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IN SALA

Genesis 2.0: la recensione

Dal 24 Settembre al Cinema, Genesis 2.0, è realizzato dal regista e produttore svizzero Christian Frei, già candidato all’Oscar per il documentario "War Photographer", e dal regista russo Maxim Arbugaev. Il documentario ha vinto nella sezione World Cinema Documentary al Sundance Film Festival.

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genesis 2.0

Genesis 2.0 è un docufilm del 2018. Presentato in anteprima a Torino il 18 Settembre, il Film ha trionfato al Sundance Film Festival nella sezione World Cinema Documentary. Arriverà  nelle sale italiane dal 24 settembre 2020 grazie a Trent Film.

Il film è realizzato dal candidato all’Oscar per War Photographer Christian Frei. Il coregista è il russo Maxim Arbugaev.

Genesis 2.0 Trama

Siamo nella Siberia settentrionale. In un’atmosfera quasi primordiale decine di uomini ogni estate abbandonano i loro villaggi e si muovono verso lande desolate dell’Oceano Artico. Vanno verso le Isole della Nuova Siberia, lontane e disabitate.

Il loro è un viaggio di ricerca dell’Oro Bianco, l’avorio ricavato dalle grandi zanne dei mammut. A causa del riscaldamento globale infatti, scongelandosi  il permafrost risalgono in superficie antichi fossili. Il ritrovamento dei resti ben conservati di una carcassa di mammut attira l’attenzione di alcuni scienziati genetici. Gli studiosi vorrebbero clonare questi antichi animali preistorici e ricreare la vita. Tuttavia ciò sarebbe solo la prima manifestazione di una prossima grande rivoluzione tecnologica il cui obiettivo è produrre sistemi biologici artificiali completi. Un gioco da svariati milioni di dollari, dove l’uomo si fa Creatore.

genesis 2.0

Genesis 2.0 Debora Macchiavelli

Uomo creatore.

La parola di Dio è imperfetta ma se lavoriamo bene possiamo rendere Dio perfetto.

L’uomo ha il diritto di creare? Tra Jurassic Park e documentario scientifico vero e proprio, Genesis 2.0 è un prodotto ibrido perchè mescola elementi di finzione con la struttura vera e propria del Documentario. Si passa dai grandi spazi siberiani al freddo asettico della BGI Genomics, azienda leader cinese sulle sequenze del genoma, con sedi in tutto il mondo.

Il film fa riflettere sulla bioingegneria ponendo delle domande di base:

quali sono i limiti etici e i risvolti della biologia sintetica? L’Universo sarà prima o poi completamente plasmato dall’uomo? L’uomo può giungere a sfidare così la Natura?

«Genesis 2.0 parla di leggende, miti e tabù, e ci mette a confronto con la paura nei confronti di un futuro che non possiamo prevedere», afferma  Christian Frei.

Dal momento in cui nel 2013 viene scoperta una femmina della specie mammut perfettamente conservata , uno dei protagonisti del film , il paleontologo Semyan Grigoryev (direttore del Museo Mammut aYakutsk) coltiva  il sogno di clonarla attraverso l’uso di cellule viventi . Recuperando il DNA dai resti del fossile crede di poter far rinascere l’esemplare.

Insieme a lui il fratello Peter Grigoriev. Contrario all’operazione sarà invece George Church, il biologo molecolare di Harvard che invece intende creare una nuova vita, sintetica, che resista al freddo. Impressionanti le scene girate al centro Soam Biotech, a Seul, dove è stata costruita una vera fabbrica di Cloni. Circa 900 cani ricreati geneticamente identici a cani defunti, per sopperire al dolore di chi ha perso il proprio animale.

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Genesis 2.0 Deborah Macchiavelli

Genesis 2.0: paesaggi, tradizioni, ambienti

Il film è fatto anche di una parte più quotidiana e racconta della giornata dei cacciatori di mammut siberiani. Si apre in realtà con un canto, una voce femminile che recita un antico canto epico della città capoluogo della Sacha-Jacuzia, Jakutsk, dal titolo: “Olonkho – Eles Bootur” (capolavoro dell’umanità, della tradizione umana orale e intangibile”. (Unesco 2005)

Guarda qui… Guarda qui…
Spalle larghe hai!
Ma stupido sei
Forte abbastanza sei
Ma imprudente sei.

Maxim Abugaev ha inoltre accompagnato e filmato i cacciatori alla ricerca delle zanne di mammut durante una stagione di caccia. «Questi cacciatori sono persone native del Nord: praticano lo sciamanesimo, e credono negli spiriti della natura. Quando esplorano queste terre inabitate – dice Abugaev – sono estremamente prudenti e superstiziosi. L’Artico viene visto come una creatura dotata di poteri, tanto straordinari quanto incomprensibili». Tra superstizioni e timori, anche nel toccare “la Terra intoccabile” ad esempio, si mostra un grande rispetto per l’ambiente esterno, con la coscienza di stare andando forse un po’ oltre rischiando di superare limiti invalicabili.

Quanto potremo andare avanti così?

La parte più intima del film è legata all’aspetto Epistolare della maniera di raccontare , curata sempre da  Arbugaev che intrattiene una corrispondenza con Frey nella Nuova Siberia. Tra intelletto e leggenda, dunque, logica e demonizzazione, fatto e mito.

Il docufilm è comunque anche un’occasione visiva meravigliosa. Attraverso immagini e paesaggi straordinari ci caliamo in una dimensione impressionante, a volte anche violenta, immersi in un silenzio spettrale che affascina e inquieta allo stesso tempo. Il film è irradiato da un’illuminazione grigia ( direttore della fotografia è Peter Indergand) e un’aria palpabile di presagio.

Il tutto avvolto nelle splendide musiche di Max Richter ( Valzer con Bashir)  che emozionano e fanno da contraltare all’aspetto puramente scientifico della pellicola.

Tra thriller scientifico  spielberghiano e documentario vero e proprio, Genesis 2.0 è un pesante punto di domanda sul futuro ruolo di Demiurgo assunto dall’Uomo.

Trailer

produzione

Christian Frei Filmproductions

fotografia

Maxim Arbugaev, Peter Indergand

montaggio

Thomas Bachmann, Christian Frei

musica

Max Richter, Edward Artemyev

trent film

Trent Film Distribuzione

Genesis 2.0

  • Anno: 2018
  • Durata: 113'
  • Distribuzione: Trent Film
  • Genere: documentario
  • Nazionalita: Svizzera Cina Russia
  • Regia: Christian Frei, Maxim Arbugaev
  • Data di uscita: 24-September-2020