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Cuties (Mignonnes): un film di Maïmouna Doucouré

La pellicola, distribuita da Netflix, vincitrice per la Regia al Sundance Film Festival 2020 è al centro di un vero terremoto mediatico. .

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cuties

Cuties, è un film commedia-drammatico adolescenziale della regista franco-senegalese Maïmouna Doucouré,  Disponibile su Netflix dal 9 Settembre.

Nel 2017 il copione si è aggiudicato il Global Filmmaking Award al Sundance Film Festival. Proiettato in anteprima al World Cinema Dramatic Competition del Sundance Film Festival 2020 il 23 gennaio 2020, dove la Doucouné si è aggiudicata  il premio come “Miglior regista”,  è stato uno dei tre film francesi ad essere proiettato al festival. Precedentemente l’uscita del film in sala era prevista per il 1°aprile 2020, ma a causa della pandemia di COVID-19 in Francia, l’uscita è slittata poi al 19 agosto.

Nel cast Fathia Youssouf, Médina El Aidi-Azouni, Maïmouna Gueye (Mariam, la madre)

Trama:

La giovane undicenne Amy, originaria del Senegal, vive con la madre in un sobborgo di Parigi. Teme il ritorno del padre dal Senegal, impotente e frustrata  dalla visibile sofferenza di sua madre. Il padre sta preparandosi a tornare in Francia insieme a una seconda moglie. Amy si sente completamente  oppressa dall’ambiente religioso nel quale sono immerse le donne senegalesi immigrate. Non sente sue le loro usanze e  si estranea durante le cerimonie religiose che sua zia cerca di trasmetterle.

Affascinata da un gruppo di ragazzine del quale fa parte Angelica, la sua vicina coetanea, Amy fa di tutto per farne parte. Il gruppo ha creato una compagnia di danza  che ha caratteristiche spregiudicate e  contrastanti con i costumi, i valori e le tradizioni religiose della famiglia di Amy. Le ragazzine si allenano per una gara di ballo a cui Amy vuol partecipare a tutti i costi. Dopo aver scoperto i social network e il loro potere consensuale, Amy si fa forte deil successo raggiunto on line ma si spinge troppo oltre. Inizia ad assumere atteggiamenti che prevaricano la sua parte bambina, iniziando un percorso di ribellione verso il padre e delle tradizioni familiari che vede sbagliate. Amy decide di incorporare nella coreografia dei passi di danza troppo arditi per la sua età , emulando alcuni video visti su internet. Tutto precipita all’improvviso in un turbine di cambiamenti che la porteranno ad una presa di coscienza e, forse, ad un conclusivo recupero di fanciullezza.

Cuties: uno schiaffo potente

Il lungometraggio è al centro di una vera e propria bufera mediatica, oggetto di polemiche per una presunta ipersessualizzazione delle adolescenti bambine protagoniste del film.

Questo nonostante la regista abbia dichiarato di averlo  ideato proprio per denunciare invece questi comportamenti.

Certo Mignonnes è uno schiaffo potente. Violento e doloroso, di cui senti l’urto tante e tante volte in faccia. Ti fa mettere in pausa, ti fa pensare spesso di interrompere la visione e, appunto come uno schiaffo lo avverti arrivare di colpo con il pesante fardello della protagonista, con il suo bagaglio culturale alle spalle che la fa sentire prigioniera, con la sua amarezza e la sua crisi interiore, con la confusione di una pubertà giunta troppo in fretta e non compresa pienamente, con la sua voglia non di essere diversa da ciò che è, ma semplicemente di essere se stessa a modo suo.

Mignones va criticato? Va temuto?  Forse si , forse no, forse non più di qualsiasi altro video che circola in una rete disponibile 24 ore su 24 a un’ umanità vasta e varia. Forse va semplicemente guardato, con la consapevolezza della grande verità che si trascina dietro.

Quello che vediamo non è un atto dissacratorio che la regista compie nei confronti di un’ infanzia da preservare. Troppo semplicistico guardarlo e analizzarlo così. Troppo facile penalizzarlo come un oggetto pericoloso alla portata di chi non saprebbe trarne solo le considerazioni giuste da fare.

Sicuramente forti i toni, a volte spinti veramente al limite ( la foto scattata in bagno e poi subito postata) con scene che disturbano in maniera profonda, lacerante, viscerale.

Ma se l’intento della regista era quello di mostrare ciò che osserva  stia accadendo nella realtà di oggi, l’obiettivo è sicuramente stato raggiunto.

La storia della bambina-ragazzina ribelle alle sue tradizioni di appartenenza, che usa il ballo deformandone movenze e attitudini in modo dissacratorio agli occhi dell’adulto,troppo semplicisticamente può essere estrapolata da tutto il resto che si trascina dietro per trarne solo il messaggio “pericoloso”. C’è molto altro in Cuties: c’è la periferia parigina multirazziale e socialmente varia, c’è la scuola e il bullismo, c’è la dipendenza da social network e la pericolosità dei cellulari lasciati in mano a ragazzini che si credono già adulti. C’è la scoperta della femminilità affrontata senza essere ben spiegata, c’è la cattiva emulazione, l’alienazione parentale, la poligamia in una società evoluta come quella odierna e la solitudine di ragazzini che vivono da soli intere giornate mentre i genitori sono al lavoro. I valori puri sono del tutto assenti. Nessuna nota positiva in questa triste banlieue fatta di appartamenti comunicanti ma separati anni luce da tradizioni diverse. C’è una bambina che dovrebbe sorvegliare un altro bambino e  c’è un viaggio.

Un viaggio da dimenticare

Il film è un viaggio che Amy compie per farsi accettare dagli altri e soprattutto per affrontare in qualche modo il dramma familare che vive. Il vestito grondande di sangue è quella tradizione che la fa soffrire, che fa soffrire la madre, che le rende schiave di una porta chiusa dietro una camera nuziale tirata a lucido, dove le caramelle sparse sul piumone bianco non bastano a ridare il senso di purezza e libertà. Aspra critica alla troppo anticipata apparente maturità dei ragazzini di oggi, Cuties si fa in realtà manifesto dell’assenza che ne sta a capo. Lasciati troppo da soli nell’uso di una pericolosa tecnologia, i bambini spesso  ne creano un uso completamente distorto e pericoloso. La differenza forse con altri film è che Cuties non si fa direttamente portavoce della denuncia. Mostra soltanto, senza filtri e veli, con orrore e disinibizione: il momento di crisi di Amy, le sue lacrime, il suo rossetto lilla, i suoi scatti di rabbia e violenza, senza  nessun moralismo. Forse è per questo che non è stato accettato e forse per questo valutato nella sola accezione negativa. Alla fine del viaggio c’è una gara, ci sono gli sguardi di disapprovazione di  un pubblico contrario ad uno spettacolo deprecabile,  c’è l’imbarazzo stesso provato dalle stesse ragazzine, ci sono le lacrime di Amy, c’è la bambina che corre dalla mamma e c’è il ritorno alla spensieratezza del gioco. Forse c’è ancora spazio per tornare all’isola che non c’è. Solo un altro salto ancora sulla corda.

Soggetto Maïmouna Doucouré
Sceneggiatura Maïmouna Doucouré
Produttore Zangro
Casa di produzione Bien ou Bien Productions
France 3 Cinéma

Trailer Cuties

Cuties (Mignonnes). Donne ai primi passi.

  • Anno: 2020
  • Durata: 96 minuti
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: drammatico
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Maïmouna Doucouré
  • Data di uscita: 09-September-2020