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Prime Video Film

SOUND OF METAL

Sound of Metal, esordio alla regia di Darius Marder disponibile su Prime Video, affronta il dramma di un batterista alle prese con la perdita dell'udito che dopo essere stato allontanato dalla musica e dall'amore tenta di ritornare alla vita.

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Sound of Metal di Darius Marder

Sound of Metal è l’esordio alla regia di Darius Marder, presentato al Toronto Film Festival del 2019 e uscito nel mese di dicembre 2020 su Prime Video. Basato sulle esperienze personali del co-sceneggiatore Derek Cianfrance, batterista affetto da acufene, oltre al dramma del musicista esplora le sottigliezze della perdita dell’udito. Riz Ahmed, Olivia Cooke e Paul Raci interpretano i tre personaggi principali.

Trama di Sound of Metal

Ruben è un batterista che insieme alla fidanzata Lou forma il duo Blackgammon. La coppia vive insieme in un camper e viaggia attraverso l’America impegnata in un tour che tocca vari club in località diverse. Un giorno, proprio poco prima di un concerto, Ruben si accorge di sentire un persistente ronzio alle orecchie che nel giro di poco tempo lo rende quasi totalmente sordo. Preso dallo sconforto e dalla rabbia, non può far altro che entrare in una comunità per persone sorde. Grazie al soggiorno in quella struttura arriva ad accettare la propria sordità ma non perde la speranza di riacquistare l’udito e ritornare insieme alla fidanzata. L’operazione che lo fornirebbe di un impianto acustico però ha un costo elevato, non solo monetario.

Sul sentiero della morte verso una nuova vita

Quel “I’m deaf” che pronuncia Ruben dopo aver perso l’udito, prima urlandolo rabbiosamente poi ripetendolo in seguito, suona mestamente simile a “I’m dead”. “Sono morto”. Ed effettivamente è come morire, per una persona la cui vita gravita totalmente attorno alla musica. Ruben e Lou, una coppia di musicisti in viaggio perpetuo tra un locale e l’altro, sembrano non avere niente al di fuori del duo musicale, del loro camper e del loro amore. Del passato ci viene rivelato poco di concreto ma grazie ai dettagli dei corpi, degli sguardi e di fugaci parole intuiamo il percorso arduo e tormentato che hanno affrontato e che li ha portati ad un presente che si regge delicatamente sulla loro simbiosi.

Sound of Metal di Darius Marder

D’un tratto poi, poco prima di una esibizione, ecco che si presenta il ronzio che lo porta nel giro di poco tempo ad una, parziale e quasi totale in seguito, sordità. Una beffa del destino dall’afflato mitopoietico che sconvolge rapidamente il suo mondo. Un mondo fatto inevitabilmente di suoni, in cui il suono stesso era arrivato a rappresentare e concretare la sua esistenza. Nel momento in cui si trova sostanzialmente costretto ad entrare in una comunità per persone sorde deve separarsi, momentaneamente ma indefinitamente, dalla compagna, poiché gli viene richiesto di isolarsi dal mondo esterno. Anche la propria relazione sembra dunque scivolare via, aggrappata alla fatua promessa di un ricongiungimento futuro.

Il percorso di riadattamento e la tentazione

Privato della musica e dell’amore, i due elementi attorno a cui era intessuta la sua esistenza, il percorso che viene compiuto da Ruben è quello di una morte e di una nuova vita. Un cammino che ha luogo nella comunità in cui alloggia e che obbliga il protagonista ad un riadattamento cognitivo e comunicativo, oltre che sensoriale. Al suo arrivo infatti non è coinvolto solo il sentire ma anche la vista, in quanto tutti gli altri comunicano tramite il linguaggio dei segni che lui non conosce, rendendolo incapace di comprendere anche tramite il canale visivo. Un vero e proprio processo di sviluppo che lo riporta alla figura di bambino, aiutato da Joe che gli fa da mentore.

Ma come e ancor più che ad Orfeo, definito proprio tramite la musica e l’amore, a Ruben viene richiesto un prezzo elevato. Non voltarsi indietro. Non guardare al passato, non reclamare la vita di un tempo imparando ad accettare la nuova condizione senza considerarla incompleta, inferiore e come un qualcosa da “riparare”. È proprio su questo aspetto che si concentra maggiormente il racconto, sulla tendenza umana ad affrontare il dramma come un ostacolo e un danno da aggiustare, mentre spesso la deviazione e l’imprevisto portano semplicemente ad un nuovo percorso dalla inalterata dignità. Un processo che nel film viene sviluppato e sintetizzato in modo non del tutto compiuto, denotando una certa approssimazione nel darlo quasi per scontato e nel tratteggiarlo in modo unilaterale.

Sound of Metal di Darius Marder

Suono e corpo come principali mezzi espressivi

La deflagrazione sonora dell’incipit, che si manifesta dinamicamente nel concerto del prologo e nel campionario dei suoni del quotidiano nella scena iniziale nel camper, si contrappone al silenzio totale e alla stasi del finale. Il suono dunque si rivela protagonista non solo dell’intreccio narrativo ma anche del percorso filmico. Sensazione accentuata dall’alternanza tra sonoro oggettivo e quello ovattato, metallico o nullo udito da Ruben. Una scelta che riconduce al piano puramente soggettivo legando lo spettatore al personaggio e alla propria percezione, in aggiunta all’utilizzo della macchina a mano. L’utilizzo del suono va ad imprimere valenza espressiva, persino più di immagini e racconto.

Sound of Metal si sviluppa per sottrazione in una sorta di anastrofe narrativa, aprendosi con il concerto in funzione quasi rituale, un evento dalla parvenza psichedelica e visivamente contrastata. Il punto di svolta narrativo ed emotivo si esaurisce rapidamente e precocemente, portando poi il racconto ad un prosieguo laconico. Oltre a seguire intimamente Ruben, mostra uno sguardo quasi documentaristico sulla comunità per persone sorde, per la quale sono stati scelti attori non professionisti che ne fanno realmente parte. Per lo stesso motivo Joe, mentore del protagonista, è interpretato brillantemente da Paul Raci, figlio di genitori sordi e dunque conoscitore del linguaggio dei segni.

Sono proprio i gesti e i corpi a diventare mezzi espressivi di primo rilievo insieme al suono. Non solo per quell’aspetto ma anche per come i corpi di Ruben e Lou raccontano il loro presente e passato, offrendosi come tele loquaci e descrittive, e per i cambiamenti che il protagonista subisce non quando diventa sordo ma quando decide di ricorrere all’intervento chirurgico. È nel momento in cui non accetta la propria condizione che il suo corpo muta. Fisicità ben trasmessa da Riz Ahmed, che per il ruolo ha imparato a suonare la batteria e il linguaggio dei segni e che tramite il corpo e lo sguardo, ora impaurito ora rabbioso, comunica ottimamente l’evoluzione e il turbamento del personaggio.

Trailer di Sound of Metal

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Sound of Metal

  • Anno: 2019
  • Durata: 120'
  • Distribuzione: Amazon Prime Video
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Darius Marder
  • Data di uscita: 04-December-2020