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ALICE NELLA CITTA

“Tigers”, presentato ad Alice nella Città: quando i sogni e il talento non bastano a diventare calciatori professionisti.

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TIGERS

Premiati i giovani interpreti: il protagonista Enrik Enge con il DO Rising Star Award per il Miglior Attore Esordiente non Italiano e Antonio Bannò  vincitore del Premio RB Casting – Miglior Attore Esordiente Italiano. 

Di film sui giovani e il calcio ne sono stati realizzati molti ma “Tigers”, dello svedese Ronnie Sandahl, già sceneggiatore di Borg McEnroe, presentato al concorso della Festa del Cinema 2020 in coproduzione con Alice nella città, ha una marcia in più, forse perché racconta con spietata crudezza il mondo del reclutamento di giovani talenti nel calcio professionistico (spesso provenienti da situazioni di disagio economico e quindi ancor più facilmente ‘ricattabili’) con tutte le false promesse, i retroscena, le rinunce, le gelosie a cui essi devono assoggettarsi per non essere venduti o ‘gettati via’ alla prima occasione.

Ispirato alla vera storia di Martin Bengtsson, giovanissima promessa svedese del calcio acquistata da un noto club italiano (l’Inter giovanile, trampolino perla serie A) che racconta la sua storia e le scelte drammatiche che decise di fare nel romanzo autobiografico “In the Shadow of San Siro”, tratto dai diari dell’epoca. La pressione esercitata dalle giovanili è altissima, specie per un ragazzo rigoroso, diligente e ‘puro’ come Martin, che inseguiva da sempre con grande tenacia il suo sogno di diventare calciatore ma non era preparato, anche a causa della giovanissima età (16 anni) ad affrontare le rivalità ed il boicottaggio dei suoi compagni squadra (il motto è ‘mors tua, vita mea’), i giochi politici ed i trabocchetti ricattatori della società, la richiesta espressa di svincolarsi da un legame importante nato con una ragazza per non distrarsi dall’obiettivo principale: diventare una macchina da gioco interamente indirizzata al calcio e al gol.

Girato con grande intelligenza, il film alterna scene di allenamenti e partite di calcio, a momenti di vita quotidiana nella villa/ostello dove le ‘reclute’ abitano tutte insieme, alle serate di svago in discoteca fino alle tragedie che fanno seguito alla notizia data, a qualche giocatore, di doversene andare ed essere stato venduto a squadre minori perché non considerato abbastanza bravo. Martin farà di tutto per adeguarsi al sistema e per districarsi in questo nuovo mondo così difficile da decifrare ma qualcosa in lui, nella mente e nel corpo, si ribellerà senza ritorno: sarà costretto a rischiare la vita, infatti, ad attraversare una crisi gravissima, per capire davvero cosa fare.

Emerge dal film una critica al sistema del calcio professionale, feroce e senz’anima, un mercato che stritola esseri umani prima e campioni poi, chi arriva a diventarlo, in eguale misura. Da consigliare in visione alle scuole.

L’attore protagonista Enrik Enge, nelruolo di Martin Bengtsson ha ricevuto il DO Rising Star Award per il Miglior Attore Esordiente non Italiano, con la seguente motivazione, in base alla quale l’attore: “offre un personaggio straordinariamente complesso: intelligente, sensibile, ostinato, fisicamente vulnerabile e allo stesso tempo forte. Illumina lo schermo con il suo ritratto magnetico di Martin Bengtsson; la rappresentazione è così avvincente che non solo credi al suo viaggio mentre si svolge, ma crederai anche a qualsiasi sua variazione. Per questo notiamo come la sua interpretazione sostenga questo film in maniera convincente“. 

Anche un altro fra gli attori del cast, Antonio Bannò , ha vinto la seconda edizione del Premio RB Casting come Miglior Attore Esordiente Italiano della 18esima edizione di Alice nella Città, poiché: “seppur in poche e significative scene Antonio riesce a raccontare un personaggio e le sue emozioni, la sua disillusione e la sua rabbia in modo coerente e convincente, contribuendo in modo impattante alla storia del film e al percorso emotivo del protagonista.”