dove le donne possono essere ciò che scelgono di essere. Centrale è la questione dell’empowerment. E questo permette a ogni segmento del film di essere interpretato su più livelli. Ma Kull fa comunque del suo meglio per presentare il tutto in modo onesto e diretto.

Bliss (Glück) è prodotto dalla tedesca Flare Film Production, in coproduzione con ZDF; Reel Suspects detiene i diritti internazionali.

Com’è nato Bliss (Glück): le dichiarazioni

Ecco cosa ha detto la regista in merito alla decisione di rappresentare questa storia:

La nostalgia e la corporeità, ma anche i luoghi di esperienze sociali di confine e di stigmatizzazione sono temi che mi hanno sempre affascinato. La ricerca mi ha portato per la prima volta in un bordello nel 2010. Volevo scoprire come funziona questo posto: Come affronterebbero le donne lì la loro femminilità, come si comporterebbero tra di loro, ma anche con i loro clienti?

Chi è Henrika Kull

Nata nel sud della Germania nel 1984, ha studiato sociologia a Colonia. Dopo aver scritto la sua tesi di diploma sulla sociologia del cinema, nel 2012 si è laureata in produzione cinematografica. Nel 2014, ha iniziato a studiare regia all’Università del Cinema Babelsberg Konrad Wolf sotto la guida di Barbara Albert, per la quale è stata anche assistente. Il suo lungometraggio d’esordio, Jibril, è stato presentato in anteprima al Panorama 2018 e ha vinto diversi premi, tra cui lo Studio Hamburg Newcomer Award per il miglior film. È stata membro della giuria del premio Heiner Carow durante la Berlinale 2019.

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Il Summer Special del festival di Berlino si terrà a giugno

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