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 I’ Am Greta – Una Forza Della Natura, l’opera di Nathan Grossman chiude in bellezza il Festival dei Diritti Umani di Lugano

Si conclude il Festival dei Diritti Umani di Lugano con l’attenzione all’ambiente

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film su Greta

Si conclude l’edizione diffusa 2020 del Festival dei Diritti Umani di Lugano che quest’anno, pur in mezzo a molte difficoltà dovute al COVID, ha presentato film di grande spessore conducendo lo spettatore a riflessioni profonde ed alla conoscenza di temi che vengono spesso sommersi dalla quotidianità.

 

Presentata alla 77 Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione fuori concorso con il titolo:  I’ Am Greta – Una Forza Della Natura, l’opera di Nathan Grossman che chiude il Festival, affronta il problema ambientale attraverso la figura di Greta Thunberg, la seconda più giovane candidata al Nobel dopo il riconoscimento assegnato alla pachistana Malala Yousafzai nel 2014, per aver promosso il diritto dei bambini all’istruzione.

 

Il cineasta ventinovenne svedese evidenzia subito il carattere di Greta sin dalle prime scene che la vedono seduta davanti al Governo Svedese per il primo sciopero dedicato ai temi ambientali durante le elezioni del 2018: “Se non ci prepariamo adesso, sarà troppo tardi quando si manifesta il vero problema.” Incominciamo a conoscerla così, come una ragazzina qualunque che affronta un problema più grande di lei con una insolita maturitá che ha sorpreso lo stesso regista.

 

Il suo volto in ogni sequenza del film é quello di una persona sensibile e intelligente!

 

Quando l’ho incontrata ho pensato fosse molto timida ma anche molto articolata nel suo modo di esprimersi e parla di tematiche precise come quella del cambiamento climatico. Solitamente quando hai un microfono davanti tendi a imbarazzarti mentre con lei mi sono sorpreso e ricreduto. Quello del climate change è uno degli argomenti d’attualità ma non non avevo mai sentito nessuno parlarne come fa lei. È scientificamente molto corretta e certe volte vorrei non fosse cosi! Un aspetto di lei poco conosciuto? È molto simpatica e ha una risata contagiosa che non conoscono in molti”.

 

Fin dal primo sciopero davanti al Governo, la ragazzina diviene lentamente il simbolo di un nuovo movimento green che ha coinvolto tutto il mondo dal 2018 ad oggi.

Il suo impegno l’ha portata ben presto a diventare anche vittima di bullismo da parte degli uomini più influenti e potenti del mondo, fra cui il Presidente Donald Trumph e di quello del Brasile Bolsonaro o di quello della Russia Putin accompagnati da battute feroci giunte dall’Italia. Lei non si scompone, il suo carattere e la sua sensibilità si fanno largo fra le sequenze del film mentre ci viene raccontato che in molti cercano di farle sostenere che soffre di Asperger ma lei risponde dicendo: “Non soffro di Asperger, io ho l’Asperger”. Nel docufilm impariamo a conoscerla nella sua interiorità, nel suo modo di relazionarmi con gli altri e nella sua forza nel portare alla luce uno dei problemi fra i più importanti degli ultimi anni. Greta nonostante le mille difficoltà marcia con i ragazzi per il proprio futuro, parla con i potenti di tutto il mondo che le promettono di ascoltare i suoi suggerimenti ma poi li ignorano completamente.

Greta non é un burattino manovrato dai potenti, tutt’altro ë una ragazza che crea tensione e che viene anche attaccata da continui stupidi commenti ai quali reagisce con grande maturità.

Il padre la accompagna a tutti gli eventi e si assicura che lei stia bene, ë con lei in ogni viaggio sulla loro macchina elettrica o in treno, tutti mezzi economicamente sostenibili nei quali si portano dietro provviste rigorosamente vegane, il regista ne segue il percorso fino ad arrivare al settembre 2019, quando Greta si é recata alle Nazioni unite per parlare al Summit dell’ONU sul clima con un coraggio e una determinazione necessari quanto e come i cambiamenti climatici in una società che non tollera intermittenze fra le luminarie di una festa infinita.