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IN SALA

Nessuno mi può giudicare

L’opera prima del regista Massimiliano Bruno è già record d’incassi al botteghino. Protagonisti della commedia Paola Cortellesi e Raul Bova.

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Nessuno mi può giudicare, nemmeno se faccio la escort per necessità”.

È questa la principale “riflessione” che esprime il film di esordio del già conosciuto sceneggiatore, autore teatrale e televisivo Massimiliano Bruno, uno degli attori e registi più noti del teatro off romano, nonché interprete del personaggio di Martellone nella serie italiana di successo Boris. “Ho voluto raccontare l’Italia di oggi che è senza dubbio il Paese del compromesso”: così il regista chiarisce  il motivo per cui ha voluto parlare di una donna che per necessità ha intrapreso la strada della prostituzione.

Alice (Paola Cortellesi), una pariolina ricca ma anche un po’ burina, che tratta i suoi domestici extracomunitari con maleducazione, dopo la morte accidentale del marito, si ritrova, piena di debiti, a vivere al Quarticciolo, quartiere della periferia romana, attorniata da immigrati e da Giulio (Raul Bova), gestore di un Internet Point, Lionello (Rocco Papaleo), portiere del palazzo, Enzo e Tiziana (Lillo e Lucia Ocone), due quarantenni sposati ma senza figli, Aziz (Hassan Shapi), ex cameriere pakistano di Alice e Biagio (Valerio Aprea), impiegato nell’internet point e afflitto da pene amorose.

Alice è piena di debiti, e se non li estingue entro breve suo figlio verrà dato in affidamento, ma lei questo non può permetterlo; dopo aver tentato di trovare lavoro onestamente, contatta una ragazza che aveva conosciuto nella sua vita precedente, Eva (Anna Foglietta), una escort che, con tutti i soldi che ha ottenuto in cambio di prestazioni sessuali o per fare da accompagnatrice a personaggi di spicco, è riuscita a comprarsi un attico di fronte al Colosseo. Così Alice entra nel “magico” e squallido mondo delle escort, risanando il suo bilancio economico. Nel frattempo però si innamora di Giulio, cui ovviamente nasconde la sua redditizia attività, ma la fortuna non è dalla sua parte.

Massimiliano Bruno racconta in maniera leggera, e per certi versi da commedia del teatro, l’attualità del nostro Paese, la classe dirigente, la politica spregiudicata, la crisi che porta a compromessi difficilmente giudicabili. Un’Italia che si scopre colma di donne, le quali, per soldi o per necessità, decidono di intraprendere il mestiere più vecchio del mondo.

“Per arrivare a parlare di un argomento così – spiega alla stampa il regista – ho intervistato delle escort ed ho scoperto certe cose ancora prima che venissero pubblicate le intercettazioni”.

Nessuno mi può giudicare è l’ennesima commedia del cinema italiano più recente, che sembra in grado di sfornare solo film finalizzati a distrarre gli spettatori. Nonostante alcune pellicole come questa trattino argomenti attuali in senso negativo, esse non forniscono alcuna occasione di riflessione reale e autentica o, comunque, non sono in grado di darci un punto di vista distaccato e critico nei confronti della nostra società. Sembrano invece volerci divertire e ancora una volta distrarre da uno dei periodi più cupi della cultura e della società italiana.

Nonostante ciò, il film di Massimiliano Bruno ha delle eccellenze, per lo più incentrate nel personaggio interpretato da Rocco Papaleo, irriverente e controcorrente portiere del Quarticciolo (imperdibile la scena-omaggio a Ecce Bombo di Nanni Moretti che ha inevitabilmente entusiasmato la stampa romana, scoppiata in un applauso durante la proiezione).

Nessuno mi può giudicare ha, infatti, ottimi tempi comici, è un film dalle battute ben scritte; Massimiliano Bruno, sceneggiatore insieme a Edoardo Falcone (che nel film interpreta un cliente sadomaso della Cortellesi), ha confermato il proprio talento nel rifinire ogni singola battuta, che non è mai lasciata al caso.

Nessuno mi può giudicare è distribuito in 400 copie dalla 01 Distribution.

Valentina Calabrese

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