fbpx
Connect with us

Latest News

Seven Souls in the Skull Castle: su Netflix i sette samurai del teatro nipponico

Netflix dona ai suoi abbonati il capolavoro del drammaturgo e fumettista Kazuki Nakashima ambientato nel Giappone feudale

Pubblicato

il

Su Netflix sono appena sbarcati tre dei cinque allestimenti “stagionali” di Seven Souls in the Skull Castle, spettacolo teatrale giapponese unico. Si tratta di un racconto epico di samurai sceneggiato dal drammaturgo, sceneggiatore e mangaka Kazuki Nakashima, famoso in Occidente come autore di fumetti e anime, da Kill la Kill a Promare a Gurren Lagann fino a Batman Ninja. Quella approdata su Netflix è una delle produzioni più emozionanti, memorabili e “diverse” che ci è capitato di vedere di questi tempi, nonché la manifestazione dello stadio più avanzato dell’evoluzione del teatro grazie al supporto della tecnologia.

Cos’è Seven Souls in the Skull Castle

Mix di tradizione nipponica e cultura pop contemporanea, Seven Souls in the Skull Castle è ambientata nel Giappone feudale del 1590 nella regione del Kanto. Qui un signore della guerra folle si oppone ai tentativi di unificazione del paese e viene ostacolato da due vecchi compagni di battaglia. A rendere unica quest’opera teatrale non è solo un copione accattivante e “flessibile”, ma anche e soprattutto il palco rotante a 360° che ospita l’azione. Senza la tecnologia Seven Souls in the Skull Castle sarebbe stato impensabile.

Tutto si svolge intorno all’IHI Stage Around Tokyo, un’enorme struttura circolare che gira attorno al pubblico (la platea si trova al centro) suddivisa in una mezza dozzina di set sormontati da enormi schermi per la proiezione dello sfondo. Con un tapis roulant che simula la corsa dei personaggi, un impianto acustico avvolgente che immerge totalmente lo spettatore nell’azione ed effetti speciali visivi impressionanti. Di recente il pubblico ha pure potuto sperimentare la versione in realtà aumentata grazie all’ausilio di smart glasses con i quali gli spettatori stranieri possono anche avvalersi della traduzioni in sottotitoli.

La decisione di filmare Seven Souls in the Skull Castle

La brillante idea del canale giapponese Tbs di filmare gli spettacoli e trasformarli in veri e propri film si rifà al National Theatre. L’iniziativa britannica di filmare le play del West End londinese. Ciò ha permesso ad allestimenti come il Frankenstein di Danny Boyle di essere visti dal vasto pubblico. Seven Souls fa parte del glorioso teatro giapponese: anche in Italia sono giunte compagnie che hanno introdotto il pubblico alle sue declinazioni più suggestive come ilteatro Noh o il Kabuki. In molti meno hanno avuto, invece, la fortuna di vivere l’esperienza del Takarazuka, gli allestimenti con cast totalmente femminili come la celebre versione teatrale di Versailles no bara (il cartone di Lady Oscar).

La trama di Seven Souls in the Skull Castle

Seven Souls in the Skull Castle (ovvero “Sette anime nel castello del teschio”, in originale Dokurojo no Shichinin) è come accennato, ambientata alle fine del XVI secolo, l’anno 18 dell’era Tensho.

Il signore feudale Nobunaga (figura realmente esistita che ispira anche la versione di Joker del film animato della Warner Batman Ninja, sempre firmato da Nakashima) è perito cercando di unificare il paese. Un nuovo tentativo viene fatto da un altro daimyo, Hideyoshi Toyotomi. Questi sta marciando verso il Kanto con un esercito di duecentomila uomini. Il diabolico Tenmao, ex generale di Nobunaga che ha perso la ragione dopo la morte del suo signore, vive asserragliato nell’oscuro Castello del Teschio e ha la fama di essere invincibile come il demonio. Merito di un’armatura impenetrabile, forgiata dagli occidentali. Tenmao si oppone all’unificazione e ha bisogno di un generale eccezionale per respingerla. Questi è Ranmaru, nobile e silenzioso samurai che vive sotto il falso nome di Ranbei proteggendo un villaggio di geishe che è anche il rifugio dei ribelli e dell’ultimo arrivato, il misterioso abilissimo spadaccino Sutenosuke, il terzo generale di Nobunaga.

Seven Souls in the skull castle

Il cast

L’allestimento “regolare” di Seven Souls del 2011 annoverava nei panni di uno dei tre protagonisti Shun Oguri (Sutenosuke) di Godzilla vs Kong (qui per il trailer), celeberrimo attore giapponese visto in numerose trasposizioni live action di manga. Poi il ballerino Mirai Moriyama (Tenmao) e Taichi Saotome (Ranbei), altro attore noto per i ruoli in trasposizioni di manga.

Questa versione di Seven Souls ha una durata di tre ore. Qui il trio, e il resto della compagnia (50 membri circa), offrono uno spettacolo inedito. Esso unisce una messa in scena monumentale con un profluvio di effetti visivi. Le proiezioni dello schermo che offre profondità e l’impressione di infiniti panorami. E sonori sensazionali, sequenze di azioni maestose dalle coreografie marziali complicatissime. Tra furibondi scontri di massa a sofisticati duelli e un copione di grande respiro che oscilla tra dramma e commedia. Tra epica tradizionale e pastiche ipercitazionista. Il risultato è un’opera teatrale seminale, il Sette Samurai del teatro nipponico.

Registrati per ricevere la nostra Newsletter con tutti gli aggiornamenti dall'industria del cinema e dell'audiovisivo.