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La sentinella film Netflix recensione cast e trailer

Il trauma della guerra e i rapporti familiari nella vita di una soldata spinta al limite

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La sentinella

La sentinella (film su Netflix uscito a Marzo 2021) parla di Klara e della sua vendetta nei confronti degli stupratori di sua sorella.

Klara (nel film La sentinella) è una soldata dei corpi speciali dell’esercito francese in missione in Medioriente.

Prende parte a un’operazione che si conclude tragicamente davanti ai suoi occhi e che costa la vita di un innocente ragazzino. Rimpatriata in Francia a causa del trauma vissuto viene inserita nell’Opération Sentinelle,  nel corpo di vigilanza antiterrorismo.

Il film La sentinella é ambientato a Nizza.

Siamo a Nizza, dove risiede la sua famiglia, e a lei non va per niente di fare la sentinella tra i benestanti quartieri della città.

La sorella è vittima di uno stupro e finisce in coma. Da quel momento Klara usa tutte le abilità e i poteri che addestramento e divisa le hanno conferito per scoprire i responsabili e farsi giustizia con le proprie mani.

La sentinella

Klara (Olga Kurylenko) e la sorella Tania (Marilyn Lima)

L’antefatto, girato in Marocco ma ambientato in un generico Medioriente, ci fornisce già il primo dei numerosi stereotipi presenti nel film, quello più odioso. Ci vuole far intendere che lì i padri, in nome di Allah e della libertà, vestano i figli col giubbotto esplosivo.

Dopo i primi sette minuti di film in cui assistiamo alla ormai abusata rappresentazione della guerra in formato videogame sparatutto, con tanto di corridoi bui di edifici distrutti in cui un sole polveroso filtra dai buchi fatti dalle granate, ci ritroviamo in una pulita Nizza la cui tranquillità è minacciata dai cattivi terroristi. Che non sono i cattivi del film. No. Questi arrivano più tardi, forse troppo tardi, e sono nientemeno che i cattivi russi, un rampollo dell’oligarchia e suo papà. E fin quando non entrano in scena loro, noi ci giriamo i pollici, mentre la sentinella Klara, interpretata dalla più bella che brava (in questo film, almeno) Olga Kurylenko (La corrispondenza, Oblivion), cerca di superare la sua stessa noia e il trauma di guerra un po’ con l’aiuto dei medici, un po’ a modo suo.

Ora ditemi: perché? Perché a una traumatizzata, in cura dagli stessi medici dell’esercito che la imbottiscono di psicofarmaci (un potente oppiaceo per l’emicrania, ansiolitici e betabloccanti), mettano in mano un fucile d’assalto e la mandano di ronda per le strade di Nizza? Perché una che dovrebbe rimanere in casa catatonica già per i farmaci che prende sente invece la necessità di assumere altre droghe pesanti (ossicodone e codeina) che si procura al mercato nero per sopportare lo svilimento del suo ruolo, da dura nei teatri di guerra a quello di sentinella in una città agiata? Forse per poter sopportare il peso di una vita normale e andare in modalità cool in discoteca con la sorella?

Ecco il trailer del film La Sentinella

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Droghe e psicofarmaci sono elementi che spesso accompagnano i personaggi che in certe storie percorrono le vie dell’inferno, ma qui ho l’impressione che gli autori del testo (lo stesso regista Julien Leclercq insieme a Matthieu Serveau) abbiano un po’ esagerato con le dosi. Non c’è a mio avviso una causa plausibile che giustifichi la discesa di Klara agli inferi.§

A meno che non fosse intenzione degli autori quella di giustificare la risposta sproporzionata al problema innescato nell’incidente scatenante. Infatti, per quanto la violenza su un familiare possa generare sentimenti di vendetta, intraprendere un percorso di una giustizia fai da te armata come una Rambo non è la prima delle opzioni disponibili per una francese di buona educazione.

E non mi convince neanche l’applicazione a questo film di una questione assai importante nella vita reale. E cioè quella che oggi, purtroppo, le donne che subiscono violenza sessuale rischiano un’ulteriore violenza altrettanto grave ad opera dello stesso sistema giudiziario che dovrebbe proteggerle e renderle giustizia, un sistema ancora calibrato sotto l’influenza malevola del pregiudizio di genere. Per non parlare del linciaggio morale dei perbenisti di turno. Ed è questa paura a spingere la sorella Tania a non voler denunciare lo stupro. Sarebbe questo il buon motivo per Klara di farsi giustizia da sola.

Fatto sta che, dopo una detection breve e sommaria, la nostra eroina arriva ai responsabili e può finalmente sfogare il suo odio. E se non ci riesce una prima volta può sempre riprovarci fino ad arrivare a Dubai travestita da odalisca.

§
La sentinella

La sentinella – Klara (Olga Kurylenko)

Come ho fatto intendere prima, la struttura narrativa de La sentinella è un po’ decentrata. Il momento della storia in cui sono chiari missione, obiettivi e ruoli dei personaggi arriva troppo tardi. Ciò impedisce uno sviluppo del corpo centrale della storia che rimane quindi povero o del tutto privo di elementi di grande attrazione. E lascia nel primo atto il tempo di annoiarsi. Ma anche nel resto del film non sono presenti picchi di climax degni di questo nome.

La sentinella è l’ottavo lungometraggio di Julien Leclercq. I suoi film nel complesso non raggiungono la sufficienza secondo il giudizio degli utenti in rete. Per quanto in questo film la messa in scena sia accurata, la rappresentazione dei fatti ha sempre un non so che di superficiale, rozzamente meccanicistico e spesso implausibile. L’occasionale mancato rispetto di alcune regole che tradizione e senso comune includono in quella che è riconosciuta come grammatica della regia cinematografica, non aggiunge valore al linguaggio usato, ma svelano forse soltanto un desiderio di modernità e distinzione, cruccio inutile di molti registi.

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La sentinella

  • Anno: 2021
  • Durata: 80'
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: Action Thriller Drama
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Julien Leclercq
  • Data di uscita: 05-March-2021