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Approfondimenti

UN VIAGGIO TRA I FILM SULL’ARTE DISPONIBILI SU NETFLIX

5 pellicole dedicate ad artisti piú o meno famosi da vedere su Netflix. I singoli registi non solo presentano le insolite vite degli artisti protagonisti, ma scavano nel più profondo: nella loro storia personale ed artistica.

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La piattaforma di streaming a pagamento Netflix propone al suo interno alcune pellicole che gli appassionati d’arte e fotografia non possono assolutamente lasciarsi sfuggire e, per lo più, possono comodamente visionare da casa in tutta tranquillità. Segnaliamo: La Lotta Di Lister, Struggle: la vita e l’arte di Szukalski, La Scala Celeste: l’arte di Cai Guo-Quiang, The B-Side: Elsa Dorfman’s Portrait Photography. Laert-se. Tra curiosità, ricordi ed emozioni, i singoli registi non solo presentano le insolite vite degli artisti protagonisti, ma scavano nel più profondo: nella loro storia personale ed artistica.

 

LA LOTTA DI LISTER (2017)

La lotta di Lister (Have you seen the Listers? il titolo originale) è il documentario distribuito da Netflix e diretto da Eddie Martin. Ripercorre il percorso artistico dell’australiano Anthony Lister, esplorando, innanzitutto, la persona e i suoi conflitti interiori.

Lister nasce nel sobborgo di Keperra e cresce insieme alla madre, dal momento che il padre abbandona il nucleo familiare quando lui ha appena 6 anni. È la nonna, una pittrice amatoriale, che gli trasmette la passione per l’arte. Sin dalla gioventù, dimostra di avere uno spirito ribelle: fa largo utilizzo di acidi, cocaina e metanfetamine.

Il regista sviscera soprattutto l’amore, alquanto complicato, per Anika: un rapporto fatto di incomunicabilità; lo stesso vale per quello coi suoi tre figli. Probabilmente tutto ciò si deve ai retaggi del padre, alla sua assenza fisica e, soprattutto, emotiva.

L’altro punto affrontato da Eddie all’interno del lungometraggio, non meno importante, è la bassa tolleranza esistente in Australia nei confronti degli artisti di strada. Si ritrova, difatti, a fronteggiare una causa per vandalismo, dopo aver dipinto il muro di un palazzo a Brisbane.

Ovviamente, il regista lascia intravedere anche le opere del protagonista. <<La prima regola della pittura è quella di portare ognuno fuori dall’equazione>> è la convinzione personale di Lister. Anthony prova ad uscire fuori da ogni regola accademica pittorica, proprio grazie all’utilizzo di spray e tempere aciliche.

Il regista ha il grande merito di ricostruire la vita emotiva di questo personaggio bizzarro, servendosi tra l’altro dell’accurato montaggio di Johanna Scott, che ha inserito dei videoclip amatoriali dello stesso artista.

STRUGGLE: LA VITA E L’ARTE (2018)

Diretto da Leonardo DiCaprio, Struggle è il documentario riguardante lo scultore polacco Stanislav Szukalski, visionario ed eccentrico. Alcuni artisti statunitensi, tra cui dei fumettisti underground, s’imbattono nel suo lavoro creativo, che ha il grande merito di anticipare di gran lunga i tempi, dal momento che le sue opere risalgono appena agli anni Venti e Trenta del Novecento.

Nel 1968,  Glenn Bray, il collezionista di pop art appassionato di surrealismo trova per caso un libro dove sono raffigurate le creazioni di Szukalski: lo mostra i suoi amici, pur non conoscendolo affatto. Un giorno, all’interno di una libreria, riconosce appesa un’opera dell’artista. domanda pertanto informazioni alla libraia che gli conferma l’autore. L’uomo non può credere alle sue orecchie: Szukalski le ha regalato personalmente quella sorta di poster raffigurante Copernico, e per di più, abita nelle sue vicinanze. Gli consiglia di contattarlo personalmente, attraverso il numero telefonico.

L’artista viene dipinto come un uomo eccentrico, buffo, mistico, arrogante, pieno di pregiudizi. Tra aneddoti e filmati con l’artista come protagonista, DiCaprio ha costruito un documentario interessante  su questa figura geniale, ossessionato dal linguaggio, particolarmente infantile. Viene definito “il Michelangelo del XX secolo“. E’ toccante, in particolare, il racconto sull’acquisizione delle conoscenze di anatomia: dopo un incidente in cui il padre viene investito per strada, Szukalski chiede all’obitorio di sezionarlo per poter disegnarlo.

LA SCALA CELESTE: L’ARTE DI CAI GUO-QUIANH (2016)

La scala celeste: L’arte di Cai Guo-Qiang è un film documentario del 2016 diretto da Kevin Macdonald con Ian Buruma e Guo-Qiang Cai. Esso esplora soprattutto  l’arte pirotecnica dell’artista. La moglie afferma che la riuscita delle sue opere era divenuta, all’inizio, una vera e propria ossessione per l’uomo. Possiamo poi ammirare l’opera “La Nona Onda”, così come i suoi ultimi lavori dove Cai Guo-Qiang pone grande attenzione verso l’ambiente. Sono delle opere dal grande valore morale, in funzione della società cinese.

Tra mille colori, intrecci e forme, il regista ricostruisce con immensa delicatezza il mondo affascinante dell’artista, servendosi spesso di panoramiche dove si scorge la città sullo sfondo. Esse sono sapientemente alternate agli interventi degli intervistati-testimoni.

THE B-SIDE: ELSA DORFMAN’S PORTRAIT PHOTOGRAPHY (2016)

La fotografa Elsa Dorfman, oramai ultrasettantenne in pensione, apre i suoi archivi e i suoi ricordi personali. Si tratta di un film diretto da Errol Morris.  Viene presentata come una professionista di nicchia, una pioniera della fotografia mondiale: fotografa, difatti, servendosi di Polaroid in grandi formati 20×24.  Mostra dapprima i suoi primissimi scatti in bianco e nero. Ha fotografato per 15 anni in biianco e nero. Mostra poi la rivista Antioch Review, dove son stati pubblicati alcuni suoi scatti affiancati da poesie di altri autori.

Ripercorre poi la sua esperienza a New York, presso la Groove Press. New York, all’epoca, negli anni ’50 era troppo per lei. Le donne erano troppo ubriache, drogate, alcolizzate e promiscue. Aveva pertanto deciso di rientrare a casa dai suoi e prendere un’altra laurea.Trovò un lavoro da insegnante. All’università c’era una camera oscura. Si sentiva una ragazza ebrea fortunata.  All’inizio realizzava soprattutto autoritratti.

Attraverso un’intervista televisiva, la fotografa spiega cos’è per lei la fotografia: una fonte che opera dall’inconscio nell’esatto momento in cui vuole catturare un’immagine. Ciò che ama maggiormente è il fatto che non è affatto la realtà.

LAERTE-SE (2017)

Si tratta del documentario diretto da  Lygia Barbosa e Eliane Brum sul famigerato fumettista brasiliano. Dopo innumerevoli anni vissuti come uomo,ora si presenta come una donna transgender. A cuore aperto con l’intervistatrice, parla del suo rapporto con i genitori: il loro punto di vista sull’omosessualità. La reazione della madre (biologa) è stata inizialmente positiva e in seguito molto aspra. Avrebbe detto in maniera spiritosa: “Dovrei avere delle gonne e dei vestiti per te”. Per lei, l’idea di donna è vicina a quella del partorire. Parla poi del momento delicato del passaggio da uomo a donna, l’abbandono momentaneo dei fumetti. Le parole di Laerte sono intervallate dai fumetti animati, che divengono il pretesto per presentare delle riflessioni intime su questioni universali.

 

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