fbpx
Connect with us

DIRETTE EVENTI & FESTIVALS

CoroNation di Ai Weiwei, da dove tutto è cominciato

Il celeberrimo artista cinese Ai Weiwei ci racconta la Wuhan del nemico invisibile nel suo ultimo documentario CoroNation

Publicato

il

In un periodo dove ogni autore si sente in dovere di raccontare un po’ della pandemia che ha scosso il mondo, CoroNation di Ai Weiwei (Human Flow, 2017) lo fa con la prospettiva più interna possibile. Laddove tutto ha avuto inizio, nella città un tempo ignorata di Wuhan, il regista e artista cinese ci porta a conoscere chi l’epidemia l’ha vissuta dentro e fuori.

A distanza di un anno dall’inizio del disastro, il documentario non arriva come prodotto nuovo, ma come prospettiva molteplice, assemblando immagini sfaccettate, clandestinamente girate, e protagonisti di diversa estrazione. Una lunga e pesante osservazione della tragica condizione della città nel pieno di una spaventosa realtà. Il linguaggio si raffredda proprio come tutto si era congelato ai tempi del lockdown.

CoroNation di Ai Weiwei, la trama

Il film inaugura con un ritorno di un abitante di Wuhan verso la città. Guida l’auto attraverso strade deserte, pompe di benzina congelate e asfalto ricoperto da neve candida. Torna per combattere, dice all’amico, il quale è già a Wuhan e da quella prigione non può proprio uscire.

La seconda sequenza è invece già dentro un ospedale, e lì vediamo ciò che probabilmente altri medici avranno visto nelle loro rispettive realtà. Corpi demoliti da un nemico invisibile, respiri affannosi, medici ricoperti di plastica, senza volto e senza identità, che combattono per quei esili aliti di vita sofferenti: in quell’ospedale bianco e precostruito, i pazienti sono solo numeri.

Le squadre di infermieri reclutati da tutta la Cina arrivano a Wuhan, accolti e celebrati: l’importante è non esagerare con i dettagli sulla tremenda e reale condizione della città.

“Non diffondete energia negativa”

“Sono ragazzi, alcuni di loro non sono ancora infermieri”

Il percorso inizia dall’esterno della città, e procede con la costruzione degli ospedali, la malattia e la sofferenza, la quarantena, fino alla sopravvivenza per chi ci è riuscito, o alle ceneri di chi è svanito. Entusiasmo orchestrato fa da contraltare alla voce onesta della gente, che lamenta la falsità delle informazioni, l’intervento del governo in tutti i gradi, il controllo. Ecco come il paese ha diretto lo show mentre il mondo guardava.

Coronation

Uno sguardo interno e critico del sistema

Procedendo con un ritmo impastato e afflitto dalla morte, spesso con inquadrature aeree morbide e distanti, la macchina da presa è un occhio clandestino in ambienti assurdi, saturi di plastica e di disinfezione. La città, disumanizzata, è fatta di staff medico all’opera ininterrottamente, cittadini rinchiusi e altri lavoratori incapaci di rientrare. E magari costretti a vivere in auto.

Certamente non è un documentario di promozione di quanto la Cina ha fatto, sebbene sia data testimonianza delle opere mastodontiche con cui il Paese ha gestito l’ondata pandemica. Grazie a queste immagini che Ai Weiwei ha raccolto “in contumacia”, tramite il contributo di liberi cittadini, il popolo ha la sua opportunità di parlare, di lamentarsi della gestione di un virus che è diventato un disastro mondiale.

“Per tutti è infezione virale”

“Il tasso di mortalità è sempre lo stesso. Ci usano per far sembrare che i numeri migliorino.”

Per rendere l’idea dell’impressionante truffa in corso, sarebbe probabilmente bastato quel breve campo lungo sullo stanzone dell’ospedale, che ha escluso i letti e si è concentrato sulle sole sacche delle flebo. L’impressione numerica è schiacciante.

O ancora la sequenza finale in cui le famiglie ritirano le ceneri dei propri cari: tutti a casa, famiglia dopo famiglia, con la propria scatola in mano, piangendo polvere che non potrà tornare in vita.

Un documentario da vedere per conoscenza e coscienza

Egregio lavoro operato sulla colonna sonora (firmata Hundunzhe Studio, Ling Ling e Punkgod), varia e incalzante, che non risparmia a nessuno. Tuttavia non salva tutto il lavoro, veramente impegnativo.

Alcuni festival hanno optato per escluderlo dalla shortlist. Quindi CoroNation di Ai Weiwei non ha avuto l’ampio palcoscenico che si aspettava, per fare sentire la sua voce a proposito del COVID-19. È un evento importante per l’Italia, che ha trovato posto a Sguardi Altrove.

Probabilmente, più che un piacere la visione, è un dovere civile guardarlo: per conoscere quello a cui la macchina politica ha sottoposto quella gente, vittime anch’essi di una strumentalizzazione globale senza precedenti. Peccato sia stata operata a danno della memoria di oltre un milione di defunti, di cui 4.800 soltanto dichiarati in Cina. Per gli altri, l’oblio.

Registrati per ricevere la nostra Newsletter con tutti gli aggiornamenti dall'industria del cinema e dell'audiovisivo.

CoroNation

  • Anno: 2020
  • Durata: 113 minuti
  • Genere: Documentario
  • Regia: Ai Weiwei
  • Data di uscita: 20-August-2020